SOULSGATE
Delusion
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 28 min
Genere: Death
I Soulsgate sono una band tedesca attiva fin dal 1997; il loro primo demo risale al 2001, mentre "Delusion" costituisce il loro debutto discografico. Entrambi sono stati registrati con la medesima formazione: Hendrik "Dave" Biemann e Tom Buns alle chitarre, Jan Muths alla batteria e Stefan Berg al basso e voce.
Il CD in questione si presenta con una veste grafica piuttosto squallida, non molto curata, ma per fortuna le cose migliorano un po' quando lo si ascolta. Nonostante sia autoprodotto, quest'album gode di una buona registrazione, grazie al fatto che ben 3 membri della band sono anche tecnici del suono. La scelta dei suoni, invece, non mi ha entusiasmato, troppo "leggeri" per un disco Death.
"Delusion" è composto di 11 tracce, tutte piuttosto brevi. Si tratta di un Death Metal tecnico, che incorpora evidenti influenze di grossi nomi quali Death, Sadus e Carcass. Il cantato, in particolare, è molto simile allo screaming aspro di Chuck Schuldiner (R.I.P.), con rari momenti growl, mentre riff ed assoli denotano una particolare vena melodica. In particolare certe soluzioni tecniche ricordano assai da vicino gli ultimi lavori dei Death, anche se la qualità non è certo paragonabile. In "Life Is Pain" sono presenti chiari riferimenti al Metal anni '80, a metà tra Classic Metal e NWOBHM. Abbiamo poi due brevissime composizioni, ovvero "Rip Off" e "Heads", molto più brutali delle altre, fatte di un paio di riff sparati e con Stefan Berg che canta in growl.
Le canzoni, in particolare "Confused", "Thorns" e "Ocean Of Time" (le prime tre), hanno la caratteristica di rimanere ben impresse nella memoria dopo pochi ascolti: sono infatti molto trascinanti ed accattivanti, pur denotando una certa complessità strutturale. Più si va avanti con gli ascolti, però, e più si ha la sensazione che manchi quel quid che elevi il disco su livelli dignitosi. Tutto l'album risente di una certa carenza di dinamicità, risultando alla lunga troppo monotono e banale; in particolare gli episodi più lenti sono prevedibili e scontati.
Purtroppo il disco non riesce a convincere come dovrebbe: quasi tutte le canzoni appaiono alla fin fine innoque, poco aggressive ed assestate su tempi piuttosto ragionati. Il mio consiglio è quello di velocizzare il tutto e aggiungere degli stacchi e cambi di tempo spiazzanti, che in questo genere fanno solo che bene, e curare meglio la scelta dei suoni.
A qualche appassionato del genere potrebbe comunque piacere.
(BRN - Giugno 2003)
Voto: 6
Contatti:
Sito internet: http://www.soulsgate.de/