SILVERLANE
My Inner Demon
Etichetta: Drakkar Records
Anno: 2009
Durata: 49 min
Genere: power metal
Capita spesso di rendersi conto, ascoltando un album e conoscendo la
sua storia, di come un prodotto sia o meno costruito a tavolino. A
volte si vede lontano un miglio che il progetto tal dei tali è stato
messo in piedi per sfruttare il nome famoso di un musicista, oppure per
cavalcare la moda del momento o, semplicemente, per avere il controllo
totale del prodotto finale da parte della casa discografica. Altre
volte, invece, è tutto più spontaneo e naturale, come nel caso dei
tedeschi Silverlane, che debuttano quest'anno con la Drakkar Records.
La storia è questa: c'è un giovanissimo batterista, Simon Michael, che
fonda una band assieme a suo fratello Chris Alexander alla chitarra,
sua sorella Dodo alle tastiere e un compagno di scuola al basso, Daniel
Saffer. La band si chiama Silverlane e questi ragazzi ci danno dentro
per scrivere un primo album, "Legends Of Safar", stampato in mille
copie e venduto a mano come una totale autoproduzione. Succede, però,
che Simon si ritrova a fare un provino e diventa il nuovo batterista
dei Subway To Sally nel 2005 e così la storia dei Silverlane sembra
finita; invece il batterista continua a lavorare con la sua vecchia
band, si aggiungono Uli Holzermer alla seconda chitarra e un cantante
molto bravo, Ecki Singer, e finalmente dopo quattro anni arriva il
secondo album, "My Inner Demon", pubblicato come si conviene da
un'etichetta che ha già una discreta esperienza come la Drakkar
Records.
Lo stile del gruppo, poi, non ha niente a che vedere con i Subway To
Sally, ma si sposta invece su quelle tipiche coordinate power che
caratterizzano gruppi come Freedom Call, vecchi Edguy, Avantasia, fino
ai Masterplan di Roland Grapow. Nessuna pretesa di rinnovare un genere,
quindi, ma semplicemente il gusto di suonare con passione sulla scia
dei maestri ispiratori. Il risultato finale, lo ammetto, non è di
quelli che ti fanno saltare sulla sedia dall'entusiasmo, ma resta
comunque un piacevole esempio di power metal ben suonato, frizzante e
sincero, oltretutto non appesantito dalle solite mega-produzioni
plasticose che rendono molti album power tutti uguali.
Abbiamo, quindi, una manciata di brani di buona fattura che vanno
dall'iniziale "Wings Of Eternity", un classico treno di puro power
metal con doppia cassa in prima linea, tipico esempio dell'anima più
veloce del gruppo; oppure ci troviamo davanti ad un buon numero di
mid-tempo, più cadenzati ed epici, come "Miracle", ben supportata dalle
tastiere di Dodo, "The Flight Of Icarus" (niente a che vedere col brano
dei Maiden), o la title track, un brano più cupo con riff potenti e
trascinanti. Sullo stesso stile c'è la pregevole "Kingdom Of Sand",
giocata su atmosfere arabe tipo "Babylon" degli Stratovarius.
Naturalmente non possono mancare i momenti più malinconici e lenti,
come "Tears Of Pain", classica power ballad alla HammerFall. Molto
buono, infine, l'apporto della tastierista, che intervalla le
composizioni con alcuni momenti sinfonici ("In The Desert", "Serenade
Of Winds") e si ritaglia un intero brano, "Slowly", in cui da sola
accompagna il cantato di Ecki.
Come vedete non c'è niente che non si sia già sentito e di cui non
abbiamo già parlato per decine di altre band, ma resta un fatto
oggettivo che nell'ultimo periodo sono più numerosi i gruppi legati a
questo stile musicale che non inventano niente ma che fanno bene il
loro dovere. Se, quindi, vi accontentate di un buon album power metal,
composto e suonato con gusto, mai pacchiano e melodico al punto giusto,
allora date pure una chance a questi Silverlane e teniamoli d'occhio in
attesa di quel passo avanti che potrebbe arrivare con il prossimo
disco.
(Danny Boodman - Marzo 2009)
Voto: 7
Contatti:
Mail Silverlane: management@silverlane.org
Sito Silverlane: http://www.silverlane.org/
Sito Drakkar Records: http://www.drakkar.de/