SKYFORGER
Semigalls' Warchant
(ristampa)
Etichetta: Folter Records
Anno: 2005
Durata: 45 min
Genere: black/pagan metal
Gli Skyforger sono un ottimo gruppo lettone, autore di un pagan metal
appassionato e di qualità. Qualche tempo fa, ne ho recensito la
discografia completa (fatta eccezione per l'album "Sword Song" del
2004).Sia nelle recensioni che nell'intervista, avevo annunciato la
prossima ristampa in CD del primo ed unico demo della band, "Semigalls'
Warchant". Ebbene, la tedesca Folter Records si è dimostrata di parola
e precisissima nei tempi di pubblicazione! E' proprio il promo di
questa ristampa che mi appresto a recensire. Dal punto di vista
grafico, la copertina recupera la vecchia immagine, in bianco e nero,
del barbaro che fronteggia un cavaliere. Un disegno evocativo che ci fa
piombare diritti nell'immaginario epico e storico del gruppo. Per
accrescere l'interesse attorno a questa pubblicazione, la Folter
Records e gli Skyforger non si sono limitati a rimasterizzare le sette
tracce del demo. Al materiale originale sono state aggiunte quattro
composizioni nuove di zecca, che il gruppo non esita a definire "un
nuovo EP". Di conseguenza, oltre a rendere disponibile al grande
pubblico la musica dell'ormai raro "Semigalls' Warchant", la ristampa
contiene anche le tracce più recenti degli Skyforger. Per
l'ascoltatore, è l'occasione di valutare l'evoluzione stilistica del
gruppo, nel corso di dieci anni di intensa attività musicale (si sono
formati nel 1995).
Reputo sia inutile commentare le sette tracce originali del demo,
così come tracciare un profilo biografico del gruppo. Negli archivi di
Shapeless potrete trovare la recensione dettagliata del demo, nonché
quelle di tutti gli album metal della band. In esse troverete tutto ciò
che vi occorre sapere sulla storia degli Skyforger e sui vari cambi
della line-up. In questa sede basti sapere che, in origine, il gruppo
lettone era molto influenzato dal black metal norvegese. "Semigalls'
Warchant" trasuda di quest'influenza, sebbene il suono gelido sia
mitigato dall'utilizzo di strumenti tradizionali. Il black metal è
comunque predominante rispetto all'elemento folk. Questo demo ha un
valore storico, dato che rappresenta i primi passi della band nel mondo
del metal. E' però ancora acerbo: le canzoni sono derivative e fin
troppo semplici, prevedibili. Rimane comunque un'interessante
testimonianza, utile a comprendere l'evoluzione stilistica degli
Skyforger.
Concentriamo piuttosto la nostra attenzione sulle quattro
bonus-track, raccolte sotto il titolo di "Asinslauks" ("Campo Di
Sangue"). Penso che la line-up del gruppo sia la stessa che ha inciso
l'album "Thunderforge", del 2003. Vale a dire, credo, Peter (voce e
chitarra), Edgar "Zirgs" (basso), Rihard (chitarra) e Edgar "Mazais"
(batteria).
La prima nuova canzone si intitola "To The Northern Shores" - il
cui titolo originario è in lettone, così come il testo. Lo scrosciare
delle onde e le grida dei gabbiani vengono interrotti prima da un
arpeggio, e poi dall'attacco selvaggio degli Skyforger in piene forze.
Il ritmo è sostenuto, non velocissimo. Il suono è pieno, compatto,
fortemente influenzato dall'heavy metal e, in minor parte, dal power.
La melodia è molto evidente, sebbene il suono generale sia piuttosto
cupo. Peter si esibisce nel solito cantato a metà strada tra il grido e
la declamazione. La canzone si sviluppa su coordinate epiche e
coinvolgenti. Presto intervengono anche strumenti tradizionali, quali
un flauto ed una specie di cornamusa. Da questo momento, "To The
Northern Shores" inizia un'impavida cavalcata che continuerà costante
fino alla sua conclusione. Gli elementi folk e quelli metal sono ormai
fusi alla perfezione, a dimostrazione del fatto che gli Skyforger
abbiano ormai raggiunto un alto grado di maturità.
Ecco ora "Bloodfield", che sembra invece recuperare le influenze
black. Il riff iniziale è oscuro e malvagio come pochi. La batteria è
lanciata in un blastbeat implacabile. Gli unici legami con la traccia
precedente sembrano essere lo stile vocale di Peter ed il suono pesante
e pieno. E' un assalto in piena regola, come testimoniano le urla di
battaglia ed il cozzare di armi in sottofondo. Di seguito la traccia
rallenta, nonostante la pesantezza rimanga invariata. Ritornano a farsi
sentire gli strumenti tradizionali, che arricchiscono il sound nella
severa coda strumentale.
"Kāvi" riporta la musica degli Skyforger su lidi più heavy.
L'arrangiamento è ricco di particolari, ed è molto dinamico. Nonostante
il linguaggio lettone sia piuttosto ostico, questa traccia rimane
subito in testa, grazie al ritornello che ripete il titolo quattro
volte. La musica è contaminata anche da un germe thrash. In questa
traccia, si ritaglia un suo spazio la chitarra solista. Svolge un gran
lavoro, e dimostra i passi da gigante fatti dal quartetto da un punto
di vista tecnico.
L'ultima composizione, introdotta dal frinire dei grilli, si
intitola "Sunset Over The Sacred Forest". E' aperta da delicati
accordi, notturni. Un flauto intona una melodia malinconia, distante.
E' la stessa che è posta in apertura al demo "Semigalls' Warchant"
(intitolata, per contro, "Sunrise Over The Sacred Forest"). L'aspetto
complessivo della composizione è molto rilassato, sognante.
Gli Skyforger e la Folter Records hanno fatto un ottimo lavoro,
con questa ristampa. Le nuove composizioni dimostrano la bravura del
gruppo lettone, sicuramente una delle migliori realtà in ambito pagan
metal. Un gruppo che non è mai stanco di evolversi ma che, al tempo
stesso, non rinnega le sue origini. Rendendo nuovamente disponibile al
pubblico materiale ormai raro, la band celebra al meglio i suoi dieci
anni di esistenza.
(Hellvis - Agosto 2005)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Skyforger: hopkins@skyforger.lv
Sito Skyforger: http://www.skyforger.lv/
Sito Folter Records: http://www.folter666.de/