STONE WINGS
Bird Of Stone Wings
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 69 min
Genere: doom / gothic metal
C'erano una volta gli Elysium. Era il lontano 1994 e due ragazzi australiani decisero di formare una band di doom metal.
Da allora molte cose sono cambiate. Il gruppo ha mutato il monicker in Stone Wings. Inoltre, nel corso degli anni, la line-up ha subito una serie impressionante di cambi. La formazione attuale vede i membri fondatori Stuart Pickett e Beau Dyer rispettivamente alla chitarra e al basso, Hamish Gould alle tastiere, Jamie Marsh al microfono, Neil Dyer alla batteria e Andrew Habib alla chitarra.
Nel corso degli anni la band ha sfornato un buon numero di demo e l'album "Dreamscapes" (2000). I numerosi concerti hanno fatto guadagnare agli Stone Wings un discreto numero di fan fedeli. Nel 1999 il gruppo ha fatto da spalla ai Cathedral durante il loro tour australiano.
"Bird Of Stone Wings" è il nuovo album del sestetto. E' stato registrato ai Troy Horse Studios e gode di un'ottima qualità di registrazione. Contiene sette canzoni per la durata totale di quasi settanta minuti.
"Ulcer Man" è un brano potente e relativamente spedito. Il cantante è in possesso di un gutturale grave e severo. Le sue vocals cavernose ben si adattano al suono della band, cupo e vigoroso allo stesso tempo. Un suono incentrato soprattutto sul lavoro delle chitarre. Le due asce passano da una serie di accordi poderosi ad improvvise tessiture di note agili e delicate. I loro assoli sono sempre melodici, puntuali e carichi di passione. La tastiera svolge un ruolo marginale ma importante nell'economia della band. Il suo lavoro contribuisce ad arricchire il sound o a renderlo meno opprimente. Basso e batteria riescono a donare a questa canzone un'atmosfera di malcelato nervosismo.
Se la traccia di apertura può considerarsi tutto sommato vivace, "By Hell Or High Water" ne è l'esatto opposto. Si tratta di una canzone statica e dai toni soft. Non ci sono parole per spiegare le sensazione di commozione che comunica la musica. Ogni nota è pregna di una tristezza senza fine; la tastiera stende sulle chitarre i suoi veli di rimorso e rimpianto. E' come una pozza d'acqua stagnante nella quale è così attraente abbandonarsi e lasciarsi affogare. L'arrangiamento è interessante e molto vario; ricco senza esagerazione.
"Wanderlust" è una buona canzone a cui manca però quel qualcosa in più. Gli elementi stilistici tipici degli Stone Wings sono sempre presenti. L'arrangiamento è ineccepibile così come l'esecuzione. Purtroppo la traccia mi sembra un po' freddina, priva della carica emotiva dei brani precedenti. Sembra il risultato del sapiente mestiere dei musicisti più che il frutto della pura ispirazione. Forse è una mia impressione o forse no. Il lettore giudicherà dopo l'ascolto.
"Breaching The Castle Wall" (originariamente presente nel "Promo '99") è la traccia più corta dell'intero CD: dura solo tre minuti e mezzo. In essa si può riscontrare l'influenza del death melodico svedese. In effetti di doom ce n'è ben poco: si tratta di una canzone atipica. Alla chitarra troviamo un certo Pat Piercy, tra l'altro autore del primo assolo in "Ulcer Man".
"Dreamscape", rispolverata dalle sessioni dell'album "Dreamscapes", è abbastanza tirata e con essa gli Stone Wings pagano tributo ai maestri Paradise Lost. Le chitarre suonano riff di discreta qualità, forse non originalissimi ma efficaci. La ritmica non è costante: spesso e volentieri i musicisti rallentano in maniera sensibile per poi ripartire di slancio. Ci sono anche momenti in cui il suono si fa più smorzato ed introspettivo. Sono quelli che agli Stone Wings riescono meglio.
Con "The Last Hand" la band ritorna sugli ottimi livelli delle prime due tracce dell'album. La stessa successione armonica si dipana in maniera ossessiva per tutta la durata del brano. Il costante arpeggio del basso in sottofondo e i creativi riff delle chitarre fanno sì che la traccia non risulti noiosa. Al tempo stesso però riescono a comunicare un senso di disperazione tangibile. Complice l'ottima, torturata prova del cantante.
La title-track conclude il CD ed è un vero e proprio tour de force della durata di ventitre minuti e mezzo! Le battute iniziali sono lentissime, statiche e delicate. I sussurri del cantante sono estremamente evocativi, imprigionati tra le distese note della tastiera. Vi è un che di epico nella monumentale processione di accordi: questo particolare si fa più evidente quando Jamie comincia ad utilizzare il growling. "Bird Of Stone Wings" è un esercizio di severa contemplazione, di rapimento. E' una tormentosa costrizione di inedia. Come un uccello libero imprigionato da ali di pietra.
Dopo undici minuti ecco che i riff cambiano e la ritmica si fa più veloce. Solo per un breve periodo. La vigoria scompare per lasciare spazio al debole arpeggio del basso e alle lunghe note della tastiera. A poco a poco, intervengono le chitarre per un crescendo di volume e malinconia. Le vocals urlano tutta la loro frustrazione fino alla spossatezza. Infatti, la lunga coda finale ripete il motivo di inizio brano, con una lentezza funerea, fino a svanire nel nulla.
In conclusione questo album degli Stone Wings è soddisfacente, soprattutto quando la band si lascia trasportare dalla propria passione per il doom. Una traccia come "Breaching The Castle Wall" è carina ma fuori luogo, nonché poco originale. "Ulcer Man", "By Hell Or High Water", "The Last Hand" e "Bird Of Stone Wings" sono invece canzoni di grande caratura, che dimostrano tutto il talento del sestetto australiano. Se seguiranno il sentiero tracciato da questi quattro brani, gli Stone Wings si ritaglieranno uno spazio di rilievo nel panorama doom internazionale.
Invito tutti i lettori a scaricare gli mp3 dal sito della band. Se volete acquistare i loro CD sono ancora disponibili: "Dreamscapes" a 14 euro e il "Promo 2003" a 9 euro. Le spese di spedizione sono incluse nel prezzo.
(Hellvis - Febbraio 2004)
Voto: 7.5
Contatti:
Stone Wings
100 Linksview Road
Springwood
NSW, AUSTRALIA, 2777
Mail: Aragorn666@bigpond.com
Sito internet: http://www.stonewings.cjb.net/