STRYPER
To Hell With The Devil
Etichetta: Hollywood records
Anno: 1986
Durata: 41 min
Genere: Hard rock / Power
Ricordo ancora la prima volta che ascoltai gli Stryper, grazie a un amico che aveva comprato una copia in vinile proprio di questo album. La canzone era "Honestly", e ricordo anche che il mio
primo commento è stato: "La cantante è brava, come si chiama?". In realtà, "la cantante" in questione era Michael Sweet, uno dei vocalists più impressionanti che abbia mai ascoltato,
capace di produrre acuti davvero incredibili. Questo disco in particolare fa parte del periodo
"white metal" della band, in cui i testi trattavano prevalentemente temi religiosi. Bisogna dire però che, al di là della stupidità di fondo dei testi, da un punto di vista musicale l'album si
fa apprezzare, essendo un disco prevalentemente rock ma con alcuni brani molto vicini al power, specialmente nelle linee vocali. Ed è proprio Michael Sweet con la sua voce incredibile a fare
la differenza rispetto a tante altre bands simili, fermo restando che le canzoni sono comunque ben composte, anche se non sempre ben arrangiate. Mi riferisco ad esempio proprio alla ballad
"Honestly", bella dal punto di vista della melodia ma rovinata da un arrangiamento in cui le chitarre si sentono appena e da un cantato che diventa veramente troppo "angelico" in alcune
parti. D'altra parte le canzoni più veloci come "The Way" sono molto belle, anche perchè più adatte allo stile vocale di Michael Sweet e alla capacità che questa band ha sempre dimostrato
di saper creare dei chorus orecchiabili ma non banali. Bello anche il suono delle chitarre e gli assoli, molto meno il suono delle tastiere, che però fortunatamente non hanno un grandissimo
spazio negli arrangiamenti dei brani, se non nella ballad di cui parlavo prima. In conclusione, se si riesce a passare sopra a certi difetti evidenti (a partire dalla bruttissima copertina,
passando per i testi stupidissimi per arrivare ai coretti angelici che si sentono qua e là in alcuni brani) si scopre una band tecnicamente valida, con un cantante fantastico e capace,
quando vuole, di suonare dell'ottimo hard-rock e anche qualche bel brano power, tutto in perfetto stile anni '80.
(Frozen - Maggio 2002)
Voto: 7.5
La risposta dei fondamentalisti americani ai Venom! Un LP con una
coloratissima confezione (predominano il giallo e il nero ovviamente ;)
pieno di foto di 'sti tizi glam, addirittura apribile con i testi
nella parte interna. Le canzoni sono gradevoli, disimpegnate, e a parte
i testi un po' imbarazzanti, sono invecchiate bene e si ascoltano con
piacere ancora adesso. La cosa curiosa e' che l'unica canzone veramente
heavy metal del disco, nonche' la mia preferita tra tutte, non l'ha
scritta nessuno dei due fratelli Sweet, bensi' il chitarrista di
rincalzo Oz Fox: "The Way" e' bella tirata e se fossero state tutte cosi' anche
le altre avremmo avuto tra le mani un prodotto ancora piu' gradito
da noi metallari. Ma anche "More Than A Man" non scherza in quanto a tiro.
Un buon disco, da avere. Lo si trova a poco prezzo alle varie fiere del
vinile e conviene prenderlo e dargli qualche ascolto.
(Mork - Agosto 2002)
Voto: 7.5