SLYTRACT
Explanation: Unknown

Etichetta: Noisehead Records
Anno: 2008
Durata: 37 min
Genere: death metal melodico/deathcore


Ci sono dischi concepiti per far male. Album carichi di nitroglicerina, pronti ad esplodere appena inseriti nel lettore. Appena innescati, questi dischi spazzano via l'ascoltatore col loro impatto distruttivo, con i riff potenti, con gli stacchi chirurgici, con la ritmica serrata e travolgente. Ecco, "Explanation: Unknown" degli ungheresi Slytract è proprio un disco di questo genere. Nel giro di poche battute, mi ha subito coinvolto. E, ad ascolto terminato, mi è venuta voglia di premere il tasto "Play" immediatamente, per vedere se un secondo ascolto mi avrebbe ridato le stesse emozioni. E... ma procediamo con metodo! Non consumiamo la recensione come un foglio di carta in mezzo alle fiamme! Tirando subito le somme, rischieremmo di non promuovere gli Slytract come si dovrebbe. Per conoscerli meglio, ecco alcuni brevi cenni biografici.
Il gruppo ungherese si è formato nel maggio del 2005, come progetto di Gabor B. Melegh (voce, chitarra), Adam Heiner (basso) e Tamas Kozsup (batteria). Ma, solo dopo qualche mese, il batterista ha abbandonato la band per dedicarsi ai suoi altri progetti, Nervekiller e Hermetic. Il sostituto è stato trovato in breve in Tamas Galantay, molto bravo a prepararsi in vista dei primi concerti degli Slytract. E, nel marzo del 2006, il trio ha registrato il suo primo demo di sette tracce.
Un incidente di Gabor ha bloccato l'attività della band, e questo blocco si è dilungato anche perchè Adam Heiner ha deciso di lasciare gli Slytract. Il sostituto Zoltan Csiki ha aiutato quindi Gabor a portare avanti il progetto, ma presto ha dovuto abbandonare poichè abitava in un posto molto distante dal resto dei musicisti.
La situazione è stata salvata da Viktor Jakab (anche negli Undertaking, Lepillantóküllö, Whaka Danger, Nervekiller), che ha aiutato il gruppo sia da un punto di vista compositivo, sia nei concerti, ora anche all'estero. E proprio durante questi concerti il gruppo ha assunto un chitarrista part-time, Nandor Kiss, in grado di ricreare il medesimo suono presenti nei demo. E un secondo demo ha visto la luce nell'aprile del 2007.
Nel 2008, gli Slytract hanno firmato un contratto con l'etichetta austriaca Noisehead Records, registrando subito il loro album d'esordio, e l'oggetto di questa recensione, "Explanation: Unknown". E la formazione si dimostra orfana di Viktor, che è stato sostituito dal nuovo bassista Akos Tuza.
"Explanation: Unknown" è un vigoroso esempio di death metal melodico dai tratti moderni, semplificato e accostato in modo intelligente al deathcore più recente. Gli Slytract si producono in una rivisitazione di tante influenze, che visti i generi citati possono essere facilmente intuite, eliminandone i lati più atmosferici e le tentazioni più commerciali, e sottolineandone l'impatto devastante, la violenza esecutiva che non trascuri la tecnica, e la rabba insita nel genere. Troppo spesso, e non solo nell'underground, i gruppi che gravitano attorno a questo tipo di musica tendono a smussare quella violenza che dovrebbe essere connaturata al death metal. Il death metal dev'essere violento. Che sia melodico o meno, questo è secondario. L'impatto prima di tutto; la tecnica sì, a patto che non smussi l'irruenza della musica. Questi ungheresi bilanciano tutto in maniera perfetta, dimostrando di possedere una tecnica invidiabile (si ascolti il basso di Akos, ad esempio) che però non si autocompiace mai, ma è tutta rivolta alla creazione di una musica diretta, nella quali i fronzoli non colorano il tutto, ma lo scuriscono ancora di più. Ma a conti fatti, non è che di fronzoli ce ne siano tanti. Le canzoni presenti in "Explanation: Unknown" sono state create, come ho scritto all'inizio della recensione, per far male all'ascoltatore. Credo che ben pochi di voi, cari lettori, potrebbero restare indifferenti alle canzoni presenti nel CD. Molti di voi esclameranno: "Che bravi! Che grinta!". Io stesso l'ho fatto. Ed io stesso ho pigiato nuovamente il tasto "play" una volta terminato il CD. E l'ho schiacciato altre volte... Il risultato? Beh, ascolto dopo ascolto, il disco si è sempre dimostrato bello. Però una volta passato l'effetto sorpresa, gli Slytract ne escono ridimensionati. Perchè se canzoni come "At The Corners Take Shape" e "Antidote" sono obiettivamente belle, le altre tendono a prendere un po' meno dopo tre, quattro ascolti. Ci si abitua, insomma. Questo perchè, in fondo, gli Slytract non propongono nulla di nuovo. Però, questo non significa che il trio sia un buon creatore di illusioni, un bravo artigiano di lavori mordi e fuggi. No. I tre hanno tecnica e talento, e potranno fare grandi cose. E "Explanation: Unknown" è senz'altro un disco di valore. Perciò, continuiamo ad esaltarci con questi bravi Slytract, ma mantenendo sempre i piedi per terra, senza cadere nella tentazione di farci trascinare da facili entusiasmi.
(Hellvis - Agosto 2008)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Slytract: slytract@tvn.hu
Sito Slytract: http://www.slytract.tvn.hu/

Sito Noisehead Records: http://www.noiseheadrecords.com/