SOUND OF SILENCE
Spiritual Journey

Etichetta: Sleaszy Rider Records
Anno: 2003
Durata: 68 min
Genere: prog metal


Il gruppo greco dei Sound Of Silence ha origini remote: nasce, come idea, nel 1989, dalla mente di tre compagni di scuola (due dei quali saranno rispettivamente il batterista e il tastierista del gruppo: Akis Gavalas e Manos Gavalas). Il primo demo, "The Silence Of Sound", uscirà l'anno dopo. La tappa decisiva arriverà però tre anni dopo, quando la band farà uscire un secondo demo, "Unanswered Questions", che venderà in tutto il mondo ben 2000(!) copie. Seguirà una lunga carriera dal vivo, in cui i nostri avranno l'onore anche di suonare al fianco di Bruce Dickinson, nel 1994. Il primo full-length verrà nel 2003, quando la band firmerà per la label greca Sleaszy Rider. Ed è esattamente il dischetto che ho per le mani.
Il genere proposto è un prog metal che oscilla tra certe soluzioni tipiche del genere ed altre in sui si esprime a parer mio una forte personalità, che rende il tutto degno di un'attenzione particolare. Sul piano del songwriting non ci sono eccessi di complessità, seppure le parti strumentali siano ben presenti ed articolate. Il punto distintivo è però la melodia. E la personalità sta qui. C'è un certo gusto nella costruzione melodica, che chiaramente è la preoccupazione primaria del gruppo, e che si nota tanto nelle partiture della chitarra di Tasos Gripeos e delle tastiere di Manos Gavalas (che figata 'sti nomi greci) quanto nelle linee vocali, soprattutto nei ritornelli, sempre intenzionalmente catchy e coinvolgenti. La voce del singer George Kandris è particolare, piuttosto alta e con un timbro che la fa sembrare sempre sotto sforzo. Può piacere o meno: io l'ho apprezzata. La produzione è davvero molto buona: è possibile sentire chiaramente le performance di tutti gli strumenti, qualità che mi garba assai quando ascolto materiale del genere.
Ora gli highlights del disco. Senz'altro la ruffiana "Fake", col suo chorus smaccatamente memorabile e con un assolo fantastico, che riesce a tenere il pedale schiacciato sull' "acchiappante" per tutta la sua durata (virtù sempre più rara...). Poi "Supreme Creature", inquietante (se si tiene presente il testo), ma soprattutto dotata di una bella parte strumentale finale che ruota intorno ad un polimetro che impone una variazione armonica azzeccatissima. Infine "Nightcrime", con delle bellissime melodie tanto nelle strofe quanto negli intermezzi strumentali. Veramente epica, e con un inserto etnico abbastanza indovinato. Ho trovato invece profondamente insignificanti e prevedibili i due ultimi brani, provenienti dal demo del 1993, "Unanswered Questions" e "Twilight Zone". Quest'ultima ha raggiunto il risultato invidiabile di non destare la mia attenzione neanche per un istante. Per concludere, abbiamo un album ben pensato, ben suonato, ben prodotto. I brani sono quasi tutti buoni, con alcuni ottimi. Anche se non ci troviamo di fronte ad un capolavoro, è materiale che merita ascolto e attenzione. Gli do un voto abbastanza alto perché, nonostante non presenti idee rivoluzionarie o ambizioni eccelse, riesce a farsi amare con estrema facilità. Fossero tutti così... Viva il prog metal greco.
(SchemTov - Luglio 2006)

Voto: 8


Contatti:
Sito Sound Of Silence: http://www.soundofsilence.gr/

Sito Sleaszy Rider Records: http://www.sleaszyrider.com/