SPIRAL MADNESS
The Berserk Crowning
Etichetta: Spiral Madness Records
Anno: 2004
Durata: 52 min
Genere: Death'n' Roll
Dopo aver recensito qualche mese fa il demo "Death & Roll", attendevo con ansia l'uscita del tanto atteso disco degli Spiral Madness. Questa band polacca mi aveva incuriosito parecchio e, nonostante la registrazione del loro precedente lavoro non fosse certo esaltante, si potevano intuire le buone doti compositive del quartetto.
"The Berserk Crowning" si presenta come una sorta di raccolta delle migliori canzoni del quartetto polacco composte dal 1996 al 2003, e ripropone praticamente tutti i pezzi che erano apparsi in "Death & Roll", con una qualità sonora senza dubbio superiore. Ecco quindi la possibilità di poter riascoltare "Spiral Madness", "My Heart", "Becoming Like Steel", "Wolfhearts", "Helpless", "Faded Night", ovvero la riproposizione in inglese di "Wyblakla Noc", e "Misery Of Merciless". La loro struttura è rimasta invariata, e non ci sono particolari cambiamenti, nè sono stati inseriti arrangiamenti diversi.
Accanto a queste, troviamo ben altre sette canzoni nuove più un'intro. Il loro stile non è cambiato di una virgola, per cui chi ha apprezzato quanto fatto dagli Spiral Madness in passato non rimarrà deluso. D'altra parte, le mie canzoni preferite rimangono le datate "Faded Night", "Misery Of Merciless", le più oscure e malinconiche, nonostante anche un pezzo come "One Question" si sappia difendere tranquillamente.
C'è da dire che quindici tracce basate pressoché interamente su mid tempo, per un totale di oltre cinquanta minuti di durata, rendono questo disco abbastanza duro da digerire. I nuovi pezzi non mostrano significativi passi in avanti compiuti dalla band, direi che siamo sullo stesso livello di quanto fatto in passato. I suoni nitidi, profondi e potenti contribuiscono a rendere le canzoni più massicce, ma purtroppo non danno risalto a quel feeling oscuro che si respirava a sprazzi in "Death & Roll" e che tanto avevo apprezzato.
I difetti che già gli Spiral Madness avevano manifestato, ovvero una certa staticità della sezione ritmica, che a volte si ripercuote in passaggi un po' monotoni e noiosetti, non mancano neppure in questo disco. Una canzone come "Becoming Like Steel", per esempio, che avrebbe tutte le carte in regola per essere trascinante, si trova ad essere colpevolmente spenta nei momenti più lenti. Anche l'aver optato per dei suoni triggerati della doppia cassa non aiuta certo la situazione, visto che, purtroppo, sono proprio fuori luogo. Fortunatamente non è sempre così, ed infatti ecco che la band si risolleva con il lavoro di batteria nettamente più fantasioso di "One Question". Pure la voce risulta un po' troppo monocorde, nonostante sia presente qualche scream in più a variare il cantato.
La confezione è professionale, il libretto contiene i testi e poco altro. Graficamente non siamo su chissà che livelli: la copertina, basata su tinte rossastre, raffigura una città che va in fiamme, con edifici in ombra, mentre il resto delle immagini non dice molto.
In definitiva, questo disco mi ha soddisfatto solo fino ad un certo punto, perché sinceramente mi sarei aspettato qualcosa di più, alla luce di quanto fatto vedere in passato. Sicuramente Zephyr e soci saranno contenti di veder finalmente pubblicato il loro disco di debutto, dopo un decennio di gavetta trascorso nei circuiti underground, ma spero che il successore di "The Berserk Crowning" possa essere un album più fluido e immediato. Si tratta di un'uscita interessante, sopra la media, se vogliamo, ma che non mi ha convinto fino in fondo. Vedremo cosa faranno in futuro gli Spiral Madness, ora che il loro principale compositore, il chitarrista Chmura, ha abbandonato improvvisamente i suoi compagni.
(BRN - Maggio 2004)
Voto: 7
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