SIX OF A PERFECT PAIR
A Question Of Balance
Etichetta: Thorshammer
Anno: 1992
Durata: 57 min
Genere: Jazz / Fusion
In questo CD non troverete nemmeno una traccia di metal. "A Question Of Balance" è un disco fusion ed i Six Of A Perfect Pair sono una band di jazzisti. Questo nome non sarà nuovo per chi ha letto la mia recensione di "Heimsuchung" dei Thorshammer. Le due band infatti sono formate dagli stessi musicisti. Eppure, i loro universi musicali sono diversissimi. I Six Of A Perfect Pair non possono nemmeno essere considerati come una prima incarnazione dei Thorshammer. Le due band sono indipendenti. Semplicemente, ogni gruppo permette ai musicisti di esprimere le proprie emozioni attraverso un linguaggio musicale differente.
I Six Of A Perfect Pair sono Torsten Uhlmann (chitarre elettrica e acustica, violino), Denis Stilke (batteria, percussioni), Gersom Herold (tastiere, piano), Soren Linke (tromba, flicorno, tuba) e Serge Radke (basso elettrico e acustico, tuba, percussioni).
"A Question Of Balance" non è un disco nuovo. E' datato 1992. Si tratta di un lavoro esclusivamente strumentale, atto a soddisfare le brame jazzistiche dei musicisti. Spesso il jazz della band acquista tinte fusion in virtù delle chitarre elettriche e di ritmi vagamente rock. Naturalmente e soprattutto, è l'attitudine mutevole dei Six Of A Perfect Pair a far assumere i diversi connotati alla loro musica.
Il disco è diviso in tre parti, ognuna delle quali ha la sua introduzione.
La prima parte inizia con "High Noon", brano molto interessante. La poliritmia è resa in maniera abbordabile dalla buona prova d'insieme della band. Il tema è svolto dai glissati della tromba sopra le lunghe note distese della tastiera. "High Noon" ha un'atmosfera inquieta data dai tocchi convulsi della chitarra.
La cupa "Nebraska" è la traccia successiva. Lontana da qualunque compromesso è caratterizzata da radi tocchi sulle corde. Gli echi delle note colmano le lunghe pause. La sensazione di vuoto, di solitudine è schiacciante. Improvvisamente la musica si ravviva. Sembra che la monotonia dei grandi campi di mais dello stato americano sia interrotta dal comparire di un villaggio. Ha la natura di una suggestione, sebbene forte ed evidente (si noti il suono potente della tromba). Il villaggio presto sparisce, facendo ripiombare il nostro sguardo sui campi di grano. Una visione fugace, dal finestrino di un auto lanciata a tutta velocità...
Meno felice è la successiva "Nitroglyzerin", molto retrò. Riporta alla mente i vecchi film hard boiled. Impressione rafforzata dall'uso della sordina per la tromba. L'unico elemento estraneo sono le solite lunghe note dell'organo che però non impedisce al brano di essere banale ed evitabile.
"Sundalsora" è cantabile, dotata di una buona melodia suonata dal flicorno. L'andatura pigra, a tratti semplice e leggera, è figlia di un'ispirazione lounge. Peccato che il brano si evolva su sentieri un po' discutibili: non so quanto sia apprezzabile la scelta sonora delle tastiere (questo suono tipo marimba non ci sta proprio bene!) o l'inflessione bluesy in alcuni passaggi dell'assolo di chitarra.
"Line Work" continua ad utilizzare la chitarra elettrica come il brano precedente. E' una traccia piuttosto vigorosa, dotata di un ottimo lavoro di tromba.
"A Lonely Part" è un brano molto atmosferico, malinconico e a tratti quasi sensuale. Tromba e chitarra suonano il tema in maniera contrita, il ritmo è tenuto da leggere percussioni. L'assolo di Torsten Uhlmann è finalmente buono, melodico ed ispiratissimo.
La seconda parte di "A Question Of Balance" è aperta dalla movimentata "Subway". Memore delle colonne sonore dei vecchi telefilm polizieschi, mescola questa sua matrice con un ritmo classicamente rock. Anche l'assolo di chitarra è più rock che jazz. Questo è l'unico brano in cui compare una voce. Il parlato è ad opera di Jorg Gehl.
"Walz For 4" è un brano jazz. Come per "Nitroglyzerin", anche in questo caso lo sguardo è rivolto al passato. Nel suo pacato svolgimento, la tromba di Soren Linke si esibisce in un assolo talentuoso, sebbene mai virtuoso. I Six Of A Perfect Pair pare non conoscano il significato di virtuosismo, sebbene le loro qualità tecniche siano innegabili. Gliene siamo grati.
"Vamp" è una traccia inquietante. Dotato di una sensualità malata, è ricco di suggestioni oscure. Questo non significa che "Vamp" sia lenta o che segua i classici cliché da colonna sonora di film dell'orrore. E' un classico brano fusion arricchito da bizzarri effetti sonori.
Eccoci alla terza ed ultima parte del disco. "Galeere" inizia in maniera rilassata, con le note ambient della tastiera. Suggestioni orientali si uniscono a suoni liquidi. Nel finale tutta la band aumenta il volume concludendo la traccia con un grandissimo lavoro al basso di Serge Radke.
Torsten Uhlmann interpreta l'interessante "Stowaway". Il chitarrista infatti le prova tutte, tra slide ed armonici a profusione. L'unico brano solista dell'intero CD.
"Katzengold" è la traccia più potente. Il ritmo è funky, la band è al gran completo e ci da dentro di brutto. La chitarra elettrica è qui distorta in maniera più violenta che mai e Denis Stilke picchia veramente forte sulle pelli. Nel finale il ritmo accelera fino a un delirio free.
"A Question Of Balance" è un disco apprezzabile anche se, a onor del vero, non è che sia proprio jazz di prima qualità. Il punto è che il suono della band è freddo. La musica è discreta, ispirata ma è priva del feeling che fa "vivere" il disco all'ascoltatore. So che i Six Of A Perfect Pair hanno fatto uscire per la Thorshammer un altro CD a titolo "Balance" nel 1999. I brani sono più o meno gli stessi di questo. La speranza è che qualche illuminazione gli abbia insegnato a "sentire" il jazz, non solo a suonarlo.
Per i lettori di Shapeless, questo non è un disco metal. Se andate nel sito della Thorshammer potrete scaricarvi gli mp3 per farvi un'idea. Assolutamente da ascoltare prima del suo acquisto. Se non amate il jazz, statene alla larga.
(Hellvis - Maggio 2003)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Thorshammer: info@thorshammer.de
Sito Thorshammer: http://www.thorshammer.de/