SPIRAL ARCHITECT
A Sceptic's Universe

Etichetta: Sensory
Anno: 2000
Durata: 43 min
Genere: techno-metal


Gli Spiral Architect sono un gruppo norvegese che aveva ottenuto l'attenzione dei maniaci dell'underground grazie ad un demo registrato nel 1995. In seguito il gruppo ha trovato un cantante fisso, ossia Øyvind Hægeland (già nei Manitou). Il resto della line-up era completato da Steinar Gundersen (chitarra), Kaj Gornitzka (chitarra), Lars K. Norberg (basso e programmazione) ed Asgeir Mickelson (batteria). Nel 1997 il gruppo ha firmato un contratto con la Sensory, ed ha poi registrato questo album nel 1998 con la produzione del famoso Neil Kernon. L'album è poi uscito all'inizio del 2000. Da allora hanno fatto qualche concerto, ed ora il gruppo è in pausa. Praticamente tutti i componenti si sono infiltrati in altri gruppi scandinavi, come Lunaris, Borknagar ed Arcturus. Il nome del gruppo dovrebbe derivare dalla canzone su "Sabbath Bloody Sabbath" dei Black Sabbath.
L'album comprende 9 canzoni, di cui la quarta "Occam's Razor" è un breve strumentale. Da notare che in questa canzone compare come ospite allo stick Sean Malone. Lo stile del gruppo è un techno-metal puro, ossia un metal in cui la componente tecnica ha la massima importanza, ed in cui ci sono varie influenze esterne, derivanti soprattutto dalla fusion. Il punto di riferimento principale sono i WatchTower di "Control And Resistance": gli Spiral Architect non hanno mai negato di adorare quell'album, e tutt'ora li si incrocia nei vari forum dedicati al metal tecnico.
Dal lato strumentale siamo su livelli di pura eccellenza. Ogni musicista è semplicemente spaventoso. Su tutti risalta la sezione ritmica, che crea degli intrecci assurdi. I cambi di tempo di Asgeir non si contano, ed il basso di Lars è bello pulsante e sempre in primo piano, come stile ricorda molto quello di Malone su "Focus" dei Cynic. Le due chitarre non sono da meno, e creano un vero labirinto di riff. Gli assoli, manco a dirlo, sono tutti ipertecnici. Sul libretto sono accreditati al solo Steinar, ma parlando con Neil Kernon è uscito che li hanno registrati entrambi. Qua e là compaiono anche delle influenze spagnole, come sulla fine di "Insect". Riguardo la voce, nemmeno qui siamo di fronte a qualcosa di digeribile al primo ascolto. L'impatto generale di Øyvind è simile a quello di Alan Tecchio sul secondo album dei WatchTower: la voce è sempre sopra le righe, ed appare piuttosto forzata. Come stile può ricordare anche Buddy Lackey degli Psychotic Waltz. Le linee vocali di solito sono lo scoglio più duro di questo album: molte persone odiano questo lavoro proprio a causa della voce.
La produzione è semplicemente ottima, e d'altronde Neil Kernon è una garanzia per questo. I suoni sono belli puliti e pompati, quello reso meglio di tutti è il basso. La confezione è caruccia: la grafica, curata dallo stesso Asgeir, non mi piace molto, ma almeno ci sono tutti i testi e le note. Da notare che sulla costa interna sinistra della custodia (in pratica togliete il CD, e guardate sotto la plastica a sinistra) c'è la scritta "true Norwegian technical metal", per prendere per il culo il "true black".
Questo è un album che divide sempre gli ascoltatori, c'è chi lo ama e chi lo odia. Di sicuro è più facile odiarlo, perché questa musica non è per nulla facile da assimilare, ed è ostica sotto tutti i punti di vista. Districarsi nelle trame strumentali richiede tonnellate di ascolti, e la voce spaventa un sacco di persone, proprio perché è spinta all'eccesso come la musica. Se si ascolta questo album cercando delle canzoni orecchiabili, allora si può solo prendere sonno. L'unico modo per apprezzarlo è cercare di districarsi nella geometria della musica, ed approcciarlo pensando in maniera fredda e tecnica. Se si segue questo metodo, allora si riesce ad entrare nello spirito nell'album ed a trovare anche la sua emotività (i testi aiutano un sacco), altrimenti si sbatte contro un muro di gomma. Per gli amanti del metal tecnico questo è semplicemente un acquisto obbligatorio. Agli altri consiglio un ascolto preliminare, potrebbe essere troppo pesante da digerire. Come voto gli do 9 come ho fatto per il secondo WatchTower: sono convinto che per meritarsi 10 un album debba essere fluido in maniera tale da farsi ascoltare anche senza richiedere il 100% della concentrazione.
(teonzo - Agosto 2004)

Voto: 9


Contatti:
Sito Spiral Architect: http://www.spiralarchitect.com/
Sito Sensory Records: http://www.lasercd.com/