SKASICO
Terapia

Etichetta: autoprodotto / Kick Promotion Agency
Anno: 2004
Durata: 73 min
Genere: rap metal


"Terapia" è l'album di debutto dei sardi Skasico. La band si forma, come loro stessi ammetteranno, per gioco poco più di due anni fa su iniziativa del batterista Marco "Sbirro" e del cantante Fabio "Scascio". Nonostante ai due si aggiunga presto il bassista Alessandro, il definitivo completamento della line-up subirà dei ritardi e dei piccoli intoppi. I tre, comunque, pur passando momenti di forte incertezza sul da farsi, non demordono e l'incontro tra Marco e il chitarrista Claudio "Jingle" riaccenderà la volontà collettiva di andare avanti. Su richiesta di Fabio si aggiungeranno al nascente gruppo altri due cantanti: Maurizio "Salmo" e Fabrizio "Bigfoot"; e l'innesto del secondo chitarrista Fulvio "Gubbio" chiuderà il "capitolo" line-up.
Musicalmente parlando "Terapia" è buon un album. Quasi mai infatti si cade nel calderone atlantico del nu-metal o del crossover pesante grazie ad una lettura in chiave molto personale ed underground di un genere nel quale è facile cadere in banalità e "già sentito". I testi, nella miglior tradizione rap, sono molto curati e non mancano riferimenti alla sfera sociale come ad esempio in "Ite Nos Lassat Su Fogu" in cui viene trattato il tema degli incendi colposi che ogni anno rovinano il territorio sardo. Le influenze musicali degli Skasico sono molte e molto varie: si va dalla compattezza del suono alla Korn, ad un uso della parte ritmica alla GlassJaw; da riff cadenzati alla Rage Against The Machine a riff frenetici ed incalzanti alla System Of A Down; il cantato si articola su di una voce tipicamente crossover alla Linea 77 per intenderci, attorno alla quale orbitano cantati estrosi alla Caparezza o tipicamente rap alla Sottotono. Il tutto però ha quel sapore underground pervaso da un senso di riscatto verso la vita che possiamo ritrovare nel panorama doppia H romano come ad esempio nei Colle Der Fomento o in Kaos.
Unico difetto rilevante di questo "Terapia" è una discontinuità a livello qualitativo. A parer mio sarebbe stato più opportuno ripiegare su un prodotto più breve in termini di durata, ma che presentasse una distribuzione della qualità più uniforme.
L'album si apre con la bella "Oetzi" (probabilmente un tributo ad "Ice Man" o "Uomo del Similaun" che dir si voglia). Un suono cavernicolo gutturale precede l'entrata in feedback della chitarra che immediatamente si cimenta nel giro portante del pezzo: un riff potente e ben scandito dal suono saturo. La batteria volutamente essenziale ha dei suoni sordi ed è equalizzata mettendo in risalto i piatti ed il rullante. Il ritornello del pezzo è molto orecchiabile. Portanti nella resa della canzone le vocals: i tre cantanti alternano giochi di voce che spaziano da un growl grave a voci in falsetto a cadenze tipicamente rap.
Segue "Life Is A Bitch", pezzo decisamente orecchiabile che ha i propri punti di forza nell'uso delle voci e nel ritornello che riesce ad entrare subito in testa. Il testo, davvero ben concepito, tratta il tema del rapporto morboso che vi è tra l'uomo e la vita.
"Bad Dreams" si apre sulle note della "Ninna Nanna" per poi passare, prevedibilmente, ad un attacco frontale potente e pesante. Il richiamo a Caparezza nell'uso della seconda voce è qui palese, e il risultato ottenuto con l'intrecciarsi al growl, pur essendo molto particolare, non so quanto sia azzeccato. Gradevole la strofa del pezzo sostenuta da un basso effettato su toni alti. Il ritornello invece ha un sapore di già sentito e non riesce a dare spessore al pezzo.
Passando per "Maskere", troppo simile a "X" dei System nell'attacco e dal sapore Glassjaw nello sviluppo, arriviamo a "Malattia Invidia": un pezzo che, pur ricordando "Freak On A Leash" dei Korn nel ritornello, è una canzone molto molto arrabbiata e ha un "tiro" notevole che coinvolge inevitabilmente l'ascoltatore.
"D(e)ad" è un pezzo dalle atmosfere molto underground. L'arrangiamento essenziale lascia spazio ad un testo allusivo, introspettivo, a tratti quasi ermetico, che rimanda a quel panorama hip-hop romano a cui accennavo qualche riga fa.
"Childish" e "You Have Allayed My Pain" non sono per me all'altezza delle tracce precedentemente ascoltate: la prima ha un debito verso il crossover americano notevole e per quanto cerchi di ottenere l'impatto sull'ascoltatore, non riesce a decollare; la seconda alterna stacchi ska a parti nu- metal. Mi sento personalmente di dire che tale abbinamento sia veramente poco riuscito.
Veniamo adesso ad un pezzo molto interessante: "Ite Nos Lassat Su Fogu". Come precedentemente accennavo il tema trattato nella canzone è quello degli incendi colposi che, ogni anno, colpiscono la Sardegna segnando notevolmente il territorio. Molto significativo il far precedere il pezzo da una traccia molto breve "Tg" in cui per l'appunto si possono ascoltare spezzoni di notizie date al telegiornale riguardo al tema sopra citato. Musicalmente il brano, pur avendo una struttura canonica, si distingue per avere al suo interno sonorità proprie della tradizione musicale sarda. Il testo, che ha il ritornello in dialetto, è molto chiaro e diretto e riesce a trasmettere la rabbia dei sette musicisti.
"Outcast", dagli stacchetti estrosi alla Beastie Boys, e l'insipida "Suicide" aprono la strada verso "L'Ultima Cena". Il pezzo si distingue per un testo underground molto simile per l'incedere delle continue domande e per il tema trattato (il tradimento della fiducia, la falsità delle persone) ai testi di "Scienza Doppia H" dei Colle Der Fomento.
Dopo la traccia live registrata nel 2003 "Di Chi Mi Fido" vi è la traccia fantasma in cui uno dei cantanti si cimenta in un monologo tragicomico.
Nel complesso "Terapia" è un buon lavoro, soprattutto alla luce del fatto che è un album di debutto. Vi sono alcuni accorgimenti di cui gli Skasico dovrebbero però prendere atto: indubbiamente un lavoro ai limiti della capienza di un supporto CD ha il suo impatto sull'ascoltatore, dato che concretizza in termini quantitativi l'impegno che il gruppo in questione ha speso per creare un prodotto quanto più articolato possibile. Di controparte però vi è il fatto che spesso poche tracce di bassa qualità riescono a contaminare ciò che di buono e di gradevole presenta l'album.
(Mr. X - Gennaio 2005)

Voto: 7


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