SVARTSKOGG
Helvete 666

Etichetta: Perish In Light
Anno: 2005
Durata: 34 min
Genere: thrash/black metal


Svartskogg significa foresta nera, ed è proprio la fotografia di un nebbioso bosco di conifere che decora la copertina di "Helvete 666". Beh, dal nome del gruppo e dal titolo dell'album, è ovvio che questa band non possa che arrivare dalla Norvegia! Il gruppo è formato dal cantante Forrykt e dal polistrumentista Disease. Hanno esordito condividendo uno split CD con i Massemord, ed all'epoca lo stile musicale poteva essere considerato black metal. "Helvete 666" mostra invece un deciso cambiamento di rotta, per gli Svartskogg. La musica ora è principalmente thrash metal, anche se echi del passato black sono sempre presenti.
Ad aprire le ostilità ci pensa "The Beyond". Si tratta di un'opener rabbiosa, che azzanna l'ascoltatore alla gola! Dal tipo di rifferama, dai continui cambi di tempo, e dalla scelta delle sonorità è evidente che gli Svartskogg guardino decisamente al passato, al thrash metal che fu. Nella sua accezione più oscura, ovviamente. Si inseriscono pertanto, con una certa personalità, in quella scena thrash che sta infiammando l'underground norvegese. Una nota di merito va ai testi, ad opera di Forrykt. Trattano temi orrorifici o inquietanti, ma si distinguono per una certa cura nella scelta delle parole. Il tutto è ben interpretato dal cantante, il cui tipo di vocalizzi altro non è che il classico digrigno black.
Se "The Beyond" è la tipica cavalcata thrash, "New Flesh" è un mid-tempo piuttosto spedito e vigoroso. Il tipo di riffing è insistente, ed a volte riesce persino ad essere originale.
"The New World Order" presenta un riffing cattivo e di puro impatto. Ciò nonostante, la struttura del brano risulta essere abbastanza variegata: vengono alternate sfuriate improvvise a mid-tempo ostinati. Il duo dimostra una buona intesa, e potenzialmente un buon tiro: peccato per la qualità di registrazione, un po' troppo fredda. A mio avviso, per un genere come il loro, gli Svartskogg avrebbero necessitato di suoni più sporchi e grintosi. Così, si ha sempre l'impressione che le canzoni manchino un po' di tiro.
Dopo una breve ed oscura sezione introduttiva, "Exterminator Angel" parte a tutta velocità. I suoni sono cupi, ed il rifferama è teso allo spasimo: quale migliore colonna sonora per le urla bestiali di Forrykt? Le sensazioni comunicate sono assolutamente ostili! Eppure, Disease riesce sempre ad inserire qualche accenno melodico al suo songwriting. Lo fa con naturalezza, tant'è che a volte ci se ne rende conto solo a posteriori. Ecco che quindi "Exterminator Angel" assume qualche inatteso connotato malinconico, che dona una certa curiosità al tutto.
Aggressiva, sfacciata, schiacciasassi: questa è "Abyss Of Blood"! Puro thrash metal, velocissimo e fottutamente old-school. Ebbene sì, più retrò del solito, ma assolutamente irresistibile. Qualunque metallaro non potrà evitare di lanciarsi in un headbanging forsennato, o cadenzato nella gelida parte centrale! Bel colpo!
Sorprendentemente, "Swallow The Blades" è in possesso di un'andatura epica, quasi da viking metal eheh! E' una curiosa divagazione, che mette in luce il passato black metal del gruppo, e l'amore per la melodia di Disease (anche se la sua chitarra solista lasci spesso a desiderare).
Eccoci ora alla title-track, che sin dalle prime battute si candida come una delle composizioni più avvincenti degli Svartskogg. Arrembante e strutturata, risulta equilibrata in tutte le sue parti. E' chiaro che questo duo ha il talento necessario per non sfigurare in una scena ricca di nomi di spicco. Ripeto, se soltanto quest'album fosse in possesso di una qualità di registrazione più vivace... Sicuramente, dal vivo certe canzoni non possono far altro che spaccare! Bella canzone, dal ritornello accattivante!
La traccia conclusiva si intitola "Delirium" e, con i suoi sei minuti di durata, risulta essere la più lunga del CD. Si tratta di una composizione cadenzata, e veramente oscura, almeno per quanto riguarda la sua prima parte. In seguito si libera in una cavalcata spaccaossa, spesso frenata da improvvisi rallentamenti. Un brano comunque non eccezionale.
Luci e ombre, quindi, in "Helvete 666". Gli Svartskogg devono sicuramente lavorare per tirare fuori il meglio di sé. Dovrebbero prestare una maggior cura alla produzione, non basta che sia soltanto nitida, e soprattutto non sarebbe male se la formazione venisse allargata. Le composizioni dell'album renderebbero cento volte di più se fossero suonate da un gruppo completo, anziché sovraincise dalla stessa persona. Il thrash metal, per quanto sia mescolato col black, è un genere che deve trascinare. Bisogna cercare di mantenere una dimensione-live, per quanto sia possibile, anche durante il lavoro in studio. Solo così la musica potrà comunicare passione, grinta e -perché no- cattiveria. E "Helvete 666" è un album costituito da buone canzoni thrash metal, purtroppo un po' freddine.
(Hellvis - Dicembre 2005)

Voto: 7


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