STRIKELIGHT
Strikelight

Etichetta: Eat Metal Records
Anno: 2005
Durata: 42 min
Genere: heavy metal


Riesco perfettamente ad immaginarmi un'ipotetica intervista con Thodoris Vogiatzis, bassista e membro fondatore degli Strikelight:
- Bene, Thodoris, parliamo un po' dei tuoi artisti preferiti: cosa ne pensi dell'ultimo disco degli Iron Maiden?
- Ah, intendi "Killers"! Bellissimo, quasi meglio del precedente!
- Mmm... Cambiamo domanda. Puoi indicarmi una band giovane, al debutto magari, che ti abbia particolarmente colpito?
- Beh, senza dubbio gli Angel Witch!
Sì, perché questi giovani ateniesi vivono con i piedi saldamente piantati nel triennio che va dal 1980 al 1983, nel periodo in cui si affermava in terra albionica quel grande, meraviglioso movimento musicale che tutti conosciamo col nome di 'New Wave Of British Heavy Metal'. In questo CD troverete l'album che Vogiatzis, classe 1984, avrebbe voluto vedere pubblicato proprio in quegli anni ma che per ovvi motivi anagrafici ha potuto realizzare solo adesso, nel 2005, con ventidue anni di ritardo.
Si tratta, dunque, di un lavoro fatto per passione: un tuffo nel passato per nostalgici, un omaggio ad un movimento che ha significato così tanto per l'heavy metal. Tutto questo è ammirevole, ma la domanda che ci si pone adesso è se gli Strikelight siano riusciti anche a concretizzare le loro intenzioni in un lavoro degno di nota.
Procediamo con ordine: la band si forma nel 1999 e, dopo una serie interminabile di cambi di line-up, riesce a pubblicare un demo nel 2003 dal titolo "Born By Fire". In seguito a un'intensa attività live in terra ellenica, la band riesce a trovare un contratto discografico con la Eat Metal Records ed a pubblicare infine il primo, omonimo full-length.
Tornando a parlare della musica, sono convinto che questo sia uno di quei casi in cui la copertina dell'album riflette perfettamente i contenuti del CD: vi è infatti rappresentato un metallaro nella classica tenuta da primi anni '80, con jeans attillati, maglietta corta, chiodo e borchie a volontà che si staglia tra le macerie di una città in rovina, con tanto di ossa e cadaveri qua e là. Anche il logo, simmetrico e appuntito ai lati, ricorda il classico stile degli eighties, simile al vecchio logo dei Metallica. In mezzo a tanti cliché grafici, non ci si possono aspettare grandi novità dalla proposta degli Strikelight: essi hanno scritto otto tracce di heavy metal classico, nudo e crudo così come lo si faceva un quarto di secolo fa. Si sono limitati insomma a seguire pedissequamente lo stile delle band di quel periodo, ricordando ora gli Iron Maiden, ora gli Angel Witch, passando per Blitzkrieg, Saxon e Demon.
Di per sé non ci sarebbe niente di male se non fosse che la qualità del lavoro non riesce a rimanere su standard sufficientemente elevati. Il songwriting della band non è da bocciare in toto: benché privi di spunti personali, i riff creati dai due chitarristi George Hararis e Nick Papakostas sono di discreta fattura, ma ci sono anche sfortunatamente tanti difetti che affossano il risultato finale. Innanzitutto le composizioni sono prive di quell'aggressività, quella carica assassina e tagliente che rendeva uniche le produzioni di quel periodo. Questo senza contare le eccessive imprecisioni a livelli di esecuzione, dove il batterista Bill Xirokostas va addirittura fuori tempo. Si aggiunge inoltre una prova vocale davvero priva di mordente ad opera di George Stavropoulos che, purtroppo, stona in diverse occasioni.
Non mi dilungherò a descrivere ogni singola traccia, visto che la proposta degli Strikelight rimane sempre omogenea. Mi limiterò a citare quelli che a mio parere sono i brani più riusciti, ovvero "Fake Beliefs" e "Angel In Exile" (potete scaricare entrambi i brani dal loro sito ufficiale), dove la band riesce a rendere al meglio. Oltre ad essi vi è la ballad "Undying Love" che, grazie ai suoi ritmi più calmi, risulta convincente sebbene un po' di maniera.
Insomma, sono convinto che questo CD sia rivolto ad un pubblico ben preciso, ovvero a tutti coloro che non solo conoscono a menadito tutti i capisaldi della NWOBHM, ma hanno ormai consumato anche tutte le band minori di quegli anni.
(Danny Boodman - Aprile 2005)

Voto: 6


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Sito Eat Metal Records: http://www.eatmetalrecords.com/