SOUL STEALER
Soul Stealer
Etichetta: Ledo Takas Records
Anno: 2008
Durata: 57 min
Genere: heavy/power metal
Dalla Lituania arriva un nuovo progetto presentato dalla Ledo Takas,
un'etichetta che ha pubblicato diversi progetti interessanti
provenienti da questa nazione musicalmente poco conosciuta. Questa
volta è il turno dei Soul Stealer, un quintetto dedito ad una
classicissima commistione tra power ed heavy metal classico.
Nati nel 2003 i Soul Stealer si fanno conoscere all'interno della scena
locale anche grazie alla presenza di Jeronimas Milius, un cantante
dotato di innegabile talento che ha rappresentato la sua nazione nel
festival internazionale Eurovision.
Arrivando a parlare di questo album di debutto eponimo, posso dire
che tutti gli amanti delle sonorità più tradizionali possono stare
tranquilli: il sound della band è perfettamente in linea con i canoni
del genere e nonostante il paese di provenienza del gruppo, non ci sono
contaminazioni particolari o soluzioni melodiche lontane da quanto
fatto dalle grandi band nordeuropee (peccato!). Allo stesso tempo,
però, un tocco esotico non manca nella proposta dei Soul Stealer,
soprattutto grazie all'uso della lingua madre, che caratterizza la
maggior parte delle composizioni.
Oltre a Milius, comunque, anche il resto della band si difende
bene e costruisce una struttura solida che pur senza strafare regge per
gran parte dell'opera, sia sul versante ritmico che su quello solista:
Enrikas Slavinskis (chitarra) e Vytautas Diškevičius (tastiere) si
alternano nel dare enfasi alle composizioni, mentre la sezione ritmica
martella con la potenza tipica del genere. Abbiamo così "Viskas, Kas
Turi Pradžia..." ad aprire l'album con fare maestoso, per poi lasciare
spazio ad un episodio più melodico ed immediato come "Padék
Išnikti..."; "The Reaper" è una delle tracce in inglese e convince
nonostante la durata elevata (sette minuti) grazie ad un ritmo
forsennato che la fa sembrare il classico treno power metal lanciato in
corsa; "Vampire Woman", invece, risulta uno degli episodi migliori,
grazie ad una struttura più dinamica che dosa momenti più lenti e cupi,
con altri diretti e catchy al punti giusto. Tra i brani da citare, poi,
c'è sicuramente "Dar Nevèlu", che fa un po' ridere per la fonetica di
alcuni passaggi in lingua madre, ma musicalmente è un pezzo vincente e
mi ha ricordato un po' "Power" degli Helloween.
Non voglio annoiarvi troppo parlandovi dei singoli pezzi,
comunque, perché l'album è molto compatto e muovendosi su binari
assolutamente classici non c'è il rischio di avere strane sorprese
(senza contare che mi si annodano le dita ogni volta che devo scrivere
un titolo e impazzisco a cercare tutti 'sti caratteri speciali!). Vi
lascio giusto citando un ultimo pezzo, "Liūdesio Miestas", un pezzo
semi-acustico che mostra una sfaccettatura in più del sound del gruppo.
Questa prima opera dei Soul Stealer, per concludere, appare come
un buon manufatto creato da onesti mestieranti che, sebbene ancora
lontani dalla perfezione, sanno tenere in mano e usare i propri
strumenti meglio di tanti altri colleghi. E' indubbio che le
composizioni sono ancora un po' acerbe e scontate, ma questo non
impedisce di ascoltare con piacere una manciata di canzoni tutto
sommato coinvolgenti e ben suonate.
(Danny Boodman - Ottobre 2008)
Voto: 7
Contatti:
Sito Soul Stealer: http://www.soulstealer.lt/
Sito Ledo Takas Records: http://www.ledotakas.net/