SUHRIM
The C*** Collector

Etichetta: Pulsar Light Records
Anno: 2004
Durata: 31 min
Genere: death metal


Ma... Ma... Stiamo scherzando?! Insomma, da quando in qua un gruppo death metal si deve vergognare di usare la parola 'cunt' ('fica' nella versione più volgare possibile, per i non anglofoni)? Boh... Abbiamo qui una death metal band proveniente dal Belgio e prodotta dalla vicentina Pulsar Light Records. Questo quartetto di bruti esiste già dalla fine degli anni '80, e questo "The C*** Collector", è sola l'ultima di una serie di uscite più o meno ufficiali uscite con l'occulto nome di Suhrim. Inizio subito col dire che, alla vista dell'artwork, ho avuto subito pensieri contrastanti, con grosse litigate con me stesso. Prima dico "ehi, questi ragazzi si presentano bene, con un bel digipack!", poi guardo meglio il digipack e mi dico "ma che cagata è?!". Infatti la fattura e il layout di questa confezione, malgrado le intenzioni, lascia parecchio a desiderare. Lasciando pure perdere il logo tutt'altro che significativo ed il banale disegno del famigerato Fabban in copertina, quello che più mi colpisce negativamente è proprio la scarsa professionalità del tutto: una definizione da schifo nel retro-copertina rende difficoltosa persino la lettura dei contatti, tanto è pixelata malamente. Un'altra cosa che mi abbatte è una ridondanza di segnali che rimanderebbero ad una presunta censura subita dalla band. Permettetemi di dubitarne: ok che certi contenuti potrebbero essere censurabili, ma quale censura si sarebbe mai accorta se una death metal band underground dal Belgio e prodotta da una label italiana avesse intitolato un album "The Cunt Collector"?! E invece no, ci ritroviamo con un "The C*** Collector". E lo scherzetto si ripete anche nei titoli di certi brani: "Fist F***** In The Troath" (lo so, sarebbe corretto 'throat', ma loro scrivono così, il che continua a denotare scarsa professionalità, volevo rendervelo noto!), che suppongo dovesse essere stato "Fist Fucked In The Throat", e poi un oscuro "Crushed V*****"... Mah. Parolaccia inglese di sei lettere che inizia per 'v'. A me non viene in mente nulla, aiutatemi (vagina??? - nd teonzo). Come se tutto ciò non bastasse, in copertina spicca un segnale 'Parental Advisory - Explicit Content'. Stampato sulla copertina, non un adesivo. Il che non ha davvero alcun senso: prima di tutto non siamo mica in U.S.A., e poi "explicit content" de che?! Inoltre, il digipack contiene pure un posterino che da un lato ci mostra questi quattro brutti ceffi, mentra dall'altro c'è un altro 'parental advisory': stavolta 'explicit band'. Ma andata a cagare, va'!! Tutto questo insistere su una censura inesistente per vendere una o due copie in più mi fa davvero incazzare!... Al punto che spero che il disco faccia pure schifo, così posso demolire sti Suhrim e non pensarci più. E invece no, il disco spacca, mannaggia. Da questa riga in poi mi occuperò solo della loro musica, ed i miei giudizi (pessimi!!) sull'artwork non inficieranno il voto finale: in fondo siamo su Shapeless, mica su Metal Glamour!!...
La musica proposta dai Suhrim è un death metal tradizionale in stile fine anni '80, primi anni '90. I primi riferimenti che mi vengono in mente ascoltandoli sono Gorefest, primissimi Entombed, Massacre ed i Napalm Death di "Harmony Corruption". Più nel dettaglio posso dirvi che "Crushed Smashed Mangled" (che parte con un campionamento dal film "Daredevil") sciorina subito subito una serie di micidiali riffoni death uno dopo l'altro, il che, per gli amanti delle sonorità death all'antica (ossia non esageratamente brutali, né esageratamente tecnicistiche) è già un principio d'orgasmo! Con i brani seguenti continua il rifferama violento e continua anche il giochino delle citazioni cinematografiche, dal quale mi lascio sempre coinvolgere con un misto di pena e piacere: l'introduzione di "To Eat" non la riconosco, ma quella della title-track "The Cunt Collector" (oops, volevo dire "The C*** Collector"!) la so: è da "Hellseeker", sesto capitolo della saga di "Hellraiser". Il quarto brano, quello dal titolo misterioso, non ha alcuna introduzione e, al contrario, parte sparatissimo e si risolve in 57 secondi con un unico riff: tosto ma poco memorabile. Tutto scorre senza intoppi né alzate d'ingegno fino a "There Is No God But Man", il brano più Gorefest del disco, anche lui introdotto da un campionamento cinematografico che non riconosco, mannaggia! Per finire segnalo la seguente "Wake Up And Smell The Pus", che considero una piccola perla: un gioiellino death hardcore che mi ricorda addirittura i Nihilist!!...
In generale un album inguardabile, ma ascoltabilissimo: il genere mi piace, ed i pezzi pure (in particolare ribadisco il mio gradimento di "Crushed Smashed Mangled" e "Wake Up And Smell The Pus"!). Riguardo all'originalità, se si vogliono seguire i 'precetti' del genere, c'è poco da inventarsi. Semmai si poteva pestare un pochino di più: alla fine non suona pesante quanto dovrebbe, secondo me. Tutto sommato, se si escludono i due pezzi già citati, che sono davvero bellini, l'album rimane alquanto anonimo. Ci vuole qualcosa in più per attirare la nostra attenzione. E no, non intendevo finti bollini della censura!...
(MoonFish - Marzo 2005)

Voto: 7


Contatti:
Sito Suhrim: http://suhrim.deathmetal.be/

Sito Pulsar Light Records: http://www.pulsarlight.net/