SKALDIC CURSE
Contagious Psychic Misery
Etichetta: Forgotten Wisdom Prod.
Anno: 2004
Durata: 25 min
Genere: black metal
E' proprio strano che una cassetta del genere sia in giro sin dal 2004,
ma che il nome degli Skaldic Curse sia ancora relegato all'underground
più oscuro. Ascoltando "Contagious Psychic Misery", musicassetta
contenente quattro canzoni per un totale di venticinque minuti circa
(la copia promozionale è su CDr), non posso fare a meno di chiedermi
come mai così poca gente abbia incensato un simile gioiellino. E dire
che, se fosse un'uscita datata 2006, avrei scritto che la Forgotten
Wisdom ha fatto il colpaccio! Invece "Contagious Psychic Misery" mi è
stata recapitata assieme ad altre pubblicazioni dell'etichetta
francese, un nome tra i tanti. Ma questa cassettina, racchiusa in una
copertina molto black-style, con un'individuo incappucciato seduto in
una canoa, è una vera e propria chicca, rara e preziosa come si può
trovare solo nell'underground!
Gli Skaldic Curse sono inglesi, si sono formati nel 2001 ed hanno
pubblicato due demo ("Funereal Eclipse" - 2002 e "Hated By Matter
Itself" - 2003) prima di questa cassettina/EP. Un full-length è atteso
per l'anno in corso: dovrebbe intitolarsi "Pathogen" ed uscire sempre
per la Forgotten Wisdom.
Non ci sono molte notizie relative alla storia della band. La
formazione vede Woundz alla voce, Astynax alla chitarra, Monolith al
basso e Theutus alla batteria. In occasione delle registrazioni di
"Contagious Psychic Misery", risalenti al dicembre del 2003, si sono
avvalsi della collaborazione della chitarra ritmica di UX.
La cassetta è aperta dalla title-track. Si tratta di una canzone
black bellissima! Davvero, mi ha colpito sin dal primo ascolto, e
l'impressione non è mutata con gli ascolti successivi! Il primo riff,
malato, ricorda da vicino i DarkThrone dei bei tempi, pur proposto
secondo l'ottica degli Skaldic Curse. La canzone si sviluppa a seguire
attraverso successioni armoniche di assoluto valore, che comunicano
sensazioni stranianti. La batteria mantiene un ritmo forsennato, e
sotto le chitarre si sente il pulsare convulso e vivace del basso. La
voce del cantante è un digrigno tipicamente black, che potrebbe
ricordare lo stile di vocals dei primi Immortal. A metà la canzone si
impantana in un rallentamento, dal quale presto si libera dopo una
sezione molto oscura, scandita dalle rullate marziali della batteria.
La tensione comunicata è fortissima, penetra nei nervi
dell'ascoltatore, ne tortura la mente. Le vocals diventano sempre più
rabbiose, ritorna il riff iniziale, e la traccia si avvia verso la sua
fine tra successioni armoniche dissonanti e perverse. La canzone
termina su un ritmo più rallentato, sfumando.
Questa sì che è una title-track azzeccata! "Contagious Psychic Misery" è un brano bellissimo, da ascoltare in continuazione!
"Scars" affascina per la sua apertura tra successioni armoniche
originali e vocalizzi puliti. La traccia prosegue su territori più
classicamente black metal, pur non rinunciando a sfoggiare la sua
creatività. La canzone è un continuo succedersi di idee, accostate con
tale naturalezza da dare nuova linfa ad un genere musicale così saturo
di proposte musicali simili. Questa canzone esprime un forte senso di
malinconia, di tristezza, che spesso viene sostituite da astio,
soprattutto quando i passaggi si incattiviscono. "Scars" è un'altra
prova dello spiccato talento di questi inglesi.
"Hatred By Matter Itself" è, apparentemente, una delle prove più
propriamente black del lotto. Ma come non apprezzare le dissonanze,
l'originalità di alcuni passaggi, le devastazioni darkthroniane dei
momenti più tradizionali, le melodie inserite a tradimento, quando meno
le si aspetta? Insomma, seppur inferiore ai due brani precedenti,
"Hatred By Matter Itself" rimane un episodio di tutto rispetto. Inoltre
l'esecuzione è molto sentita e rabbiosa!
"The Undying" è introdotta da una sezione melodica, non molto
spedita, alla quale segue un breve intervallo quasi dark, con solo
basso e chitarra arpeggiata in evidenza. Tornano le vocals pulite, in
distanza, mentre la traccia prosegue nella sua ricerca melodica. Presto
però il riproporsi delle dissonanze cancella a poco a poco la
tranquillità. La canzone muta direzione: successioni armoniche distese,
alternate a riff cattivi, su un blastbeat incessante. A seguire,
variazioni di tema e di ritmo. In pratica, il brano tende ad assestarsi
su ritmiche lente, mettendo in luce l'attenzione degli Skaldic Curse
per gli arrangiamenti, mai abbozzati. Una canzone veramente
emozionante, che chiude alla perfezione questa cassetta ammirevole.
"Contagious Psychic Misery" continua a piacermi dopo ogni ascolto.
Nella musica degli Skaldic Curse ho trovato un giusto equilibrio tra
originalità, ricercatezza ed il giusto impatto. Le composizioni non
sono semplici, ma nemmeno difficilissime, o prolisse, o
intellettualoidi. Sono equilibrate e praticamente perfette, salvo
quando il quartetto si adagia su facili richiami a gruppi più famosi.
E' comunque una cassetta degna di nota, da non farsi sfuggire. Il
mailorder dell'etichetta la vende a quattro euro. Un euro per canzone
ma, credetemi, li vale!
(Hellvis - Settembre 2006)
Voto: 8.5
Contatti:
Mail Skaldic Curse: skaldiccurse@hotmail.com
Sito Skaldic Curse: http://www.skaldiccurse.com/
Sito Forgotten Wisdom Prod.: http://www.forgottenwisdomprod.fr.st/