SYBREED
Slave Design

Etichetta: Jerkov Musiques
Anno: 2006
Durata: 59 min
Genere: cyber metal


Questo gruppo svizzero ha radici abbastanza lontane nel tempo. Nasce infatti dall'uscita del chitarrista e fondatore, Drop, dal suo gruppo precedente, i Rain: gruppo con all'attivo ben tre album e numerosi tour. La voglia di Drop di intraprendere nuove sonorità, molto più violente, dalle melodie sintetiche e dalle atmosfere più elettroniche, rispetto a quelle messe in atto sino ad allora, coinvolge sul momento (durante l'estate del 2003) anche Ben alla voce, Alex alla batteria e Burn al basso. Nascono quindi i Sybreed, che per la Jerkov Musique danno alla luce nel 2006 questo loro primo prodotto, "Slave Design".
Chitarre durissime, dal sentore metallico, quasi robotico, aprono il primo brano del CD:"Bioactive". L'atmosfera creata dagli effetti di tastiera, dal gusto decisamente spaziale e cibernetico e dalla ritmica incalzante e satura, rendono il tutto molto freddo e distaccato, mentre si contendono il primo piano le vocals pulite dei ritornelli e le parti in screaming delle strofe. Improvvisamente la chitarra si apre ed il brano si incattivisce ulteriormente, portandoci così al finale. Interessante l'uso della batteria elettronica a metà brano.
"Re-evolution" è il secondo pezzo. Synth e tappeti di tastiera introducono il tutto; le strofe in particolare hanno suoni veramente saturi, con chitarre molto pesanti e secche e con i cantati leggermente accennati; per poi arrivare al ritornello melodico e ruffiano, sorretto da tastiere avvolgenti e melodiche. Soluzione questa molto cara ai nostri e che ripropongo più volte lungo tutto il brano.
In "Decoy" si parte subito a mille, la ritmica è molto più incisiva ed i cantati molto più convinti ed incazzati. Veramente coinvolgente la strofa, pulita e dal deciso appeal, così come bello risulta il gioco delle voci che si contrappongono, clean vocals e screaming e poi viceversa. Da segnalare come durante i bridge cantati. Ben cerchi di variare un attimo le tonalità, per non risultare troppo piatto.
Il quarto brano del lotto è "Synthetic Breed", pezzo veloce ed aggressivo; da ricordare assolutamente il ritornello, dove alla voce potente in primo piano fa da supporto quella pulita, leggermente dietro ed in lontananza, aumentando l'impatto melodico del tutto. Ho apprezzato molto anche la parte finale, caratterizzata da un buon utilizzo delle tastiere e del synth e da un deciso incattivirsi delle chitarre. Bello.
"Next Day Will Never Come" è il primo pezzo dove la componente più modernista e robotica del gruppo prende più il sopravvento, risultando decisiva nel sviluppare le armonie sia delle strofe che dei ritornelli. A metà brano si ha il primo vero rallentamento, dove con l'aiuto delle onnipresenti tastiere si viene a creare una sognante ed eterea atmosfera, slancio ideale per la strofa ed il ritornello seguenti.
Una assurda velocità ed urla al limite dell'umano, che ricordano molto certi lavori di Devin Townsend ed i suoi Strapping Young Lad, ci introducono "Machine Gun Messiah". L'artificialità del suono qui raggiunge il suo oblio, la sua massima espressione e splendore; il suono è inverosimilmente saturo, riesce quasi difficile a chi ascolta distinguere i vari strumenti.
La drum-machine va ad aprire "Take The Red Pill"; la strofa è molto saltellante, tornano alla mente i primi Disturbed, numerosi i cambi di ritmo ed improvvisi i cambi di atmosfera.
Nei due brani che seguono, "Rusted" e "Static Currents", i clichè rimangono gli stessi; suoni potenti e ricerca quasi maniacale del ritornello vincente.
L'ultimo brano è "Critical Mass", ed è quello che sembra discostarsi in maniera maggiore dal resto; infatti qui è la calma a dominare, l'atmosfera è molto dark, gothic e decadente, ed i cantati molto accattivanti e dalle linee melodiche sostenute.
Ho sempre apprezzato particolarmente questo tipo di sonorità, gruppi come Fear Factory, Messhuggah, Raunchy, Mnemic e Strapping Young Lad mi hanno sempre coinvolto positivamente, ed il loro ascolto mi ha sempre dato decise emozioni. I Sybreed ricordano molto i gruppi sopraccitati sia per l'utilizzo, talvolta eccessivo ma mai invadente, delle tastiere e del synth (effettistica in genere), sia per un uso della chitarra molto chirurgico, pesante e dal gusto particolarmente artificioso (nel senso buono); appunto, ricordano così tanto questi gruppi che alla fine non riescono, a mio parere, a far risaltare quella che è la loro personalità, schiacciati, come ho già detto in precedenza, dalla continua ricerca del break e del ritornello melodico, cosa questa che rende quasi tutti i brani simili tra loro. In molti casi non aiutati dalla voce di Ben, in generale molto piatta e monocorde. Perché non rischiare qualcosa in più in futuro, cercando di utilizzare schemi di composizione diversi? Comunque bravi.
(Pasa - Maggio 2006)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail Sybreed: drop@sybreed.com
Sito Sybreed: http://www.sybreed.com/

Sito Jerkov Musique: http://www.jerkov.net/