SWORN
Tended High

Etichetta: Haarbn Records
Anno: 2007
Durata: 41 min
Genere: progressive black metal


Devo ammettere che, ogni tanto, faccio volentieri una capatina in territori estremi, pur prediligendo le pubblicazioni più melodiche e con una forte componente atmosferica. Per questo sono stato davvero contento di scoprire questa realtà proveniente dall'Armenia. Gli Sworn, infatti, sono una interessantissima band nata nel 2005 a Yerevan; la formazione è composta da Vladimir (chitarra e voce pulita), Alex (basso e growl), Vardan (tastiere) e Koryun (batteria), mentre il loro stile potrei definirlo come una sorta di incrocio tra il black metal maestoso degli Emperor, unito alle deviazioni progressive di Arcturus e Borknagar, il tutto riletto attraverso una struttura dei brani che ricorda molto gli Opeth. Insomma, per quanto mi riguarda gli Sworn prendono spunto da una manciata di band che riassumono perfettamente quello che cerco nelle mie scorribande nell'estremo (ma non troppo).
Insomma, se siete dei puristi del tipo 'nienteoltreidarkthrone', allora questo album vi sembrerà un po' troppo blando e accessibile, ma se non vi dispiace quel giusto equilibrio tra melodia, tastiere sinfoniche, chitarre acustiche e passaggi progressive, allora negli Sworn troverete un gruppo che porta avanti con ammirevole abilità l'eredità dei gruppi già citati.
Facendo una breve panoramica sulle singole composizioni, il modo migliore per vedere le numerose sfaccettature dell'album, troviamo subito "Once In A Rainy Solitude", una breve introduzione atmosferica che tra rumori di pioggia e temporali lascia spazio alle chitarre acustiche e a melodie folk che richiamano la terra d'origine del gruppo. Niente di incredibilmente originale, ci mancherebbe, ma la capacità melodica del gruppo è notevole.
Con "In My Soul Despair", invece, si entra nel vivo dell'opera: chitarre maestose si fondono con le tastiere sinfoniche di Vardan in un ottimo black metal sinfonico che deve tantissimo alla band di Ihsahn, ma allo stesso tempo mi ha ricordato qualcosa dei primi Carpathian Forest (il riff mi ha fatto tornare alla mente una versione prog di "Return Of The Freezing Winds"). Le tastiere aggiungono davvero qualcosa in più al tutto e sono ben lontane dalle pacchianate che si sentono spesso nel genere, prediligendo dei suoni che in certi casi sono molto vicini al mellotron di settantiana memoria. Molto buoni anche gli interventi di voce pulita che sono chiaramente influenzati dallo stile di Simen Hestnæs (a.k.a. ICS Vortex).
Passiamo quindi a "Church Obliteration", un brano molto lungo come il precedente (tutte le composizioni elettriche degli Sworn viaggiano sugli 8/9 minuti di durata), che mostra un'anima meno sinfonica ma più malvagia e nervosa, con un riff teso che lascia comunque spazio a quelle aperture eteree che fanno da accompagnamento ai passaggi in voce pulita. Anche in questo caso la qualità è molto elevata e dimostra ancora come le influenze degli Sworn siano sì molto presenti, ma allo stesso tempo vengono sempre supportate da una qualità di songwriting assolutamente di prima qualità.
"I Am The Night" viene introdotta da un pianoforte, ma ben presto si trasforma nel brano più diretto e accessibile, sia per la durata ridotta, sia per i riff di chitarra che si fanno sempre meno estremi e giocano invece sulle melodie incrociate, sempre supportate da un tappeto maestoso di tastiere, fino ad arrivare, nella parte finale, ad un assolo di chitarra che mostra le indubbie doti esecutive del chitarrista Vladimir.
Si torna a viaggiare su territori folk con un altro strumentale acustico, "Yearning", malinconico e delicato, che fa da preludio a "Tended High", il brano che dà il nome all'album: nei suoi dieci minuti di durata vengono rimescolate ancora tutte le caratteristiche finora citate, unite ad una impalcatura del brano che ricorda molto gli Opeth, tra accelerazioni prog-death, momenti acustici, tastiere ben dosate e un'ottima alternanza tra voce scream/growl e pulita. Ottimo, in particolare il finale doom, con la voce di Alex che si fa ancora più cavernosa e gutturale. Un altro ottimo brano. A conclusione dell'album, infine, troviamo l'ultima parentesi folk, "Nothing Lasts", che chiude un cerchio ideale iniziato con "Once In A Rainy Solitude".
Insomma, per quanto mi riguarda "Tended High" è un album che forse pecca un po' in personalità, facendo sentire molto la sua sudditanza verso i maestri ispiratori, d'altra parte la qualità così elevata della scrittura, un'esecuzione perfetta e un gusto eccelso nel ricreare momenti di grande atmosfera lo rendono un lavoro da consigliare ad occhi chiusi a tutti coloro che, come me, amano questi album di confine. Complimenti agli Sworn e alla Haarbn Records che, ancora una volta, si è dimostrata abilissima nello scovare le realtà più interessanti della propria terra.
(Danny Boodman - Febbraio 2009)

Voto: 8


Contatti:
Sito Sworn: http://www.myspace.com/sworne

Sito Haarbn Records: http://www.myspace.com/haarbn