SINOATH
Still In The Grey Dying
(MCD)
Etichetta: Nosferatu Records
Anno: 1995
Durata: 24 min
Genere: Doom/Death atmosferico
Nel lontano 1995 avevo letto una recensione estremamente positiva di questo MCD e mi era rimasta in mente la copertina (raffigurante un volto urlante e sofferente che compare dalla corteccia di un albero spoglio); così, quando 7 anni dopo l'ho rivisto nello scaffale dell'usato di un negozio, ho deciso di comprarlo, fidandomi di quel giudizio. Devo dire che non mi è andata così male.
Premetto che non so praticamente nulla della storia di questo gruppo catanese, salvo il fatto che prima aveva registrato un demo nel 1991 intitolato "Forged In Blood". La formazione è la seguente: Rob M. (chitarre e tastiere), Seby M. (basso), Dario C. (batteria) e Andrea Z. (voce). "Still In The Grey Dying" è stato pubblicato nel lontano 1993 come demo, e ristampato due anni dopo su MCD dalla Nosferatu Records. Sono solo 3 le canzoni presenti, tutte molto lunghe (sopra i 7 minuti di durata).
Il genere suonato dalla band è molto particolare e atipico, catalogabile forse come un Doom/Death atmosferico molto lento e cupo, mentre la voce potrebbe essere considerata Black quando raggiunge le tonalità più aggressive. Difficile fare paragoni con altri gruppi, visto che le tre canzoni sono piuttosto originali.
L'inizio dell'opener "Forefather Of Human Faults" è a dir poco ammaliante, con arpeggi, tastiere evocative, una batteria cadenzata e la voce sussurrata di Andrea. Il pezzo prosegue appena più veloce, con una voce più aggressiva e un po' rauca. Questa, unita a riff lenti, assoli malinconici e tastiere oscure, conferisce alla canzone un'atmosfera davvero depressiva e sconfortante. La struttura di questo brano è tutt'altro che lineare: il maggior pregio sta negli squisiti arrangiamenti, sempre molto ispirati, tanto che, a mio avviso, questo è il miglior episodio dei tre.
Si prosegue con la strumentale "The Raising Stillness", preceduta da un'intro di tastiere. Le ritmiche iniziali, molto spezzettate, lasciano spazio a vocalizzi e lamenti, ai quali si sovrappone uno splendido giro di chitarra. Troviamo anche qui numerosi cambi, arrangiamenti azzeccati e buoni assoli, per nulla superflui, che anzi si amalgamano perfettamente con l'atmosfera del pezzo. Brutta, a parer mio, è invece l'accelerazione, ovviamente contenuta, presente nel finale, che proprio non c'entra nulla col resto del pezzo.
La conclusiva "Sinoath" si snoda su ritmiche abbastanza veloci, tenuto conto dei canoni della band. E' la traccia più violenta, con un cantato più urlato, ma non per questo la meglio riuscita. La canzone inizia a piacere quando sopraggiunge un break atmosferico, seguito da lenti fraseggi di chitarra, davvero ben suonati. Nuovamente la band preme sull'acceleratore, per poi assestarsi su mid tempo impreziositi da uno splendido assolo, mentre il finale è fatto di sole tastiere.
Il disco in questione non fa di certo gridare al miracolo, ma va comunque segnalato che alcuni frangenti sono davvero magnifici, specie le linee di chitarra solista, a testimonianza del talento di questi musicisti. Certi passaggi ci mostrano una band ancora immatura, ma questo è abbastanza ovvio, trattandosi di un demo. Le canzoni non sempre sono di facile ascolto, tenuto anche conto della loro durata. La band dà il meglio di sé nelle parti più lente ed atmosferiche, dove dimostra anche una spiccata personalità, specialmente negli arrangiamenti, quasi sempre di ottima fattura.
Registrato in soli tre giorni, questo "Still In The Grey Dying" gode di una discreta produzione, visto che, almeno, tutti gli strumenti sono ben distinguibili. I suoni non sono certo il massimo, ma da un prodotto italiano di 10 anni fa non ci si può aspettare molto di più.
Il libretto è abbastanza scarno: due pagine con i titoli delle canzoni e i ringraziamenti, senza foto e testi.
Dubito che questo MCD si trovi ancora da qualche parte, ma se vi capiterà tra le mani, dateci un ascolto: senza dubbio lo merita.
(BRN - Agosto 2003)
Voto: 7.5
Per me questo è un buon lavoro, con qualche parte un po' moscia, ed altre parti più coinvolgenti. Non è certo un MCD da cercare con ansia, ma se vi capita a pochi euro fateci un pensierino. Parlando dei Sinoath però vi consiglio vivamente l'album "Research", molto più maturo e più bello di questo "Still In The Grey Dying", oltre che diverso come stile.
(teonzo - Agosto 2003)
Voto: 7