SUBLIMINAL CRUSHER
Antithesis

Etichetta: New LM Records
Anno: 2005
Durata: 44 min
Genere: thrash metal moderno


I Subliminal Crusher si sono formati nel 2002, ma hanno raggiunto una formazione quasi definitiva solo nel 2003. E' in quell'anno che il gruppo ha pubblicato il demo "Life Drought". Successivamente, un secondo chitarrista è entrato in formazione. Dopo un'estenuante tour-de-force sui palchi, in compagnia di Sadus, Dismember, Entombed ed altri grossi nomi, il quintetto di Terni è tornato in studio per registrare l'album di esordio.
Pubblicato dall'ottima etichetta New LM Records, "Antithesis" è un primo traguardo dopo tre anni di dura gavetta. La formazione vede TooZ al microfono, Elvys e HatewerK alle chitarre, Jerico al basso e Rodeath alla batteria.
La copertina è semplice, con un altoparlante in primo piano (tipo quelli delle sirene da bombardamento), ed una folla che indossa maschere a gas sullo sfondo. Il libretto, di due pagine, contiene le informazioni essenziali e brevi stralci dei testi.
"Fuck-Simile" è una canzone molto tirata, ricca di sanguigni riff di chitarra. La sezione ritmica è avvincente ed agile. Buoni gli assoli melodici, di chiara ispirazione heavy metal. L'arrangiamento è arricchito da qualche elemento elettronico (curati da HatewerK). La voce di TooZ è un urlo potente e cattivo, che comunica grinta. Una buona opener, che inietta adrenalina nel corpo dell'ascoltatore!
"Affection" è più tesa della precedente, sebbene il ritmo non ecceda in quanto a velocità. L'esecuzione è molto precisa, peccato forse per il suono un po' "plasticoso" della batteria, troppo per fettina per i miei gusti. Una risoluzione più rozza di questo strumento, avrebbe giovato all'impatto finale non solo di questa composizione, ma dell'intero album. Ogni tanto i riff sembrano strizzare pericolosamente l'occhio alla Svezia, ma l'influenza principale rimane il thrash metal americano. I Subliminal Crusher riescono però nell'intento di personalizzare la propria proposta musicale, grazie ad una buona creatività e ad un approccio moderno al thrash metal.
"Technocratic" presenta dei passaggi più cadenzati rispetto alle tracce precedenti, ed anche qualche momento più atmosferico. Talvolta, la voce viene distorta da un effetto robotico, che può portare in mente i Cynic ma solo come tipo di sonorità. Per il resto, "Technocratic" è una delle canzoni più melodiche presenti nel carniere del gruppo di Terni. L'aggressività esecutiva è sempre presente, ma è un po' smussata dalle qualità evocative della composizione.
Di tutt'altra pasta è "I.R.A.Q.", più thrash ed accostabile come impatto a "Fuck-Simile". Riff solidi, ritmica arrembante e parti vocali azzeccatissime. Un potenziale singolo, un valido esempio di vigoria esecutiva e scaltrezza compositiva.
"Slavery" ha un incedere severo: i potenti riff delle chitarre, enfatizzati da pause decise che li spezzano, fanno da tappeto sonoro alla solita voce arrabbiatissima di TooZ. La sezione ritmica è efficace come di consueto, anche su tempi lenti quale quello che apre "Slavery". Ma la canzone non si limita a mantenere un ritmo regolare: accelera e rallenta a piacimento, forte di un collettivo collaudato che fa sembrare ogni passaggio naturale.
"Fearbox" segna il ritorno dei Subliminal Crusher a ritmi più agili e spediti. Gli elementi tipici del suono del quintetto ci sono tutti, com'è vero che vengono ripresi in ogni canzone: sintomo questo di una discreta maturità stilistica, e che portano il songwriting ad essere sempre coerente con sé stesso. Vale però la pena di sottolineare il valore degli arrangiamenti, sempre mutevoli e che raggiunge i suoi picchi di qualità nel lavoro delle due chitarre.
"Unfertile Suggestion" non si discosta molto dal brano precedente, in quanto ad impostazione ed impatto. Ogni canzone ha però una sua personalità, e questa è interessante per la contrapposizione tra parte iniziale, veloce, e parte finale, sempre più lenta e pesante. Molto interessante!
Il riffing vincente delle due chitarre apre "Poetry", forse una delle tracce che più si avvicina allo stile originale della Bay Area (tranne che per la scelta dei suoni, ovviamente, e per la modernità intrinseca del songwriting). Dall'impeto burrascoso, è a parer mio una delle composizioni più avvincenti dell'intero "Antithesis".
A concludere il CD, ecco la cover di "Into The Pit" dei Testament. Una scelta quasi ovvia: l'influenza del gruppo americano è spesso evidente nel lavoro delle chitarre, sia come riff che in fase solista. Questa versione di "Into The Pit" è vivace e gradevolissima. Un ottimo modo per chiudere l'album, rendendo omaggio ad uno dei gruppi più amati del thrash metal.
Tutto finito? No, è solo un'apparenza! Dopo un bel po' di minuti di silenzio, la musica riprende, anche se per concludersi in breve tempo.
Che idea mi sono fatto di questo "Antithesis"? Beh, sicuramente è un bel lavoro, molto trascinante e potente. Come ho avuto modo di scrivere all'inizio, avrei optato per un suono più "schietto" di batteria, meno pulito e perfetto. E' però un po' tutta la produzione ad essere freddina, ed in vista del prossimo lavoro dovrebbe essere incrementata. A parte questo, "Antithesis" è consigliato a tutti gli amanti del thrash, ad eccezione di tutti quelli affezionati alle sonorità più retrò. I Subliminal Crusher guardano al futuro, e questo è un bene.
(Hellvis - Dicembre 2005)

Voto: 7.5


Contatti:
Jerico Biagiotti
via G. Brodoloni, 49/c1
05100 Terni (TR)
ITALIA
Mail Subliminal Crusher: info@subcrush.it
Sito Subliminal Crusher: http://www.subcrush.it/

Sito New LM Records: http://www.newlmrecords.com/