SOUL TAKERS
Tides
Etichetta: Northwind Records
Anno: 2005
Durata: 60 min
Genere: prog metal
Non vorrei fare il solito nostalgico, però è innegabile che, da qualche
anno a questa parte, una band che volesse inserire nel proprio sound
elementi insoliti e difficilmente gestibili, si trova decisamente
avvantaggiata grazie ai passi da gigante fatti dalla tecnologia. Avete
dei problemi con la batteria? Non c'è problema, la triggeriamo! Non
avete un batterista? Fa niente, programmiamo una bella drum-machine e
quasi non si sentirà la differenza! Volete fare un disco
sinfonico/orchestrale? Tutto ok, basta un buon programma e facciamo
tutto al computer! Tutto molto bello, per carità, ma non lamentiamoci
poi se tutto suona piatto e finto.
Fa piacere, dunque, vedere come ci siano ancora delle band che hanno
voglia di sbattersi, inserendo nella loro musica strumenti veri,
suonati con anima e corpo, come si faceva una volta.
Sì, perché i milanesi Soul Takers, oltre alla formazione base,
composta da Dino Brentali (voce), Francesca Badalini (chitarra), Andrea
Grumelli (basso e stick) e Mauro De Brasi (batteria), possono vantare
la presenza di Federica Badalini al pianoforte e Jari Pilati al
violino, a cui si aggiunge, come ospite, Laura Stella al violoncello.
Tant'è che, all'interno del libretto di "Tides", la band ha potuto
orgogliosamente scrivere "No samples, keyboards or digital instruments
have been used in this recording".
Il gruppo, nato dalla volontà di Francesca e Federica di inserire
sonorità classiche in un contesto metal, nasce nel 1998 e, dopo
numerosi cambi di line-up e anni di gavetta, arriva nel 2002 a
registrare un demo, "Through The Silence Of Words", che viene ben
accolto un po' ovunque.
Raggiunto un contratto con la Northwinds Records è la volta di
questo "Tides", primo full-length della band, che mostra un gruppo
professionale e dalle grandi potenzialità.
La proposta dei Soul Takers è un metal progressivo dalle forti
tinte emozionali. Teatrale, dolce, ma anche cupo e malinconico,
richiama alla mente tutta la gamma dei colori freddi che vengono
giustamente ritratti nella splendida copertina e rievocati dal titolo
dell'album.
Su una solida struttura ritmica si appoggiano le trame disegnate
dalla chitarra di Francesca Badalini e il violino di Jari Pilati, che
supportano degnamente le divagazioni del pianoforte, vero protagonista
della musica dei Soul Takers.
Molto buona anche la prova di Dino Brentali, un cantante teatrale
ed espressivo che riesce a destreggiarsi bene su differenti registri e
adattandosi ottimamente all'atmosfera del disco.
Parlando dei brani più significativi dell'album, vorrei citare la
bellissima "Red", vero e proprio biglietto da visita della band con una
prestazione di Brentali davvero degna di nota, e la successiva "Blind
Dreamers", con il pianoforte di Federica a cesellare con maestria note
mai banali e scontate.
Ottime anche la title-track, caratterizzata da un andamento più
singhiozzante, piena di stop and go che danno dinamicità al pezzo,
"Crossing" che a parere di chi scrive si candida come brano migliore
dell'album e la conclusiva "My Infinite", un brano molto veloce, con
ancora il piano a imperversare come impazzito, che poi si conclude
soavemente con gli strumenti classici a sostenere la voce di Dino.
I Soul Takers, dunque, hanno confezionato un album di tutto
rispetto, però devo ammettere che qualche angolo da smussare ci sarebbe
ancora: i pezzi, presi singolarmente, sono tutti di buona fattura,
senza particolari cadute di tono, però l'album nella sua interezza non
riesce a scorrere al meglio. Da una parte questo può essere causato
dalla durata dell'album visto che, personalmente, sono convinto che 45
minuti siano più che sufficienti per creare un lavoro che sia, allo
stesso tempo, soddisfacente e privo di riempitivi. Dall'altra la causa
potrebbe essere dall'eccessiva omogeneità nelle composizioni che,
nonostante i numerosi ascolti, tendono ad assomigliarsi tra di loro.
Per rendersene conto basta ascoltare i brani dove la band cerca di
sperimentare un poco, allontanandosi dal suo stile classico: parlo, per
esempio, di "The Fakest Jest", un brano dove fa capolino una chitarra
acustica e dove la brava Francesca si ritaglia uno spazio solista
davvero incisivo; oppure la malinconica "1936", una composizione
davvero toccante, suonata esclusivamente dagli archi e dal pianoforte.
Episodi come questi servirebbero a spezzare un po' la continuità
dell'album, togliendo quel pizzico di prolissità che rende "Tides" un
album difficile da assimilare.
Ciò nonostante posso affermare, senza timore di sbagliare, che ci
troviamo di fronte a una band davvero promettente, capace già di idee e
composizioni mature. Mi auguro che, con il prossimo album, i Soul
Takers continuino a crescere, diventando una solida realtà nel metal
nostrano. A tutti voi che leggete, quindi, consiglio di ascoltare
questa band, di supportarli e di contribuire, affinché tutto questo si
realizzi.
Nota finale: se ancora non vi ho convinti a comprare "Tides"
aggiungo che, a rendere più stuzzicante il tutto, nel CD troverete
anche un artwork curatissimo nei minimi particolari e il videoclip
della title-track.
(Danny Boodman - Luglio 2005)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Soul Takers: jorgy@soultakers.net
Sito Soul Takers: http://www.soultakers.net/
Sito Northwind Records: http://www.northwindsrecords.com/