SKYFORGER
Thunderforge
Etichetta: Folter Records
Anno: 2003
Durata: 50 min
Genere: pagan metal
"Thunderforge" è il terzo album degli Skyforger. La sua pubblicazione ha seguito di due anni quella del precedente "Latvian Riflemen" (1998, vedi recensione). In tale lasso di tempo, il gruppo lettone ha avuto qualche problema. Innanzitutto, l'abbandono temporaneo di Rihard. A causa di alcune divergenze, il chitarrista si è allontanato. Per fortuna è ritornato sui suoi passi qualche tempo dopo. In secondo luogo, la Mascot Records ha chiuso i battenti. Questa etichetta aveva pubblicato i primi due lavori degli Skyforger.
Dopo tante vicissitudini, a mettere il gruppo sotto contatto ci ha pensato la label tedesca Folter Records. "Thunderforge" è stato pubblicato il 26 maggio 2003.
Il CD è stato registrato allo studio Phoenix di Riga.
L'immagine di copertina rappresenta un antico dio lettone che batte il martello su un'incudine. Lo stile del disegno sembra ispirarsi ad un bassorilievo su legno. Il libretto è molto professionale, ricco di immagini e con i testi in lettone ed in inglese.
La formazione consiste in Peter (voce e chitarra), Edgar "Zirgs" (basso), Rihard (chitarra) e Edgar "Mazais" (batteria).
La breve introduzione, mezzo minuto appena, consiste nella citazione di una canzone popolare lettone. Se si escludono gli effetti sonori, la melodia è intonata da un coro senza accompagnamento. La voce principale è quella di Imants, l'ex batterista degli Skyforger qui presente in veste di ospite.
"When Ūsiņš Rides", la traccia d'apertura, è una delle composizioni più datate del gruppo. Come puntualizza lo stesso Peter nel sito ufficiale, il brano è stato scritto sotto l'influenza dei Cathedral. Sebbene qualche riff sia senza dubbio debitore della band di Lee Dorrian, è anche vero che "When Ūsiņš Rides" ha una sua personalità ben definita. Un grande merito va all'arrangiamento. L'utilizzo dei flauti, ad esempio, proietta su tutta la composizione un fascio di luce pagana. Inoltre c'è il suono, puro Skyforger al 100%. Grazie alla costante presenza di Gints Lundbergs, che ha registrato e mixato tutti i lavori della band a partire dal demo, "Thunderforge" mantiene quella dimensione sonora ideale raggiunta con "Latvian Riflemen".
Le meste note di una chitarra solitaria chiudono "When Ūsiņš Rides", mentre in sottofondo si sente il frinire dei grilli.
"The Shortest Night Of The Year" è dedicata al solstizio d'estate. Le melodia introduttiva suonata dalle chitarre è tratta da un canto nazionale lettone che celebra questa festività. Il ritmo non è mai troppo veloce. In compenso è grintoso e deciso. L'arrangiamento è strettamente legato alla tradizione heavy metal, l'influenza più evidente in mezzo al solito miscuglio di stili. La seconda parte del brano è introdotta da una cornamusa, suonata dall'ospite Māris Jansons. Nel finale Peter e Zirgs citano l'ennesimo canto popolare, questa volta con le voci pulite.
"Warlord Of The Nightsky" sembra rifarsi alle origini schiettamente black del gruppo, con l'eccezione del nuovo stile canoro di Peter (nel quale una via di mezzo tra l'urlo e la declamazione ha sostituito il classico digrigno black). I riff sono molto semplici e freddi: tutta la prima parte di "Warlord Of The Nightsky" è piuttosto diretta. Un coro introduce la seconda sezione del brano. Questa volta è l'heavy metal a salire in cattedra. L'esecuzione è però molto violenta e la voce è tutto meno che melodica. Mano a mano che procede verso la sua fine, la canzone si fa sempre più arrabbiata e ritorna al suo aspetto originario.
"Long Dance" è uno strumentale. E' una musica di nozze lettone. Secondo quanto affermato nel sito della band, i musicisti sono stati colpiti da questo brano durante il concerto di un gruppo folk. Di conseguenza hanno deciso di arrangiare l'antico motivo a modo loro. Secondo me, la scelta si è rivelata azzeccata perché questa traccia sta molto bene nel contesto di "Thunderforge". Sia all'inizio che alla fine, la melodia principale è suonata dalla cornamusa.
Ma passiamo ora alla title-track. Si tratta di una canzone severa, abbastanza spedita, che alterna una strofa urlata ad un ritornello cantato. Questo a grandi linee; in realtà non è una composizione così immediata. Il suo punto di forza è la melodia, talmente presente che in qualche momento sfora quasi nel power. Ciò nonostante il feeling è relativamente oscuro. Ottimo l'arrangiamento. "Thunderforge" potrebbe essere considerato un potenziale singolo.
"Oh Fog, Oh Dew (Holy Wedding)" è stata composta su un testo tradizionale. La prima parte è acustica, con il gruppo che intona il tema principale mentre in sottofondo si sentono i vocalizzi di una donna (Sandra "Rasa"). La stessa melodia viene ripresa dagli Skyforger al gran completo, in un'esecuzione carica di grinta. Il tema viene cantato questa volta da voce maschile e femminile assieme. Complessivamente si tratta di una bella composizione, molto evocativa per chi ama questo tipo di stile.
"The Woman Of Serpents" è caratterizzata da un'atmosfera malvagia che mescolata alle influenze di metal classico mi hanno ricordato, in qualche modo, i Mercyful Fate. In realtà, la musica è infettata dal germe del death metal. Mentre Peter si esibisce in antiche invocazioni magiche, "The Woman Of Serpents" diventa sempre più cattiva e tesa. Il break centrale è misterioso: la voce sussurra accompagnata dalle note lunghe e cupe della tastiera. La musica riprende sanguigna come prima. Questa traccia mette in mostra un songwriting molto maturo.
"Through The Gates Of The World Beyond" è il rifacimento di una delle primissime canzoni degli Skyforger, apparsa in una compilation agli inizi della loro carriera col titolo "The Legend". Molto bello il riff principale, melodico come non mai. Per contro, la composizione è carica di un'atmosfera opprimente, sottolineata dal mai invadente suono del sintetizzatore. Questa traccia rientra perfettamente nei canoni del gruppo lettone perciò non ha senso dilungarsi nella sua descrizione più di tanto.
Lo stesso può essere detto dell'epicissima "In Darkness And Frost", se non che questa canzone mi sembra più interessante (ma questa è una mia opinione). Molto bello il tema introduttivo, maestoso come pochi. Altro punto di forza della composizione è la melodia popolare suonata dal flauto che si contrappone al rauco vociare di Peter. Di questo brano rimane in testa la grande melodia e gli ottimi assoli in classico stile metal. Si tratta di uno dei brani più diretti. Se fosse scelto come singolo, pur avendo meno potenzialità commerciali della title-track, sarebbe comunque maggiormente rappresentativa del suono della band.
Quando il CD si conclude, non si sente altro che il gelido soffiare del vento.
"Thunderforge" conclude il processo evolutivo cominciato con "Kauja Pie Saules" e raffinato con "Latvian Riflemen". E' la conferma della bontà di questa band che non si accontenta mai di ripetere quanto ha già fatto. Spero che le mie recensioni aiutino il gruppo lettone a trovare un suo pubblico anche in Italia.
Cari lettori, se amate le atmosfere epiche, pagane e battagliere gli Skyforger fanno sicuramente per voi!
(Hellvis - Gennaio 2005)
Voto: 8
Contatti:
Mail: hopkins@skyforger.lv
Sito internet: http://www.skyforger.lv/