SNEM
Snem
(promo)
Etichetta: autoprodotto / MKM Promotion
Anno: 2002
Durata: 28 min
Genere: rock alternativo dalle tinte dark melodiche
Gli Snem, che ci presentano il loro primo lavoro (promosso dalla MKM), ci fanno fin da subito capire che si sono cimentati in un’impresa non facile: sintetizzare nei loro pezzi le disparate influenze musicali personali di ogni singolo elemento del gruppo. Se dovessi infatti enumerare una per una le influenze di questo quartetto non basterebbero le pagine di word! Diciamo quindi che il loro è un rock che racchiude in sé il funky, qualcosa del jazz o più precisamente del nu-jazz, venature di un dark-dream pop '80 e molta musica melodica italiana. E diciamo che ciò che hanno ottenuto è un lavoro discretamente omogeneo - un buon pregio se teniamo conto di quanto sia facile cadere in un calderone eterogeneo confusionario quando si cerca di mettere insieme una gamma ampia di generi - ma di poco spessore innovativo. Il margine di miglioramento però ovviamente c’è e, quindi, rimboccandosi le maniche e lavorando sodo i risultati acquisteranno la personalità che adesso manca.
"Snem" viene registrato nel 2002 agli Half Moon Studio, ma è messo in circolazione solo da quest'anno. Il gruppo barese vede: Smily alla voce e alla chitarra d’accompagnamento, Shine alla chitarra solista, M.Frog alla batteria e Zed Six al basso. Smily, M.Frog, e Zed Six, fondatori degli Snem, suonano assieme da febbraio 2000, mentre il quartetto al completo si ha dal novembre dello stesso anno.
Questo loro promo gode di una qualità medio/buona di registrazione e di un artwork per me davvero ottimo. I disegni del fronte e del retro infatti sembrano nati dalla matita di Go Nagai (Devilman) e la risalita dei mostri mezzo donna e mezzo mano alla terra (richiamo alle figure degli anime '70-'80) ci immerge in quella atmosfera retrò di cui il promo è intriso.
"Everybody", la canzone di apertura, mette subito in evidenza la radice musicale del gruppo. L'attacco è di chiara impostazione melodica tanto che fino all'entrata del riff principale sembrerebbe una canzone di Nek; all'ingresso della voce, entrati nel riff appunto, ci ritroviamo in un atmosfera più glam-rock: la parte ritmica di basso e batteria dà un buon tiro e molta orecchiabilità al pezzo. La voce, una commistione tra Molko e Smith, è qui comunque gradevole e significativa dato che dà un tocco di personalità ad un arrangiamento altrimenti troppo, davvero troppo già sentito. La struttura, canonica, vede un assolo ben fatto ed appropriato che sa dare buone emozioni.
"On The Road" si apre con un giro di batteria al quale vanno a sovrapporsi due incisioni di chitarra solista con giri di note semplici, ma mirate a creare una bella atmosfera. Ci riescono e bene. L’ingresso della voce è buono e si dimostra di timbro adatto per sonorità cupe e rarefatte. Buono è pure il riff principale sostenuto da un basso e una chitarra molto pieni e caldi, mentre dimostra ingenuità il ritornello, soprattutto nella parte di chitarra, che sforna un giro già sentito e va così a macchiare il pezzo, altrimenti di buon livello qualitativo. Lo stacco finale molto rarefatto comunque risolleva la qualità della canzone, che torna sui livelli molto buoni di partenza.
"Confusion" si apre con l'effetto pioggia alla "Riders On The Storm". In mezzo al temporale prende vita una buona intro molto melodica (un incrocio tra gli arpeggi alla Vasco e quelli dei Marlene Kuntz in "Nuotando Nell'Aria") che dà davvero delle belle sensazioni. Sarebbe potuta esser migliore però la parte chitarristica, talvolta un po' sporca. L'intro si sviluppa in una parte che funge da preludio alla parte rock finale. Buona la musica, sottotono invece la voce che è troppo poco impostata per poter rendere come il cantante vorrebbe. Peccato. La parte rock sul finale della canzone è buona, pur presentando una voce ancora inappropriata. L’atmosfera, dai tratti emo, è molto evocativa e ricorda a tratti "Woman In Chains" dei Tears For Fears.
"Uncle Jack" si distacca come atmosfere dai precedenti brani e sforna una sorta di rock funkeggiante di media qualità. Anche qui la voce non rende come dovrebbe: rimane sempre sottotono, mentre il pezzo richiederebbe una voce brillante, trascinante.
"Wild Beast Of Woman" è la penultima traccia del promo. Una chitarra a valzer apre il rock. Encomiabile il basso. Bello e ben suonato. Il riff è una ballata che alterna parti ossessive ad altre di lungo respiro sostenute da un basso incalzante. La voce, quando tenta di aprirsi, lascia scoperto il fianco. Pure qui è sotto qualitativamente alla musica. Con un cantato più studiato ci sarebbe una resa indubbiamente migliore. Provare con qualche effetto ad esempio? Chorus, un minimo di flange, e filtro per gli alti... Non so, la butto lì.
"16 July 1998", che va a chiudere "Snem", ci immerge in un'atmosfera leggera, fredda. A riscaldare le note della chitarra (qui sembra davvero ci sia il chitarrista di Vasco Rossi a suonare!) voce e tastiera (o synth del programma di registrazione). La voce in alcuni punti è stata effettata ottenendo un buon risultato di amalgamazione.
"Snem" sa essere gradevole per chi lo ascolta e questo per chi fa musica certo non è poco. La mancanza però di idee strutturali ben delineate toglie innovatività e carattere alla composizione, rendendola priva dei più livelli di ascolto che dovrebbero esserci al di là del mero estetismo. C’è da lavorare ancora un po'.
(Mr. X - Ottobre 2004)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail Snem: the_snem@libero.it
Sito MKM Promotion: http://www.mkmpromotion.tk/