SYMBOLIC STATE
By Abstract Words
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2002
Durata: 38 min
Genere: death
Questo è il primo album dei Symbolic State, un gruppo proveniente da Tallinn, capitale dell'Estonia. Il genere proposto è un death metal sulla scia dei primi Dismember, con qualche spunto thrash e qualche parte melodica che possono far venire in mente gli Edge Of Sanity e gli Hypocrisy dei loro secondi-terzi album. L'album comprende una intro ed 11 canzoni, dove questo quartetto non preme mai a fondo sull'acceleratore. Nella biografia c'è scritto che hanno elementi brutal, io di brutal nella musica non c'ho sentito nulla, al massimo il growl cavernoso del cantante Stig, ma strumentalmente nulla.
Le canzoni sono tutte carine, ma manca la personalità e lo spunto finale che le faccia decollare. I Symbolic State sanno suonare, sanno scrivere buoni riff death metal (anche se un paio sono presi di peso dai Sepultura di "Schizophrenia"), sanno aggiungere delle parti mosh tipiche del thrash, e sanno anche creare dei buoni spunti melodici. Il loro compito lo sanno fare allora, ma non vanno oltre purtroppo. Intendiamoci, non è un lavoro che fa schifo, anzi, fila via liscio, ma un po' troppo liscio. Mentre lo si ascolta viene da fare headbanging, ma mancano gli spunti che ti si stampano in testa e non ne escono per una settimana. E' come essere alla guida di una macchina e non potere andare oltre alla terza marcia...
Passando all'aspetto materiale di questo lavoro, va detto che la produzione è discreta, niente di sconvolgente, ma si lascia ascoltare, e tenendo conto da dove vengono e che si sono autoprodotti non credo potessero ottenere di meglio. La confezione è anche questa discreta: si tratta di un CDr in slim-case con un libretto di 8 pagine in bianco/rosso/nero, comprendente tutti i testi. Anche qui superano la sufficienza ma non vanno oltre.
In conclusione, questo è il classico lavoro che può piacere solo ai patiti del genere. Se siete drogati del death metal allora questo "By Abstract Words" può divertirvi per qualche ascolto, l'importante è non pretendere originalità e nemmeno spunti geniali. Io non me la sento di smerdarli, perché suonare da quelle parti è molto difficile, ed anche perché non posso fare critiche formali a questo album. L'unica critica è che è un lavoro di genere e nulla di più. A voi la decisione in base ai vostri gusti ed alle vostre aspettative.
(teonzo - Maggio 2003)
Voto: 6.5
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