SPELLBLAST
Horns Of Silence

Etichetta: Fuel Records / Gatti Promotion
Anno: 2007
Durata: 47 min
Genere: power metal con influenze folk


Quelli tra voi che ascoltano musica metal da più di un decennio, sicuramente ricorderanno l'immensa ondata di band power metal che sommersero il mercato a partire dal '96/'97. In quel periodo trovarsi di fronte ad un lavoro come quello degli Spellblast era semplicemente la norma, anzi, eravamo tutti così abituati a veder pubblicato l'ennesimo gruppo power con tematiche fantasy che, ben presto, si arrivò alla completa saturazione. In quegli anni era difficile stabilire con certezza chi sarebbe andato avanti, animato da vera passione, e chi invece fosse salito sul carro del vincitore, senza avere quello spirito necessario per continuare. Il risultato lo si vede oggi: molte band non ci sono più, altre vivacchiano sul passato e, in generale, di nuove band legate al power metal se ne vedono sempre meno.
Perché questo lungo preambolo? È presto detto: gli Spellblast sono una band nata nel '99, subito a ridosso dell'ondata di cui parlavamo, ma hanno continuato a perseverare nel tempo, arrivando a pubblicare un demo solo nel 2004, "Ray Of Time" e raggiungendo l'agognato debutto discografico proprio in questi giorni con "Horns Of Silence". C'è passione in questi ragazzi, non c'è dubbio, e si sente che suonano quello che amano, fregandosene delle mode e dei giudizi altrui. Dritti per la propria strada e se, per farlo, si rischia di impantanarsi in alcuni cliché del genere, pazienza.
Sì, il debut album degli Spellblast è sicuramente ben fatto, ben suonato e piacevole da ascoltare, ma soffre un po' di quello che, purtroppo, è un problema diffuso: la band, volente o nolente, ripercorre strade ben note, sempre piacevoli e sicure, per carità, ma che tolgono quel brivido dell'imprevisto che, invece, al sottoscritto piace tanto. Poco male, comunque, soprattutto se siete dei fan del power metal più trascinante e ricordate con malinconia quei giorni in cui bastava sfogliare a caso una rivista specializzata per trovare una decina di nomi nuovi che ricalcavano le orme di Helloween, Blind Guardian e compagnia.
Entrando nello specifico dell'album, "Horns Of Silence" è un piacevole lavoro di power metal tradizionale, che vanta però qualche accenno alla tradizione folk, componente che ben si sposa con le tematiche fantasy affrontate dai testi. A voler fare dei nomi di riferimento, oltre alle onnipresenti Zucche di Amburgo, possiamo citare qualche vago accenno ai Blind Guardian più melodici e ai Rhapsody (senza però la componente sinfonica dominante, dato che le tastiere fungono più da sfondo, lasciando il grosso del lavoro alle chitarre). Parlando del panorama italiano, poi, il nome più adatto per fare un confronto è quello degli Elvenking (lo stesso Damnagoras, il cantante degli Elvenking, partecipa come ospite in un brano) che hanno diversi punti di contatto con lo stile degli Spellblast. C'è da dire, comunque, che negli Elvenking l'importanza della componente folk è molto più elevata che negli Spellblast, che comunque restano principalmente una band di power metal tradizionale, ma comunque il paragone è abbastanza calzante.
Tra le composizioni più interessanti possiamo citare l'iniziale "In The Name Of Odin", perfetto brano di apertura che schiaccia sull'acceleratore come un treno, ritagliandosi però dei simpatici momenti gioiosi che ricordano una versione metallizzata di una vecchia danza medievale; "Lost In The Forest", un'altra mazzata ultra-melodica con un bel lavoro alle tastiere, e soprattutto "Glory To The Gem" e "Goblin's Song", due brani catchy e ben strutturati che rendono al meglio lo stile degli Spellblast: la prima, infatti, parte quasi come una ballad e poi esplode in un tripudio 'rhapsodiano' di epica sinfonica; la seconda invece, con il suo ritmo saltellante e le sue melodie accattivanti rappresenta una ipotetica hit da concerto.
Che altro aggiungere, quindi? Come ho già detto, in "Horns Of Silence" non troverete niente che un ascoltatore avvezzo al genere non abbia già ascoltato in precedenza, ma la qualità delle canzoni è sempre buona e la band suona con convinzione ed energia. Se siete dei fan sfegatati del genere ve li consiglio di cuore, in caso contrario, be', gli Spellblast probabilmente non vi faranno cambiare idea su un genere che non sopportate.
(Danny Boodman - Luglio 2007)

Voto: 7


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Sito Fuel Records: http://www.fuelrecords.it/

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