SUMMONER
Winter Solstice
Etichetta: Black Tears Of Death
Anno: 2003
Durata: 43 min
Genere: death melodico svedese
Summoner è il nome di una band lombarda che si è guadagnata i galloni con un demo piuttosto promettente ed una serie di concerti nei migliori locali metal del nord Italia. Tra le molte esibizioni vale la pena di ricordare quella con i Novembre all'Ombelico e quella con i Death Dies al Transilvania. Inoltre hanno suonato come headliner all'Underground Summer Metal Festival del 2002.
Non male come ruolino per una band che è nata soltanto nel 2001. Successivamente alla pubblicazione del demo "Summoner' Sign", la line-up si è stabilizzata nel numero di sette elementi: Giorgio e Ugo alle chitarre, Stefano alle tastiere, Massimo alla batteria, Paolo e Nadia al microfono, Luca al basso. Recentemente Nadia ha lasciato la band e al suo posto è subentrata Dalia.
"Winter Solstice" è il loro album di debutto. Si tratta di un lavoro professionale sin dalla bella copertina e dal booklet di sei pagine ad opera di Jarno Lahti. La scelta dei colori è gelida, con uno spettro che sfuma dal blu al bianco. In copertina campeggia il volto di una donna. Veramente un bell'artwork!
Anche la registrazione è ottima: nitida e potente, non ha nulla da invidiare alle rinomate produzioni di altri paesi europei.
Per il loro CD, i Summoner vantano due ospiti d'eccezione: Daniel Botti, voce dei Node, e Dhilorz, basso negli Ancient.
Che dire? Per debuttare in questa maniera la band, oltre alle qualità, ha sicuramente trovato il giro giusto!
Passiamo quindi al commento prettamente musicale di "Winter Solstice".
La musica dei Summoner è un death metal melodico di matrice svedese che ogni tanto sfuma vagamente nel gothic. Il suono è molto potente; l'arrangiamento è complesso e di buon gusto. Le tastiere svolgono un lavoro di primo piano ma non appiattiscono la sonorità, anzi, la rendono un briciolo più personale. E questo è un bene. Infatti le composizioni della band non sono originalissime. Certo, ci sono passaggi interessanti e di gran valore ma non sono riuscito a scollarmi di dosso quella sensazione di già sentito. Questo rischio è comune a tutte le band che suonano questo genere musicale: il continuo nascere di emuli di In Flames, At The Gates e Dark Tranquillity non ha fatto altro che inflazionare il death melodico. Data la perizia strumentale dei musicisti e la loro indubbia professionalità, mi aspettavo un briciolino di più.
Critiche a parte, i Summoner dimostrano di possedere un ottimo potenziale. Come ho scritto in precedenza il largo uso delle tastiere rende il loro suono particolare, permettendogli di creare atmosfere delicate e misteriose quando i volumi si abbassano. L'intervento della voce femminile colora di gothic questi passaggi. In altri casi, soprattutto quando la band tira, si sentono lontani echi di black sinfonico.
Il lavoro delle chitarre è valido. Variegato, strizza l'occhio in più di un'occasione al metal classico. La sezione ritmica è puntuale e vigorosa.
L'ascolto di "Winter Solstice" mi ha portato a questa conclusione: i Summoner non sono inferiori ad altre band europee che suonano lo stesso genere ma al tempo stesso non ne sono nemmeno superiori. Le otto canzoni che compongono il CD sono tutte di buon valore e negare la bontà del gruppo sarebbe ingiusto. Si sente che sono promettenti e pieni di qualità. Devono però scollarsi di dosso la pesante influenza delle band svedesi se vogliono diventare importanti.
Sono sicuro che, guadagnando esperienza, troveranno anche il modo di esprimersi in modo più personale.
Quest'album è consigliato a tutti quelli che adorano gli At The Gates e compagnia bella.
Le mie tracce preferite sono "Winter Solstice" e "My Epitaph". Sul sito della Black Tears Of Death potete anche scaricare degli mp3.
(Hellvis - Dicembre 2003)
Voto: 7
Contatti:
Mail Summoner: info@summonersite.com
Sito Summoner: http://www.summonersite.com/
Mail Black Tears Of Death: info@btod.com
Sito Black Tears Of Death: http://www.btod.com/