STRAASHA + NUMENOR
Split CD
Etichetta: Melancholia Records
Anno: 2002
Durata: 55 min
Genere Straasha: Epic Black Metal
Genere Numenor: Melodic Black Metal
Sublime! Non mi vengono in mente altre parole per questo split, tanta è la
bellezza messa in musica da queste due band francesi, specialmente per i
fantastici Straasha.
Ed è proprio da questi che comincio: lo spazio loro
concesso è di una trentina di minuti, e cazzo se lo sfruttano bene. Gli
Straasha sono il progetto di tale Lord Barth, nato nel 2000 quando ancora
suonava negli Ad Mortem In Aeternum. Esiste un filo conduttore che lega i
brani, infatti si narrano le peripezie di Vaarg alla ricerca di suo
padre Vy'rr persosi anni or sono nel mare Straasha, appunto, monicker
ispirato allo scrittore fantasy Michael Moorcock.
Già dalla prima traccia è
chiara la proposta musicale di Lord Barth, ossia un eccellente black metal
epico che miscela qualche elemento heavy classico nel riffing e soventi
aperture folkeggianti. Infatti "A Revelation Beyond Dream" contiene tutte
queste caratteristiche, e alterna parti tirate ad altre mid-tempo. Le vocals
di Lord Barth in qualche modo tradiscono la sua fonte di ispirazione, ossia
quei magnifici Ulver dei due capolavori "Bergtatt" e "Kveldsfanger". Infatti
le voci pulite sono molto epiche proprio sullo stile ulveriano, e, come se
non bastasse, il primo brano ha un intermezzo acustico che sa molto dei
maestri norvegesi, come anche di Empyrium. Bellissimo il triste arpeggio di
chitarra acustica coadiuvata da una viola su "Drawing Near the Quest", e
strabiliante il riff heavy che sorregge il cantato di "Farewell To The
World". Anche qui c'è un gradevolissimo interludio atmosferico, un attimo
prima che Lord Barth riprenda ad urlare. Le screaming vocals devono molto
agli Enslaved di "Blodhemn", ed in generale l'atmosfera epica che aleggia
nei brani è molto vicina al feeling di quel disco. Ma gli arpeggi
malinconici non sono finiti, ne è prova "The Lonely Wandering": non c'è
titolo più appropriato per esprimere tanta tristezza e solitudine.
"Great Battle Of Elements" non guarda in faccia a nessuno, parte sparata, continua
tirata e finisce al massimo! Il tempo degli Straasha si conclude (purtroppo!)
con "The End", dove ritorna la deprimente chitarra acustica e la triste
viola, con in sottofondo il rumore del mare. Lo stesso mare che c'è in
copertina, una cover molto simile alle acque in burrasca di "The Third Storm
Of Cythraul" dei texani Absu (dei texani che fanno black metal??? mah!).
Con la traccia numero 8 arriva il momento dei Numenor, compagni di etichetta
degli Straasha alla Melancholia Records. Dietro a questo monicker si cela da
una parte una evidente influenza Tolkeniana, e dall'altra si nasconde una
sola mente. Infatti Numenor è uno dei tanti progetti di tal N. Sandoval. Il
suo è un black metal che usa molta più melodia nelle tastiere. Mentre gli
Straasha relegavano i momenti melodici negli arpeggi, qui invece possiamo
sentire tastiere ariose, imponenti. Esattamente come nel primo brano, "A
Journey Of Honour", dove le keyboards sembrano uscite dai primi dischi dei
Dimmu Borgir o dei Gehenna. Il pezzo è in generale abbastanza cadenzato, le
voci sono sia scream che pulite; quelle in screaming sono un po' confuse,
non rendono bene, mentre le clean vocals anche qui sono di ulveriana
memoria. Col senno di poi, direi che questo pezzo è il migliore di quelli proposti dai
Numenor, perché dotato di un riff incredibile, molto epico, ma soprattutto da
pelle d'oca!
Un altro bel brano è sicuramente "Allegiance To The Dark Spirit
Of Elements", con un ottimo riff heavy/power che poi sfocia presto nel
classico black tirato. Belle le voci pulite e bellissime le atmosfere create
dalle tastiere, molto melodiche e malinconiche. Gli altri 2 pezzi, beh, non
è che siano brutti, però giocano male le loro carte. Voglio dire che le
molte frecce all'arco dei Numenor vengono scelte in modo approssimativo,
soprattutto con un po' troppa ripetitività. Insomma, mi pare che ci sia una
bella differenza tra i primi 2 bellissimi brani e gli ultimi 2, che invece
non offrono soluzioni e momenti esaltanti, pur essendo in ogni caso
gradevoli. Peccato, questo alla fine penalizza Numenor, perché il
loro EP risulta riuscito solo a metà. Bellissima la copertina che ritrae una
foresta innevata.
Quindi, riassumendo in due parole, gli Straasha sono
eccellenti, mentre Numenor solo a metà. Comunque sia vi consiglio di
prendere questo split a occhi chiusi, in modo da poter godere di queste due
promesse dell'underground francese. Se vi dico che poi questo split album è
uscito in confezione digipack, beh, che cazzo state aspettando?!?!
(Randolph Carter - Settembre 2003)
Voto Straasha: 9
Voto Numenor: 7.5
Contatti:
Mail Melancholia Records: contact@melancholia-records.com
Sito Melancholia Records: http://www.melancholia-records.com/
Sito Straasha: http://www.straasha.com/