SPHERIC UNIVERSE EXPERIENCE
Anima
Etichetta: Sensory Records / Intromental Promotion
Anno: 2007
Durata: 68 min
Genere: progressive metal
Ad un paio d'anni di distanza dal precedente "Mental Torments" si
riaffacciano sul mercato gli Spheric Universe Experience, con una
line-up invariata ma una nuova etichetta, l'ottima Sensory Records.
All'epoca della precedente recensione avevo sottolineato come, in fin
dei conti, la band francese non facesse altro che ripetere degli
stereotipi prefissati, cercando il più possibile di emulare i propri
idoli che, guarda caso, gravitavano intorno ai Dream Theater più
classici (quelli di Kevin Moore, insomma) e alcune cose dei Fates
Warning. Il disco era ben fatto, ottimamente suonato, formalmente
ineccepibile, ma in conclusione anche privo di personalità, cosa che
impediva al gruppo di raggiungere degli standard maggiori.
Partendo da questi presupposti, ero piuttosto curioso di vedere se il
gruppo sarebbe riuscito a superare questo scoglio, variando il proprio
songwriting e trovando la propria strada. Bene, dopo l'ascolto di
"Anima" posso tirare le dovute conclusioni: indubbiamente c'è stato un
cambiamento nel sound del gruppo, anche se, purtroppo, non nella
direzione che avrei preferito. Detto in poche parole, gli Spheric
Universe Experience non hanno trovato la loro dimensione personale,
hanno cambiato modelli, abbassando semplicemente il tiro. Se prima la
band si poneva l'obbiettivo non semplice di emulare il meglio dei Dream
Theater e dei Fates Warning, adesso semplicemente si accontenta di
assomigliare ad un normale gruppo power prog, con in più dei suoni un
po' più cupi e pesanti (complice anche l'ottima produzione). Insomma,
questa volta i francesi sembrano il punto di incrocio tra i Symphony X
più sboroni e i Dream Theater di "Train Of Thought".
Male, direte voi. Mmm... sì e no. Certo, è indubbio che il primi
modelli fossero infinitamente migliori, ma tanto era abbastanza palese
come gli Spheric Universe Experience non fossero in grado di
raggiungere le vette dei loro maestri, quindi tanto vale abbassarsi
alle proprie possibilità. Sembra strano, ma alla fine questi artisti
sono decisamente più convincenti in questa veste più diretta e meno
intellettuale.
Bene, quindi entriamo un po' più nel dettaglio del nuovo album:
"Anima" è un lavoro che porta ancora avanti la bandiera del prog metal
più puro, con un elevatissimo tasso di tecnica strumentale e una
predilezione per le composizioni articolate e sfaccettate. Allo stesso
tempo, però, il tutto vira verso il power metal, con le chitarre
rombanti lanciate a 2000 chilometri all'ora e la doppia cassa
martellante. Vince Benaim, il chitarrista del gruppo, diventa padrone
assoluto e perfino eccessivo della scena, ricordando in più di
un'occasione il virtuosismo del collega Michael Romeo, mentre le
tastiere vengono un po' relegate in secondo piano, finendo per svolgere
solo il ruolo di tappeto sinfonico (e un po' tronfio) con sporadici
interventi solisti (leggasi, un fastidiosissimo piripiripì...).
Le canzoni sono tutte di discreta fattura, potenti e melodiche al punto
giusto ma, ahimè, prive di grandissimi spunti. Si lasciano ascoltare,
dalla prima all'ultima, ma rimangono nei territori del già sentito e
risentito, esattamente come in "Mental Torments". Forse l'unico guizzo
lo si può sentire in "Neptune's Revenge", un brano lanciatissimo che
funziona proprio per la sua carica dirompente, capace di spazzare via
anche i difetti di cui parlavamo.
Per il resto si tratta del solito compito ben fatto: una manciata
di brani perfettamente in linea con lo stile delle band citate
("Sceptic", "The Inner Quest", "World Of Madness", "End Of Trauma" e
"Heal My Pain"; un paio di intermezzi strumentali ("Being" e "Stormy
Dome"), un altro pezzo strumentale più articolato (la conclusiva "Black
Materia"), una lunga suite di dieci minuti ("The Key", il pezzo più
vicino allo stile di "Mental Torments") e, naturalmente, una ballad,
"Questions", che risulta il pezzo più brutto in assoluto, con un testo
che, oltre ad essere una imbarazzante raccolta di cliché, ricorda in
maniera fastidiosa la parte iniziale di "The Spirit Carries On" dei
Dream Theater.
Insomma, che altro aggiungere? Ormai l'abbiamo capito: gli Spheric
Universe Experience sono così, assolutamente derivativi. Quello che
devono fare lo fanno e lo fanno anche discretamente, ma ormai non credo
che mi aspetterò un capolavoro del prog metal da parte loro. Se poi
verrò smentito dai fatti, ben venga. Prendiamoli così come sono e
gustiamoci quello che di buono c'è nella loro proposta.
(Danny Boodman - Agosto 2007)
Voto: 7
Contatti:
Mail Spheric Universe Experience: spheric@intromental.com
Sito Spheric Universe Experience: http://www.sphericuniversexp.com/
Sito Sensory Records: http://www.lasersedgegroup.com/
Sito Intromental: http://www.intromental.com/