SILVA NIGRA
Epocha

Etichetta: Ravenheart / Ashen Productions
Anno: 2007
Durata: 46 min
Genere: black metal


I Silva Nigra sono uno dei tanti gruppi culto che costellano il firmamento del black metal ortodosso. La loro storia ha inizio nel 1996, in Repubblica Ceca. Una lunga gavetta li ha portati a pubblicare il primo demo solo nel 2001 ("Armageddon"). Da lì in poi la strada è stata in discesa, ed ecco che il 2002 ha visto l'uscita di uno split prima ("Symbol of Hate (1.4.2002 - The Church of St. Katerina)/Deamonis") e dell'album d'esordio poi ("Chlad Noci"). Nel 2003 è stata la volta del full-length "Symbol Nenávisti" e dell'EP "Unholy Black Metal".
"Cerný Kult", del 2005, ha riscosso un discreto successo nell'ambiente, mostrando i miglioramenti di un gruppo comunque fedele alla proprie origini.
Ed eccoci giunti quindi all'oggetto di questa recensione, "Epocha". Copertina e libretto, in rigoroso bianco e nero, sono di ottima fattura. Beh, forse il retro non è il massimo (l'autore è il cantante), però il resto è abbastanza godibile. Il libretto è composto da dodici facciate, contenenti informazioni, i testi e le foto dei membri del gruppo.
La band è costituita da Ulvberth (voce), Skullthrone e Ska-Gul (chitarre), Hellthrone (basso) e Pestkrist (batteria).
L'introduzione è affidata al progetto ambient-industrial svedese Object 4. Del medesimo autore sono l'intermezzo e l'outro. Viene ricreata un'atmosfera molto oscura ed artificiale, implacabile ed ossessiva.
I Silva Nigra salgono quindi in cattedra con "Tok". La qualità di registrazione è ideale per il genere proposto: gelida, distaccata, lievemente retrò. Manca un po' di profondità nel suono, ma complessivamente lo studio Digaz ha svolto un buon lavoro. Si può comunque star certi che il gruppo non faccia certo uso di ritocchi, o che si nasconda dietro ad una cattiva produzione per mitigare i difetti. No, i Silva Nigra sanno suonare, e si sente! Ovviamente la struttura delle canzoni ed il rifferama sono abbastanza semplici e lineari, così come l'arrangiamento. Così vuole la tradizione del black metal di vecchia scuola. Però i cechi ci mettono del loro, anche rispetto a quanto proposto dagli stessi in passato, strizzando l'occhio al thrash di tanto in tanto. Questo più che altro dal punto di vista dei riff, più che della ritmica. Il ritmo alterna cavalcate black al classico blastbeat, con batteria e basso a dosare con criterio potenza ed istinto. Le urla di Ulvberth ricalcano lo standard del genere, esprimendo la propria rabbia in ceco. La cadenza particolare della lingua slava sembra aggiungere cattiveria al tutto.
Eh sì, i testi sono in ceco, ma nel libretto sono riportati con la traduzione inglese a fianco. Infatti i testi sono molto importanti per i Silva Nigra, distanti anni luce dalle solite banalità o dai temi triti e ritriti della stragrande maggioranza delle band. Le immagini evocate sono ovviamente oscure e negative, ma i riferimenti alla filosofia, all'essere umano, con spruzzate di realismo fantastico e poesia, pongono questo gruppo a un livello superiore, per quanto riguarda l'aspetto lirico.
"Legenda", aperta da pianti e mugolii, parte come un normale brano black, costituito da successioni armoniche basilari anzichè da riff veri e propri. La chitarra solista crea micromelodie cariche di tristezza. Al modo dei cantastorie, ci viene raccontata una leggenda (appunto) che parla di magia ed ere lontane. Molto tradizionale, questa traccia può far la felicità dei fan del black metal ortodosso per la sue melodie memorabili, semplici ma efficaci. L'esecuzione è sicura; l'attitudine è quella giusta. Poi "Legenda" rallenta, ma mantiene una certa verve grazie ad un indomito spirito epico. Il crescendo e la ripresa finale chiudono la traccia nel migliore dei modi.
"No Památku Vêcí Ztracených" continua in questa riproposizione dei classici clichè del black, con la personalità tipica della band ceca. Buono comunque l'uso delle dissonanze, e notevole la sicurezza esecutiva di Hellthrone: il suo basso contribuisce al suono d'assieme, e non ha un ruolo marginale come ahimè avviene in altri gruppi black. Melodia ed aggressività, apparente complicità ma continuo distacco vanno a braccetto nelle composizioni dei Silva Nigra. Forse non si tratta di un gruppo talentuosissimo, ma suonano il black con sicurezza e competenza, e con una serietà e maturità non comuni.
In "Neodpustil" ritornano a galla gli elementi thrash, o thrasheggianti. Naturalmente, questi sono solo parte di una composizione nera come la pece, ma sicuramente più intrigante rispetto alle due traccie precedenti. Anche l'interpretazione del cantante è più oscura. C'è spazio per la melodia, però che intensità in questa canzone! Quando il cantante sbraita nel finale (traduco dall'originale): "Le mura di questa casa ricordano un omicidio!!! Le mura di questa casa hanno visto un omicidio!!!", i brividi sono assicurati! Malvagia.
L'interludio divide il CD in due, nell'ideale lato A e lato B, eheh!
Ecco ora la title-track. Puro black metal fedele alla linea, però con una personalità più spiccata di altre traccie, tipo "Legenda" o la seguente. Molto potente, e arrabbiata. Cos'altro scrivere? Beh, è la classica canzone da ascoltare, e non da descrivere. In fondo ripete le medesime figure con insistenza, ed è proprio la passione che trasuda nell'interpretazione a dare la marcia in più.
Più nervosa e dalle influenze di nuovo thrasheggianti, "Citadela" fa da contraltare a "Epocha" ed il risultato è veramente buono. Più cerebrale la precedente, più isterica e violenta quest'altra. Mutevoli, i Silva Nigra ci presentano nel corso di questo CD una canzone diversa dall'altra (in questa c'è pure un assolo atonale!), sintomo di una creatività esuberante, imbrigliata però dal rispetto della tradizione.
Il testo di "Prostoupen Vyšši Formou Uvedomeni (Filozofie Akt. II)" inizia con queste parole: "Quasi morto, comincio a chiedermi / se questo coinvolgimento non fosse vano / e un altro vagabondare dell'anima, di una nuova vita / si potrebbe svegliare in un mondo ancora peggiore di prima". L'amarezza di queste parole è evidente nelle successioni armoniche prive di speranza. La malvagità passa in secondo piano, favorendo così l'affermarsi di sensazioni di rammarico. Piano piano, però, la grinta viene alla ribaltà, grazie a un riffing più vitale e ad un maggiore dinamismo ritmico.
"Matka Nemoc", l'ultima canzone vera e propria di "Epocha", ci riporta sui territori del black nudo e crudo. Buone le scelte melodiche, sempre azzeccate anche se mai veramente geniali. Ecco, l'unico limite dei Silva Nigra è proprio la mancanza di quel "qualcosa in più", che potrebbe garantirgli un posto tra i grandi del black odierno. La personalità c'è, l'abbiamo scritto. Così la tecnica e la creatività. Credo che sia proprio una questione di ideologia, di modo di interpretare la musica. L'adesione stretta ai canoni del black ortodosso limita la potenzialità espressiva di questi cechi, obbligandoli a rimanere chiusi in una nicchia. Per i loro fan questo è un bene, anzi, c'è da dire che con "Epocha" il gruppo abbia inserito delle novità nel proprio sound. E' chiaro che comunque questa band rimarrà sempre legata alla sua nicchia, sebbene possa considerarsi tra le più valide. Questione di scelta ovviamente, che non va sindacata. La poetica del gruppo trova espressione in determinati canoni sonori che non vanno traditi: il buon songwriting, gli ottimi testi, l'esecuzione sicura stanno a dimostrare che tutto ciò è frutto di una scelta consapevole, e non un ripiego per nascondere dei limiti.
L'outro chiude il CD in maniera quasi sognante, con dei suoni impalpabili, ben distanti dall'industrial ossessivo dell'introduzione.
"Epocha" è senza dubbio un buon album di black metal tradizionale. Le sorprese sono poche, lungo il corso del CD. Si avvertono, come ho scritto, tentazioni thrasheggianti ed una cura maggiore nel riffing vero e proprio.
"Epocha" rimane comunque un'uscita esclusiva per gli amanti del genere. I detrattori del black ortodosso non potranno che vomitare ingiurie su un gruppo che si esprime con stilemi ormai stanchi, ma è ovvio che questo CD non sia rivolto a loro.
Un disco solido, coerente e ben realizzato. Tutto sommato, da tenere in considerazione.
(Hellvis - Settembre 2007)

Voto: 7


Contatti:
Mail Silva Nigra: ulvberth@seznam.cz

Sito Ravenheart: http://www.ravenheart.mysteria.cz/

Sito Ashen Productions: http://www.ashenproductions.net/