SPEEDFREAKS
Out Of Kicks
Etichetta: Mondongo Canibale Records
Anno: 2005
Durata: 34 min
Genere: hard rock'n'roll / punk
Volete un gruppo con il cazzo duro, e un muro di suono rock bastardo,
con i riff a go-go? Bene se è questo che vi gusta mi sa che dovreste
interessarvi agli Speedfreaks!
Questi tamarri svedesi, che si ispirano a Motorhead, Black Sabbath e
anche Black Label Society hanno voglia di prendervi a calci nel culo e
anche forte.
"Out For Kicks" è il loro secondo lavoro, che arriva dopo una
serie di lavori dal 1998, anno in cui la band ha iniziato a rodare il
motore. Il Booklet con la B maiuscola merita davvero di essere gustato
con gli occhi!
Tema principale è il fuoco, immancabili le fiamme alla Hot Wheels,
"pimpaggio auto da terronauta".Macchine che sfrecciano lasciandosi
dietro strisce infuocate, chissà di cosa! In copertina pile di
pneumatici bruciati, il fondoschiena dei rottinculo che non ascoltano
il rock.Primo piano per i volti dei ragazzacci e sotto un bel
tachimetro con il contachiletri che segna 666.
Insomma se non avete ancora capito è gente a cui piace fare casino
con l'hard rock, e con un gusto nel vestire che mi ricorda l'oltre
pacchiano del mio batterista ( pacchiano non rende l'idea oltre un
certo limite).
"Out For Kicks" apre con una chitarra effettata che si accompagna
alla batteria che inizia a pestare. La canzone non è malaccio, contiene
stacchi di chitarra wah (per chi non lo sapesse l'effetto che usava
Hendrix in "Voodoo Child" giusto per citare qualcuno che è meglio
ricordare ogni tanto) e la voce alla birra ci sta con la batteria che
pesta, forse punkeggiando un po' troppo.
Dando un po' do gas si passa a "Somebody to Roll" che a mio parere
spacca il culo.Semplice riff a 200 all'ora che ti tira su dalla sedia,
peccato per gli stacchi effettati, meglio i suoni grezzi. L'influenza
punk si sente, però lasciamola intravedere e poi diamoci dentro con
l'hard rock.
Giustamente un'intro con i freni della metropolitana richiama
"Going Underground", che vuole farci viaggiare attraverso il muro del
suono, riprendiamo con il tema dei Drugstar nel booklet. Il pezzo non è
niente di nuovo, rispetto ai precedenti, ma ci sta dentro.Chitarra palm
muted da il via a un riff decisamente più metallico, finalmente il
ritmo incalza. "Bang your head to the massive sound, come on" capite cosa dico con oltre il pacchiano, però apprezzo.
"Freakbeat" ha toni più cupi di stridore metallico, alla "Velvet Revolver" per intenderci.
Qualcosa viene preso a mazzate, saranno bidoni in un magazzino e
"Violent Breed" ricomincia a sputare il punk rock dalle casse, con la
chitarra che fa il suo bel solo tamarro tanto per non essere da meno.
Un suono decisamente differente prende "Beautyshine" come si
decuce dal titolo. Partono arpeggi a intervallare il riff, mi piace
questo hard rock contenuto, con il solino malinconico.Anche la batteria
marca di più gli stacchi e varia un po' rispetto ai tempi dei pezzi
precedenti.
Un'intro di basso suonato come se fosse una chitarra, fa partire
"Agony Has No Age". Se lo si unisce a "I Was Born To Lose" si ritrova
il messaggio di Lemmy. Comunque il pezzo è bello finalmente qualche
variazione alla struttura dei
pezzi, che iniziavano a stancare.
Mi piace l'intro semplice di "The Dogs" un bel pezzo dai riff aperti
hard rock. I cani che ogni tanto vi ricordano di mettervi il rispetto
su per il culo sotto forma di dito. Noo partono anche le mani e un riff
tipo la sigla di Beavis e Butthead! Oddio! Altro pezzo a duecento
all'ora con degli stacchi di chitarra effettata tipo il tubo che
suonano gli aborigeni.
"Come on come on honey, so you do it for the "Money"". Una canzone che parla del mestiere più vecchio del mondo, che non è il falegname.
"Break Out Time" chiude il disco dicendovi di andare a fare in culo
se vi volete far conformare. Il pezzo è spinto come gli altri del
resto, la chitarra spara dentro esperimenti di tanto in tanto.
Bene abbiamo parlato di puttane, cocaina, fottere il sistema,
macchine che sfrecciano, amori finiti, vitametropolitana, direi che non
manca nulla visto che lo sfondo è il rock!
La band non si propone altro che rockeggiare come meglio riesce,
non stanno a menarsela troppo. I messaggi sono semplici e chiari, un
po' di hard rock ignorante non fa mai male. Se passano in città andate
a vedere un loro show, ci sarà da scapocciare.
(Jake Blues - Gennaio 2006)
Voto: 7.5
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Sito Mondongo Canibale Records: http://www.mondongocanibale.com/