SILENT STREAM OF GODLESS ELEGY
Iron

Etichetta: Leviathan Records
Anno: 1996
Durata: 44 min
Genere: folk/doom metal


I Silent Stream Of Godless Elegy hanno uno dei nomi più lunghi della storia della musica, e sono loro i primi ad usare l'abbreviazione SSOGE, quindi mi adeguo ben volentieri.
Dicevo, i SSOGE sono un gruppo della Repubblica Ceca, con le caratteristiche tipiche della scena di quel paese: fanno musica personale e legata alla propria terra di origine. Il resto del mondo dovrebbe imparare dalla Repubblica Ceca e dalla Slovacchia: questi due stati in totale hanno meno di 16 milioni di abitanti (vale a dire circa come Lombardia e Piemonte messi assieme), hanno un sacco di problemi economici (quindi gli strumenti musicali costano molto più che da noi in proporzione), e nonostante questo hanno un sacco di gruppi di grande qualità ed originali, mentre nel resto del mondo la gente fa a gare a scopiazzare gli altri. Tra queste decine di gruppi ci sono appunto i SSOGE, ed "Iron" è il loro album d'esordio. La line-up era composta da Petr Stanek (chitarra e voce), Filip Chudy (basso), Zuzana Zamazalova (violino e voce), Michal Hajda (batteria) e Radek Hajda (chitarra).
Lo stile è difficile da descrivere... a grandi linee è una specie di folk/doom metal, folk perché riprendono delle melodie folk anche grazie al violino, doom perché i tempi sono sempre lenti o medi, e le atmosfere sono cupe. Per immaginare come suonano i SSOGE non pensate a nessun gruppo folk che conoscete, e nemmeno a nessun gruppo doom, non ci sono gruppi che siano veramente simili a questo.
L'album comprende 12 canzoni, di cui una è un breve strumentale. Tutti i brani sono melodici e tristi. La melodia principale è suonata dal violino o da una chitarra, oppure da entrambe all'unisono. La seconda chitarra non fa delle ritmiche basilari (come è il caso di molti gruppi power sinfonici odierni), ma armonizza l'operato dell'altra chitarra. Non ci sono dei classici riff metal in questo "Iron", ogni riff ripete parte del tema della melodia portante di ogni canzone, quindi alla fine, a fare i pignoli, qui di metal c'è solo la distorsione e la voce. La batteria suona parti tranquille e non pestate, pur facendo cose semplici riesce ad essere sempre varia e a fare da buon complemento al lato melodico. Le voci usate sono due: il growl maschile, e la voce angelica femminile (questa è meno presente del growl).
La produzione di questo album è discreta e niente di più. I suoni sono ovattati, quelli delle chitarre in particolare. Anche la confezione è basilare, ma almeno il libretto comprende i testi (introspettivi e naturalisti).
Finora, escluso il lato strettamente materiale, ho parlato molto bene dei SSOGE e di questo album. Ma devo fare notare che non è di certo un capolavoro. Si sente che il gruppo è ancora acerbo ed agli inizi (dalle foto mi sa che nessuno era sopra ai 20 anni). Le melodie sono piuttosto semplici, ed anche gli arrangiamenti non sono nulla di clamoroso. Le influenze folk non sono ancora molto marcate, qui si parla di folk più per l'uso del violino che per le composizioni stesse. Però resta un album affascinante e che si lascia ascoltare per bene. Insomma, un inizio buono e promettente.
(teonzo - Maggio 2004)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito internet: http://www.ssoge.com/