SIX DEGREES OF SEPARATION
Triotus, Tricephalus And Tribadism
Etichetta: Élysion Records
Anno: 2005
Durata: 59 min
Genere: heavy metal
Non è facile definire una band come i Six Degrees Of Separation.
Francamente il loro CD è molto buono, ma non mi convince fino in fondo.
Non so perché, comunque la recensione è un po' combattuta tra
l'interessante ed il già sentito: cosa questa che tanti gruppi
ultimamente sembrano comunicarmi. Sarà perché ormai sono quasi
diciassette anni che ascolto metal (porca t***a... diciassette anni!!!)
e ne ho già sentite parecchie di cotte e di crude. Rimasi sconvolto con
il thrash dei Metallica degli esordi, così come rabbrividii alla morte
(apparente) del metal con il grunge. Ho abbracciato la fede del power
per poi rinnegarla per qualcosa che sembrava "Nu", e surclassava il
power thrash americano dei Pantera mai dimenticato dal sottoscritto.
Insomma non che la band frulli tutti questi generi, ma parecchi spunti
di svariati stili (a parte il grunge!) saltano fuori: voci prima
filtrate, poi pulite, fino ad arrivare al timbro cavernoso-melodico del
mitico Peavy (Rage rulez!!!) che personalmente adoro; chitarroni
ribassati che a volte suonato Nu, altre thrash e altre swedish death
metal, per non parlare della moltitudine di tempi tirati o meno che
fanno il bello o il cattivo tempo.
Chiariamo subito che il CD è super-prodotto, e grazie a cio' la
proposta (per quanto eterogenea) è valorizzata al massimo, anche se la
l'efficacia a volte tenda a venir meno!
La prima bordata ci è data dalla potentissima "Shade Of Triotus"
che, come dicevo, mischia in parte Sentenced/Rage ed In Flames,
ovviamente in piccole dosi per ciascun gruppo. Il mix è ben congeniato
e funziona bene. Le parti heavy rock si fondono a tempi tirati ma
sempre infarciti di melodie, fino a passare ad accordi diminuiti che
incupiscono ed anneriscono i toni gioiosi delle armonizzazioni.
Indubbiamente uno dei migliori episodi del CD.
La seguente "Masterpiece Of Pain" sembra la seconda parte della
canzone precedente: troppo simile, sia per struttura sia per la
successione di screaming/clean del cantante, e francamente non capisco
la scelta di accostarle.
"Insanity", mi dispiace ammetterelo, ma rovina in parte quanto
costruito finora: la canzone è basata su un fastidiosissimo tempo black
(blastbeat), che alterna un ritornello piatto e inutile con tanto di
doppia cassa ad una voce semi pulita che crea una contrapposizione
stridente con le tonalità gutturali sfruttate per la strofa. Carina,
niente di più, la parte "mid-tempata" centrale che porta
successivamente la canzone su toni più rilassati. Assolo finale
pregevole!
"So Bitter, So Wrong", dall'intro acustico/dark, sfocia in un
refrain molto orecchiabile, stile In Flames/Soilwork degli ultimi
periodi; qui si abbandona la matrice thrash per
dedicarsi a tempi più cadenzati e moderni, con accordi aperti.
Sacrificare i classici riff taglienti thrash, per dedicarsi ad accordi
e musichette è molto "cool" in questi anni, e giustamente anche le "new
sensations" provano a giocare la loro carta. Ma la domanda è sempre la
stessa: "Ci siete o ci fate?"
Le successive "This Night Is Mine" e "Light Hates Me", riprendono il
discorso iniziale, ovvero ritornano ad essere le solite canzoni che
sanno di poco, insipide oserei dire, ma sempre con delle ottime linee
vocali interpretate magistralmente dal bassista/cantante. Spiccano
spesso e volentieri le linee di chitarra, che scrivono partiture già
sentite ma pur sempre suonate bene.
"Evening Star" tende al dark/gothic, ed in fondo cambiare un po'
il "tiro" delle canzoni, a questo punto del CD, non può fare che bene.
L'atmosfera si appesantisce e la noia tende a prendere il sopravvento
vista l'incedere monolitico del brano. La canzone in questione, pur
mantenendosi in perfetta omogeneità con le precedenti, ha almeno il
pregio di alternare parti
soft a sfuriate metalliche. Non so se conosciate i Morgana Lefay: beh, in questo pezzo mi sono venuti in mente loro.
"Separated", con il suo incidere power, ci lascia ancora titubanti
sull'identità della proposta musicale del gruppo. Una personalità
comunque ce l'hanno, senza dubbio, e riescono spesso a rendere molto
personali le loro varie influenze power-thrash-swedish, creando un
sound personale.
Il CD, tra alti e bassi ("From Twilight To Dusk", "Bound" e
"Lonesome"), giunge al termine lasciando all'ascoltatore, purtroppo,
l'amaro in bocca. Posso tranquillamente affermare che il gruppo mi sia
piaciuto e di aver ascoltato svariate volte il loro lavoro, ma in tutta
onestà posso ammettere che non lo riascolterò per molto tempo. Non
perché sia un lavoro scadente o altro: il fatto è che, dopo l'ora di
ascolto, si fatica a trovare un ritornello o un riff che spinga
l'ascoltatore a premere nuovamente il tasto "play". Se poi aggiungiamo
il fatto che le canzoni sono abbastanza lunghette e non troppo
immediate, è lecito affermare che ci troviamo di fronte ad un CD
suonato e prodotto bene, con le idee buone ma forse un po' troppo
confuse. Migliorare è d'obbligo, soprattutto se si vuole veramente
diventare qualcuno.
(Hellcat - Gennaio 2006)
Voto: 7
Contatti:
Mail Six Degrees Of Separation: sixdegrees@triotus.com
Sito Six Degress Of Separation: http://www.triotus.com/
Sito Élysion Records: http://www.elysion.cz/