SONS OF POSEIDON
Live By The Sword

Etichetta: Ravnum Records
Anno: 2002
Durata: 39 min
Genere: Thrash Core


Che strano l'effetto iniziale che mi hanno fatto gli americani Sons Of Poseidon! La presentazione arrivata assieme al CD è notevole: una risma di stazioni americane e programmi sportivi dove le canzoni sono state messe in onda, addirittura in alcuni film chiamati "21" e "Luckytown" (boh... non conosco...).
La copertina, il nome del gruppo ed il titolo del disco lasciavano invece presagire belle e succulente cose per il sottoscritto, che ne so, una bella roba Epic Metal sullo stile degli americani Manilla Road con temi ispirati ai miti di Atlantide (altrimenti perché chiamarsi 'figli di Poseidone'?!?), cosa confermata dallo spadone malevolo che compare nella front cover e ancor di più dal titolo del disco: "Live By The Sword", che come tutti ben sanno (uhm... proprio tutti no...) è una bellissima canzone degli Epic Metallers Omen.
E invece? Niente di tutto questo. Inserendo il CD mi apprestavo a recensire mentalmente una cosa ma dallo stereo ne usciva fuori un'altra completamente diversa (mai fidarsi di copertine e di confezionamenti fighissimi). Abbandonato il primo momento di iniziale delusione ho proseguito l'ascolto, i SOP di per sè non sono male, la musica è un moderno Thrash (niente a che vedere con la vecchia Bay Area) con chiari riferimenti ai Pantera, la similitudine non è marcata ma le basi del sound sono in tutto e per tutto queste: dai classici 'assoli stile Darrel' (eseguiti con minore tecnica) col basso a creare ritmiche pulsanti, ai riffoni grossi spezzati dagli altrettanto classici 'fischi alla Darrel'.
Le canzoni sono buone, ma devo dire veramente niente di speciale; fra le migliori spiccano "Sacrifice" e "1-Man" abbastanza dirette e coinvolgenti, anche se la voce del cantante/chitarrista proprio non mi piace, è gracchiante e manca di mordente, idem per il suono di chitarra, catarroso stile zanzarone, ma queste alla fin fine sono piccolezze. Il fatto è che i Pantera li hanno più grossi (i riffoni di chitarra... cosa avete capito?), per quanto discreto possa essere il risultato raggiunto preferisco di gran lunga ascoltarmi "Cowboys From Hell", di sicuro più vario e meno monotono.
Un disco senza infamia né lode, resta da capire lo spadone ed il nome della band... mah...
(Muad'Dib - Dicembre 2002)

Voto: 7


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