SKYCLAD
Vintage Whine
Etichetta: Massacre
Anno: 1999
Durata: 43 min
Genere: Folk Metal
Con questo album (il nono della loro discografia) gli Skyclad ritornano a suonare heavy metal, cosa che, come abbiam visto, non facevano più da almeno due dischi. Infatti "Oui AvantGarde A Chance" e "The Answer Machine?" erano dei lavori dove la componente folk e l'utilizzo di strumenti ad essa consoni (come viola, chitarra classica, banjo, fisarmonica, flauto, ecc.) spadroneggiava rispetto ai momenti "heavy", relegati a poche canzoni. Invece, come dicevo, qui ritornano le chitarre elettriche, e gli Skyclad riprendono se vogliamo il discorso lasciato in sospeso dai tempi di "Irrational Anthems". A me quel disco non era piaciuto granché (vedasi recensione), ma in "Vintage Whine" le canzoni non sono più macchinose come in quel periodo; al contrario, scorrono bene. Beh, vabbè, non proprio così bene... ehm, cioè, i pezzi filano, però non è che siano questa gran cosa. Io a questo CD preferisco nettamente il successore "Folkemon", lì i brani ti scendono subito e, soprattutto, tutto il disco è veramente OK.
Invece con "Vintage Whine" abbiamo il solito problema degli Skyclad, e cioè che reggere tutto un loro disco non è la cosa più semplice del mondo... e penso a "Jonah's Ark", "Prince Of The Poverty Line", "Irrational Anthems", "The Answer Machine?". Se i restanti sono invece ottimi dischi, che ti fa piacere rimetterli spesso (specie i due primi favolosi lavori), questi qua, insomma... devo passarci la mano e rivolgere altrove il naso se non voglio farmi assalire da miliardi di acari!
Ma veniamo al disco in questione, che parte con una breve intro ("Kiss My Sweet Brass") che prepara il terreno alla title-track, davvero un ottimo brano. Ritornano, come detto, le chitarre metal, e torna anche la doppia cassa, che qui segue bene il riff, che come al solito si intreccia col violino. Ah, il batterista è finalmente diventato stabile nella persona di Jay Graham. Bel brano anche "On With Their Heads!", con un riff quasi alla Pantera, ma con una sezione ritmica diversa dalla tipica dei texani: infatti qui è lenta, salvo poi accelerare per seguire la chitarra speed di Steve Ramsey. Sotto, la Biddle imperversa costantemente col suo violino. Riffone quello di "The Silver Cloud's Dark Lining", con una batteria a tratti veloce, con dei begli assoli di violino, pareggiati da quelli di una chitarra come sempre ispirata (non mi stancherò di ripeterlo, Ramsey è un chitarrista favoloso). "A Well Beside The River" è un pezzo in generale abbastanza cadenzato, con riff molto potenti, mentre ritornano le atmosfere folk con le chitarre acustiche e il violino di "No Strings Attached". Brano vivace "Bury Me", con un ritornello orecchiabile, peccato che ripeta "seppelliscimi"... ah ah ah! Tra i restanti brani si distinguono un pochino "Cancer Of The Heart" e l'ultima "By George", non fosse altro per la tristezza che li permea, soprattutto grazie al pianoforte della seconda.
Niente da obiettare sui suoni e sulla produzione in generale, così come sui testi, tutti ad opera di Martin. Bella anche la confezione in digipack (sarà così anche per il successivo "Folkemon").
In definitiva, si può dire di "Vintage Whine" che è un disco che segna il ritorno alle sonorità heavy, senza però perdere di vista la matrice folk. Ma è vero anche che non è certo un album che lascia il segno, ci sono canzoni molto buone (che contribuiscono ad elevare il voto finale), ma tutto il disco, preso nella sua globalità, non brilla. Non è brutto (gli Skyclad non hanno MAI fatto un album brutto), ma non possiede la qualità che ci si aspetta dalla band di Martin, sicuramente in grado di comporre album molto più belli di "Vintage Whine". Più che questo, io vi consiglierei di procurarvi "Folkemon"; ma ricordate che è solo il mio misero parere...
(Randolph Carter - Marzo 2004)
Voto: 7.5
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Sito internet: http://www.skyclad.co.uk/