STARZ
Coliseum Rock

Etichetta: Capitol
Anno: 1978
Durata: 41 min
Genere: FM Hard Rock


Alors, miei cari fanciulli... lo so che la maggior parte di voi, che frequentate le virtuali pagine di Shapeless Zine, siete dediti a ben altre sonorità... ma che cavolo, non si vive mica solo di Brujeria, Impaled Nazarene, Celtic Frost, Motörhead ed amenità simili (e se lo dico io che di sta roba ci campo potete crederci!). Esiste anche una grande musica ahimè pressoché dimenticata e scomparsa (o quasi) da quando le fangose rive del Whiskah, in quel di Seattle, sputaron fuori grunge e boiate simili (cazzo, mi ricordo di quando i Soundgarden e Nirvana qua in Italia venivano definiti come alfieri di un ipotetico "Hard Rock Moderno"...).
I più stagionati tra i lettori forse avranno già capito che parlo dell'hard rock di stampo americano, quello che le grandi radio FM degli States trasmettevano 24 ore al giorno, la musica dei grandi spazi e delle corse in macchina lungo le highway con l'autoradio a palla che sparava "Detroit Rock City" dei Kiss o magari un pezzo a caso di Journey, Foreigner, Aerosmith o Cheap Trick...
Grandi chitarre, voci cristalline e sopraffine, produzione e suoni raffinati e all'avanguardia, canzoni potenti e trascinanti ma sempre con un'attento e gradevolmente ruffiano uso della melodia e dei cori..,
Non è dei grandi nomi che vi voglio parlare ma degli Starz, che non riuscirono mai a sfondare davvero e a raggiungere la meritata fama che sarebbe loro spettata accanto a colossi quali Aerosmith e Kiss (esagero??? non credo proprio!)...
Capitanati dal fenomenale chitarrista Richie Ranno (autore sopraffino nonché strumentista sanguigno e carico di feeling) e dallo stellare cantante Michael Lee Smith (un'ugola di seta ed acciaio con pochi rivali al mondo) gli Starz furono uno di quei gruppi che non riuscirono mai nel corso della loro tormentata carriera a fare il colpo grosso... tour americani al seguito di Kiss, Aerosmith, Black Oak Arkansas e come headliners non furono sufficienti a favorire le vendite dei dischi, e anche una vecchia volpe come il manager Bill Aucoin (colui che rese leggenda i Kiss e fece diventare una superstar gente come Billy Idol) non riuscì a fare il miracolo...
Il guaio è che gli Starz su disco non rendevano appieno,la loro dimensione era quella live, quella del concerto, dove le carte vincenti della passione, del calore e dell'anima non venivano mortificate dai freddi mezzi tecnologici degli studi di registrazione, e il risultato era che mentre la gente acclamava la band nei suoi incendiari e sensazionali concerti. I dischi erano si belli, piacevoli, ben fatti, ottimamente suonati e prodotti, ma mancavano di quella scintilla che li avrebbe resi immortali, quella carica indescrivibile ed unica che riuscivano a scatenare solo calcando le assi di un palco, di fronte ad una platea calda ed appassionata...
"Coliseum Rock" è a dir poco un esempio lampante di questa "pecca" (passatemi il termine, scusate ma non me ne viene proprio in mente un altro) degli Starz, dalla penna di Smith e Ranno (sostenuti da partner d'eccezione quali il chitarrista Bobby Messano, il bassista Orville Davis e il batterista Joe X. Dube) escono potenziali hit radiofonici quali "So Young, So Bad", "No Regrets" e "Outfit", la splendida "Last Night I Wrote A Letter" e "It's A Riot"... ma, come dire, a volte si ha come l'impressione che manchi qualcosa... leggi l'adrenalina dello stage...
Comunque sia ascoltate con attenzione questo disco, se vi capita di trovarlo potreste riscoprire il gusto, ahimè perduto ai più, di una grande stagione di grandissima musica.
(Metal Mike - Dicembre 2003)

Voto: 8


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