STIGMA
When Midnight Strikes!

Etichetta: Pivotal Rockordings
Anno: 2008
Durata: 41 min
Genere: deathcore


E finalmente gli Stigma sono approdati al full-length. "When Midnight Strikes!" mette fine ad un'attesa spasmodica, e lo fa nel migliore dei modi! Sì, a tre anni di distanza da "Epitaph Of Pain", il gruppo di Mondovì (CN) si ripresenta con una formazione a cinque (si è aggiunto un chitarrista), e con nove canzoni nuove di zecca, tutte di ottimo livello! Il CD è corredato da un artwork in stile orrorifico, molto suggestivo. E' opera di Davide Nadalin, già noto per le sue collaborazioni con Nile, Extrema e altri. In copertina si vede un vampiro che attira a sè quelli che sembrano gli zombie dei componenti del gruppo. Un pizzico di ironia, in uno scenario macabro costituito da tombe, uomini impalati, un castello nella distanza e tanti falò. Il libretto è corredato dai testi e dai ringraziamenti.
Il disco è stato pubblicato dalla Pivotal Rockordings, un'etichetta piccola ma molto promettente. Questione di scelte: almeno in questo caso, gli Stigma hanno la consapevolezza di essere una priorità in fase di promozione, e non il fanalino di coda di un'etichetta più grossa.
La formazione che ha inciso il CD è la solita: Stefano "Vlad" Ghersi alla voce, Morgan Ferrua alla chitarra, Flavio Magnaldi al basso e Stefano Ghigliano alla batteria. Ai quattro si è aggiunto l'altro chitarrista Andrea Bailo, già negli Screaming Eyes.
"Walpurghis Night", oscura e misteriosa, è una brevissima ouverture, che si conclude con un campionamento tratto dal film "Dracula" di Bram Stoker, nello specifico la risata del vampiro. Quale migliore introduzione per "I Am Dracula"? Questa canzone è già ben nota ai fan degli Stigma: è stata una delle prime canzoni nuove ad essere entrata nelle scalette dei concerti, e inoltre ha già fatto la sua comparsa online tempo fa, sia come traccia audio che come video. Il gruppo decide di giocare subito pesante, e non si può che rimanere soppraffatti dalla violenza sonora di questa canzone! Merito, oltre che delle indubbie qualità del gruppo, della qualità di Ettore Rigotti (Disarmonia Mundi), che ha curato la produzione dell'album. Ottima la scelta degli Stigma, anche se affidandosi a lui, e ai suoi DB Studios, il gruppo ha puntato sul sicuro. Il suono è quindi strepitoso, iperpompato, con tutti gli strumenti in bella evidenza. Gli Stigma iniettano adrenalina pura nelle vene dell'ascoltatore, grazie al validissimo lavoro delle due chitarre, e ad una delle migliori sezioni ritmiche del nostro paese! Le urla di Vlad, poi, sono devastanti. Il gruppo mette in mostra la consueta intelligenza nel songwriting: la tecnica (migliorata parecchio) va a braccetto con l'istinto, senza mai dimenticare l'importanza della melodia. Per apprezzare a fondo la musica del quintetto, occorrono diversi ascolti: solo così si possono comprende tutte le raffinatezze dell'arrangiamento. Allo stesso tempo, l'impatto è così distruttivo che gli Stigma mietono vittime anche dopo ascolti superficiali. Una partenza col botto, per questo CD! Ah, dimenticavo di segnalare la presenza di Tom Zlinsky, dei The Classic Struggle, come ospite in questa canzone. Tra l'altro, tra gli ospiti del CD avrebbe dovuto esserci anche Jacob Bredhal degli Hatesphere, ma la cosa non si è concretizzata.
Segue "Silver Bullets And Burning Crosses". Si tratta di una canzone molto tecnica, dalla melodia accattivante. Le qualità musicali del gruppo sono immense, e anche gli arrangiamenti sembrano più intensi e variegati. L'ingresso del chitarrista Andrea si è rivelato vincente da questo punto di vista. Però, a parer mio, si è rivelato un'arma a doppio taglio. Perchè scrivo questo? Perchè gli Stigma sono sempre stati una realtà particolare del panorama metal italiano, in riferimento a gruppi loro coetanei o che seguono le medesime coordinate stilistiche. Sebbene la scena death metal melodica svedese, e il cosidetto metalcore moderno, siano senza dubbio dei punti di riferimento per gli Stigma, la cosa non era mai stata così evidente da rendere la loro musica simile a quella di diecimila altri gruppi. In un lavoro come "Epitaph Of Pain", o il precedente "Metamophosis" (il lettore è rimandato alla lettura delle varie recensioni nel nostro archivio), gli Stigma suonavano "alla Stigma" e basta. Mettevi il CD nel lettore, ed avevi la certezza di goderti una musica ai margini della scena, priva di tanti clichè e rimandi ad altre band. Con l'ingresso del secondo chitarrista, e con le consueguenti armonie di chitarra, questa particolarità è andata ahimè un po' perduta. L'arrangiamento rende indiscutibilmenteo palesi le sue fonti di ispirazione, e così anche determinati passaggi e strutture. Anche le successioni armoniche, e "Silver Bullets And Burning Crosses" ne è un esempio lampante nella strofa principale, sanno di già sentito, e questo è un male per un gruppo che negli anni passati ha sempre dimostrato personalità da vendere. Un album come "When Midnight Strikes!" sbatte sfacciatamente in faccia a tutti le influenze svedesi della band, e ovviamente la produzione di Ettore Rigotti enfatizza ancora di più la cosa. Nel bene, per i numerosissimi fan del genere; nel male, per chi ormai avesse le orecchie sature di certe sonorità. "Silver Bullets And Burning Crosses" è un'ottima canzone, pensata e realizzata benissimo: peccato solo che mi abbia suscitato certe considerazioni, così come già me le aveva suscitate la prima volta che l'ho ascoltata dal vivo.
"To Be Really Dead... That Must Be Glorious" è aperta da un classico riff martellante alla Stigma che, attraverso tutta una serie di passaggi ben studiati, conduce a un'alternarsi convulso di accelerazioni brucianti e rallentamenti carichi di suspence. Un brano di livello, rabbioso e scatenato. Il songwriting è di qualità, con tutti i musicisti in gran spolvero. Davvero bravi! Stefano si dimostra il solito batterista creativo, mentre il basso di Flavio si fa apprezzare per il suo lavoro continuo ed intrigante. La prestazione globale è impreziosita dagli ospiti Alfredo Zannier e Ivan Odorico degli Slowmotion Apocalypse, amici da lunga data degli Stigma ed ottima realtà del panorama metal tricolore. Il lavoro melodico delle chitarre a fine brano sembra strizzare un occhio ai Maiden, con le debite differenze stilistiche, ovviamente!
"Flesh Ritual" dimostra, come se ancora ce ne fosse bisogno, quale macchina da guerra siano gli Stigma. La canzone gode di una buona struttura, e di successioni armoniche azzeccate sebbene prevedibili. Per fortuna, la grande furia esecutiva tende a rendere il tutto stuzzicante. In effetti, il gruppo è in grado di esprimere una violenza che lascia annichiliti: poche band riescono attualmente a reggere il confronto. E questo è un gran complimento. In più, le canzoni riescono ad esprimere emozioni, nonostante tutto: si ascolti, a titolo esemplificativo, il passaggio nel quale fanno capolino dei campionamenti. La musica è sempre aggressiva ai massimi livelli, ma tale aggressività è resa espressiva grazie a tante trovate, frutto vuoi del genio, vuoi del gusto, vuoi dell'esperienza.
"Beneath The Grown Of Eternal Light" è una traccia severa, ma estremamente trascinante. Il gruppo non ha semprebisogno di pigiare l'acceleratore in preda alla follia. Anche con una ritmica controllata, gli Stigma riescono a far male. Questa canzone parte nel migliore dei modi, intrigando l'ascoltatore per le scelte compositive. Si sente, nella distanza, il suono delle note lunghe di una tastiera, o forse si tratta di qualcosa di programmato. Una buona scelta per dare sostanza al suono, anche se è più evidente ad un secondo ascolto. Notevole, anche se prevedibile, la presenza di aperture melodiche. Per questo album, il gruppo ha deciso di dare maggior risalto alla melodia: la presenza di due asce ha sicuramente influito in questa scelta compositiva. Dalla struttura variegata, "Beneath The Grown Of Eternal Light" si distingue per la discreta originalità, e per l'evidenza di influenze musicale differenti dalle solite.
"Blood, Your Precious Blood!", quasi marziale nel suo incedere, è un brano fiero, carico di tensione. Si tratta di una delle composizioni più "lente" del CD. Le radici heavy metal insite nel genere sono evidenti, e donano un sapore epico, quasi battagliero, al tutto. Questo nonostante il testo, che tratta di tutt'altro! In questa occasione, gli Stigma sembrano aver optato per un minimalismo che sorprende, considerato il tripudio di idee che in genere ne caratterizza il songwriting. Piuttosto breve, serve da stacco tra una mitragliata deathcore e l'altra. Utile nell'economia del CD.
Ben diversa è "A Call For Vengeance", che azzanna l'ascoltatore alla gola e non lo lascia finchè carne e pelle non siano a brandelli, eheh! Sia che gli Stigma tirino, sia che si assestino su ritmiche moderate, il groove rimane sempre notevole. E, come al solito, si distingue il drumming strepitoso di Stefano: ma quanto è talentuoso questo batterista? "A Call For Vengance" è contraddistinta anche dai continui cambi di tempo. Alcuni passaggi meriterebbero l'etichetta di "techno-deathcore"! La capacità di trascinare non viene ammosciata dalle mille variazioni, e questo è ottimo. Bello l'assolo melodico sulle bordate ritmiche. Morgan e Andrea sono una gran coppia di chitarre, ed è sempre un piacere ascoltarli in questa canzone, mettendola in loop nell'autoradio!
"Walking The Fields Of Apocalypse" vede la presenza, come ospite, di Mike Lunacy (dei Dark Lunacy). Un cameo che impreziosisce una canzone melodica e potentissima. I dettagli tecnici sono curati con la solita attenzione maniacale, e come di consueto non ne risente il tiro complessivo. Questa canzone non aggiunge nulla, nè toglie, a quanto ascoltato in precedenza. Semplicemente è la conferma di ciò che gli Stigma sono diventati nel tempo, coi loro tanti pregi ed i piccoli difetti. Un gruppo di grande profilo, molto promettente ed in grado di dire la sua, sin dal debutto, nella scena internazionale. Eh sì, perchè al di là delle mie critiche e di tutto il resto, si dimostra capace di coniugare un innato appeal commerciale ad un talento unico, confermato da un songwriting di prim'ordine.
"Sons Of Midnight", la traccia di chiusura, è carica di suspence. Non esagera nella velocità, preferendo un buon groove, reso convulso dalla solita imprevedibilità ritmica. La melodia è comunque di facile presa, e quindi potrà conquistare un buon numero di ascoltatori sin dal primo incontro. Il groove garantisce anche un buon headbanging durante i concerti. In alcuni momenti può ricordare le progressioni dei vecchi album degli Immortal, dai quali sembra aver tratto spunto per il titolo (tra l'altro, nella foto Vlad indossa una t-shirt del gruppo norvegese).
Il CD non è finito: c'è spazio per la bonus-track "Epitaph Of Pain". La versione è quella originale, perciò rimando il lettore alla lettura della recensione apposita nel nostro archivio. Un cavallo di battaglia, un classico. Che altro dire? Inserirla come bonus-track è un modo per renderla disponibile ad un numero più ampio di ascoltatori.
Recensione terminata? Macchè! Per il loro esordio, gli Stigma non hanno lesinato in sorprese. Ecco infatti il video della canzone "I Am Dracula". L'avevo già visto sul loro MySpace, ma è sempre divertente rivederlo. Qualche notizia: il video è stato registrato in una chiesetta sconsacrata nei pressi di Mondovì (CN), ed è stato girato da Enrico Caputo. Michele Rados interpreta il vampiro, la break dancer belga Metal Girl è invece la ragazza che lotta col vampiro. Ben girato, è sicuramente un lavoro professionale.
Una notizia extra: per il mercato giapponese, è stata inserita come ulteriore bonus track "Mirthless Soul".
"The Midnight Strike!" è sicuramente un grande album di esordio. Pochi gruppi possono permettersi partenze simili, ma gli Stigma hanno sudato e lavorato duramente per raggiungere un tale traguardo. I meriti sono conquistati sul campo. Ora sta alla Pivotal Rockordings, alle esibizione sul palco ed alla fortuna sancire il successo di questo CD. Il potenziale c'è, e a parte le mie osservazioni artistiche, e le mie critiche fin troppo severe (ma sincere), non vedo perchè gli Stigma non debbano conquistare i palchi internazionali. Auguro alla band il meglio, perchè lo merita. Sosteneteli, e acquistate il CD!
(Hellvis - Marzo 2008)

Voto: 8.5


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