SUBCYDE
Subcyde
Etichetta: Last Entertainment Productions
Anno: 2007
Durata: 43 min
Genere: thrash/metal/core
I Subcyde hanno ormai raggiunto i dieci anni di vita ed attività, dopo
numerosi demotape, buone recensioni e miriadi di concerti eccoli uscire
con il proprio omonimo album di debutto, per la Last Entertainment
Productions . La copia in mio possesso è promozionale, ma già dalla
copertina in cartonato si possono intuire facilmente le sonorità
intraprese da questi quattro ragazzi; l'immane teschio che troneggia e
riempie il tutto, le tonalità prevalentemente lugubri e nere, così come
lo stesso nome del gruppo, pieno di protuberanze ed aculei, indirizzano
il tutto verso il thrash/death e l'ormai imperante e per certi versi,
abusato, metal-core.
"Knives In The Dark" è subito uno schiaffone in pieno volto, potente,
rabbioso, truce; le chitarre iper-distorte, ma dal suono asciutto e
fluido, doppia cassa come se piovesse, basso martellante e screamings
laceranti e grezze; nel corso del brano si alternano vicendevolmente
brevi accelerazioni a sporadici rallentamenti, mantenendo sempre e
comunque il ritmo ed il groove . Breve pezzo che subito mette le cose
in chiaro: sarà un massacro.
"War Infected", continua il discorso intrapreso con il brano
precedente, folle velocità esecutiva, riff di chitarra avvolgenti e
distorti, ritmiche devastanti e screaming al fulmicotone; continuamente
lungo tutto il brano una certa melodia di fondo riesce ad avvolgerti ed
a prenderti totalmente, risultando a tratti decisamente orecchiabile,
riportando alla mente in più di un occasione i Lamb Of God, ed il loro
tecnico e potente metal-core.
"Power Smash", terzo brano in scaletta, non fa niente per placare
gli animi e farci riprendere fiato, anzi, gli schiaffoni continuano ad
arrivare, con maggior violenza ed impeto; nell'occasione le chitarre si
fanno leggermente più spezzate e cadenzate, acquistandone notevolmente
in potenza e groove; buonissimo il solo a metà pezzo, veloce, pulito,
classicheggiante. Facile notare come a fronte di ritmiche e strutture
classicamente thrash, i cantati e tutte le melodie di voce richiamino
invece la scuola hardcore, soprattutto quella newyorkese, vedi Sick Of
It All.
Con "A Sea Of Serpents" la velocità tende a calare; un possente mid-tempo sorregge questo lungo
pezzo, dove le atmosfere si fanno molto panteriane e i cantati
acquistano un'aurea quasi declamatoria; vari gli assoli lungo tutto il
pezzo, ficcanti, spigolosi e dal maligno incedere.
"Testament" rialza notevolmente il ritmo e la velocità, ponendoci
di fronte ad un tipico brano di thrash moderno, dalle chitarre molto
asciutte e dalla ritmica devastante e molto fredda. Da notare come il
suono delle asce non risulti mai impastato e come sia facile
distinguerne suoni e tonalità.
"Hollow Death" e "Sentence Is Death" proseguono nel migliore dei
modi la strada sin qui intrapresa, non discostandosi minimamente dalle
sonorità sin qui proposte; partiture veloci e brevi stacchi melodici,
così come molto orecchiabili risultano i vari ritornelli; mentre le
screming non variano mai il loro impeto e la loro furia, risultando
spesso monotematiche.
Gli schiaffoni ci hanno davvero tramortito ed inflitto ferite
immani, speriamo quindi in un attimo di tregua ed in un minimo di
compassione, ma così non è. La rabbia è ancora tanta, la voglia di
rivalsa
e la furia che scuote loro l'anima sono così prepotenti da non lasciar
adito a nessun tipo di pausa o riflessione: prova ne è "Sacred Scars"
il più bel brano del CD, dove l'immensa furia, l'irruenza e la ferocia
riescono a convivere in maniera perfetta con brevi cenni melodici di
fondo, donando al pezzo una carica ed un groove eccezionali, come se
l'artificiosità e la freddezza dei migliori Fear
Factory si unisse alla furia ed all'impeto dei migliori Darkest Hour o Lamb Of God. Grandissimi.
"Perfect Enema" non fa altro che riconfermare tutto ciò che ho
detto sinora, riproponendo in chiave ancor più dura e pompata tutte le
soluzioni sin qui utilizzate.
"Pitchblack" ed a seguire "All For Extinction" concludono il primo
full-length dei Subcyde e lo fanno ancora una volta egregiamente, in
maniera impeccabile. Tutto risulta al proprio posto, tutto sembra
possedere una forza interiore al di sopra della norma, tutto sembra
volerti colpire e colpire e colpire sino alla morte, lasciandoti senza
fiato, senza forza, senza vita. Violenza, pura violenza e niente più,
ma mai fine a se stessa, anzi, controllata ed incanalata lungo
strutture ben definite e sonorità ben sviluppate e conosciute, dove i
nostri sembrano aver tutte le carte in regola ed anche di più per
sfondare e porsi in netto vantaggio rispetto ai tanti e tanti gruppi
che a tutt'oggi cercano di imitare, spesso scimmiottare, i gruppi più
blasonati e conosciuti d'oltreoceano. Lavoro a dir poco impeccabile,
super prodotto, dove ogni cosa sembra davvero essere al suo posto;
forse manca un poco di una maggior voglia di sperimentare o provare ad
inserire in brani, di per se già convincenti, soluzioni e partiture
leggermente meno risentite e più atipiche per il genere proposto.
Quisquilie.
(Pasa - Novembre 2007)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Subcyde: http://www.subcyde.com/
Sito Last Entertainment Productions: http://www.lastentertainment.com/