STEEL FLOWERS
12 Tales From The Life Of Mr. Someone

Etichetta: Primula Records
Anno: 2006
Durata: 62 min
Genere: rock


Gli Steel Flowers arrivano con "12 Tales From The Life Of Mr. Someone" al loro debutto ufficiale, sebbene la band sia in circolazione da circa dieci anni, in diverse incarnazioni. D'altra parte l'ascolto di questo lascia ben visibile la presenza di musicisti che non sono certo dei novellini e che, al contrario, amano spaziare tra generi e influenze diverse, partendo dal vecchio hard rock settantiano, fino al rock americano degli anni '90. Sicuramente, quindi, un album questo questo necessita di diversi ascolti per essere apprezzato, non tanto perché sia ostico (anzi!) ma perché solo così si possono apprezzare diverse sfaccettature della band. Questo è sicuramente il pregio maggiore di un album dinamico e mutevole che, però, non ha ancora raggiunto quella maturità che permette di mettere in pratica al meglio quanto di buono frulla in testa ai musicisti. A conti fatti, quindi, "12 Tales From The Life Of Mr. Someone" mi ha dato un po' la sensazione di un lavoro incompiuto, che mostra meno di quanto invece si potrebbe auspicare dal potenziale della band.
Con questo non voglio dire che il CD sia da disprezzare e di certo non mancano episodi piacevoli, sebbene la qualità non si mantenga sempre su livelli alti per tutta la durata dell'album. "When The Future Is Now", per esempio, apre le danze molto bene con un hard rock vitaminico che non disdegna l'influenza dei Deep Purple dell'era Morse, con un bell'hammond a ricamare quel tocco vintage che piace sempre; anche "Summer Tale" è un episodio positivo, con il suo piglio tra l'hard rock, il funk e il rock classico, con la voce di Riz che pur senza avere doti enormi convince con quel suo timbro alla Axl Rose. Purtroppo il cantante non riesce sempre a tenere alto il livello e talvolta è il punto debole dei brani, come nel caso di "17th Full Moon", una ballad dal sapore country che però nelle parti medio basse viene cantata con difficoltà e incertezza.
"Against The Fanatics" passa senza grandi spunti e senza mordere come vorrebbe, mentre "You're My Shout" è un altro lento che mostra le difficoltà del cantato, molto più a suo agio nelle parti energiche e incazzate. Molto meglio "Night Queen", terzo brano in salsa acustica che questa volta riesce a coinvolgere, anche grazie a scelte ritmiche e melodiche che non sfociano sempre nel lamentoso.
L'hard rock di "Holiday Quip" e di "Anthitesis Of Being" torna a mordere come si deve e qui davvero non c'è di che lamentarsi: buon tiro, energia e attitudine da 'fanculo a tutti'. Bene così. Peccato solo che davvero la band non mi sembri a suo agio sul fronte dei lenti, come dimostrano ancora una volta con "Cover Girl", una ballata pop cantata male e mielosa come ormai non si può più sentire. Molto meglio il finale affidato alla veloce "That Bitchy Witch" e soprattutto a "Smash The Fellow (Hypnotic War)", un bel brano mutevole che sfodera momenti energici ma anche un pregevole intermezzo dal retrogusto psichedelico. Come bonus track, infine, abbiamo una versione strumentale e 'orchestrale' di "You're My Shout": francamente niente di eccezionale, ma trattandosi di una aggiunta ci sta bene e non dà fastidio.
Insomma, come vedete di roba ce n'è davvero tanta, non sempre perfetta ma nemmeno disprezzabile: credo che manchi solo un po' di equilibrio e qualche sistemata in fase di arrangiamento. Non ci verrà molto per fare quel passo avanti che manca e credo che la band abbia tutto il necessario per non perdersi per strada con il prossimo lavoro.
(Danny Boodman - Settembre 2009)

Voto: 7.5


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Sito Steel Flowers: http://www.steelflowers.net/

Sito Primula Records: http://www.primularecords.com/