SKEPTIC SENSE
Presence Of Mind

Etichetta: Inline Music
Anno: 1994
Durata: 34 min
Genere: techno-thrash


Gli Skeptic Sense erano un gruppo tedesco che ad inizio anni '90 sfornò un paio di demo (se non sbaglio erano 2) e questo unico album, diventando una sorta di gruppo cult per gli amanti del techno-thrash, sia perché all'epoca non c'era più nessuno a suonare questo genere, sia perché recuperare il loro materiale era veramente dura. Io non avevo mai avuto l'opportunità di ascoltarli fino a quando mi era arrivato il demo degli Entente, e nella biografia c'era scritto che uno di loro aveva suonato negli Skeptic Sense. Così gli ho rotto i coglioni fino a quando mi hanno venduto un CD, hahahaha! Ed eccomi qui a recensirlo.
Lo stile dell'album è un puro techno-thrash, sulla scia di "Energetic Disassembly" dei WatchTower e di "Life Cycle" dei Sieges Even. Nell'album sono comprese 8 canzoni, tutte basate su ritmiche molto intricate e su continui stacchi, cambi di tempo e ripartenze varie, proprio come comanda il genere. Sparsi qua e là ci sono anche degli stacchetti influenzati dalla fusion o dalla musica spagnola. Insomma, se conoscete il techno-thrash sapete già perfettamente cosa aspettarvi. Se non lo conoscete allora è difficile descrivere questo tipo di musica: immaginatevi un gruppo con una sezione ritmica che pensa solo a fare cose intricate, piene di controtempi e contorsioni varie, a cui si aggiungono dei riff taglienti con le sonorità e la cattiveria del thrash metal, ma molto più intricati della media di quel genere. Insomma, la pesantezza sonora è quella del thrash, mentre le strutture delle canzoni sono mooolto più incasinate, tant'è che se provate a fare headbanging andando a tempo vi si svita il collo.
Detto questo, vi chiederete come sono le canzoni, visto che questo genere ha le sue controindicazioni: basta un attimo per passare dalle figate alle schifezze senza senso. Le canzoni di questo album vanno dal buono al molto buono, questo per quanto riguarda il lato strumentale. Non dicono un cazzo di nuovo, si rifanno in maniera evidente ai gruppi citati sopra, ma almeno sapevano il fatto loro senza correre il rischio di scadere nella cacofonia pura. Questo dal lato strumentale (sottolineo ancora), perché invece il cantato è veramente odioso... il cantante Conny cerca di assomigliare a Jason McMaster senza riuscirci minimamente, alla fine più che un cantante sembra un'oca che starnazza in cortile...
La produzione dell'album è in puro stile anni '80, con suoni grezzi ed analogici, anche se la registrazione non è molto potente, le chitarre sono piuttosto scarne. La confezione è caruccia: in copertina c'è una foto in stile anni '20, raffigura una ballerina accucciata con davanti uno scheletro steso per terra. Tutto il libretto è in bianco e nero, e ci sono sia i testi che una foto del gruppo.
Che altro dire? L'album sarebbe figo, però il cantato alla fine non fa decollare le canzoni, ed è un vero peccato. Di sicuro non è un album fondamentale, però può fare gola agli appassionati del techno-thrash, è una vera chicca. Se siete interessati a comprarlo provate a rompere anche voi i coglioni agli Entente, dovrebbero averne altre copie a casa.
(teonzo - Luglio 2003)

Voto: 7.5