SIX DEGREES OF SEPARATION
Moon 2002: Nocturnal Breed
Etichetta: Elysion Music
Anno: 2002
Durata: 49 min
Genere: Progressive Gothic Metal
Quando arriva un CD da recensire, la prima cosa che faccio è, ancor prima
di ascoltare il contenuto, esaminare copertina, libretto e biografia,
cercando di immaginare cosa devo aspettarmi.
Quindi nel caso dei cecoslovacchi SDOS abbiamo in ordine: copertina dalle
tinte oscure con creature malvagie in minacciosa avanzata, e biografia che
etichetta il gruppo come una doom metal band, sottolineando la bellezza dei
duetti tra Radek e Magdalena.
Il mio primo pensiero è andato verso quelle miriadi di gruppi
"romantic/gothic/doom" che dalla seconda metà degli anni '90, inseguendo il
successo dei Theatre Of Tragedy, hanno inflazionato la scena, con il
conseguente collasso.
Niente di più sbagliato, l'esordio di questi quattro ragazzi si è rivelato
come una vera bomba, ammetto che ho trovato delle difficoltà nel doverli
accostare ad altri gruppi o solamente classificarli, perché la buona dose di
originalità e la spiccata personalità in parte non me l'hanno permesso.
Basta ascoltare la seconda traccia "Prayer" (la prima è un intro) e sarete
d'accordo con me, di doom, come indicava la bio, nemmeno l'ombra, al
contrario, l'energia che ne scaturisce è incredibile. Potrebbe essere una
sorta di oscuro progressive, ma senza risultare troppo complesso nella
struttura; potrebbe essere gothic, vista l'oscura malinconia, a volte
angosciante, che riesce a trasmetterti la voce di Radek (come dicevo prima
affiancato in diverse occasioni dalla brava Magdalena, che penso non sia
nel gruppo in pianta stabile). Però anche qua non basta solo questa
definizione, viste le numerose sfumature e la vitalità che ritroviamo e che
non sempre il gothic possiede.
Ma allora cosa suonano? Gli unici due gruppi che sono riuscito ad
accostargli sono gli Amorphis di "Elegy" (più che altro per la voce, che in
più parti ricorda quella di Pasi Koskinen, così come certe melodie, per
esempio in "The Whisperer"), ed agli Evergrey più progressivi di "In Search Of
Truth", capaci di fondere progressive e gothic senza risultare banali.
La classica ciliegina sulla torta è poi la produzione, veramente ottima, con
un'equilibratura dei suoni che in un gruppo emergente spesso latita, e per
di più sono prodotti da un'etichetta underground, quindi la cosa assume
ancora più valore.
La mia speranza è che il gruppo riesca ad imporsi, o almeno che stuzzichi
l'appetito di qualche etichetta di maggior prestigio che in futuro possa
appoggiare il gruppo, in modo che il lavoro sino ad ora svolto non sia vano.
Il voto che vedete qua sotto potrebbe essere anche di mezzo punto in più,
ma i voti più alti li conservo per le prossime uscite del gruppo, che, data
la voglia di fare e osare, scommetto riusciranno ad essere ancora più
grandi di questo.
(carma1977 - Ottobre 2002)
Voto: 8.5
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