SILENT STREAM OF GODLESS ELEGY
Behind The Shadows
Etichetta: Redblack
Anno: 1998
Durata: 51 min
Genere: folk/doom metal
"Behind The Shadows" è il secondo album dei cechi SSOGE, ed è anche il primo pubblicato per la Redblack. Primo sia per il gruppo che per l'etichetta. Questo è un dettaglio importante, perché la Redblack è di proprietà di Radek, chitarrista dei SSOGE, che si era quindi deciso a pubblicare da solo la musica del suo gruppo. Questa iniziativa aveva avuto un buon successo, ed in seguito la Redblack ha preso nelle sue fila un bel po' di gruppi personali e di qualità della scena del loro paese (Root, Cales e Forgotten Silence, tanto per fare qualche nome). La line-up era rimasta la stessa dell'esordio "Iron", con la sola aggiunta di Michal Sykora al violoncello. Alle registrazioni hanno contribuito vari ospiti provenienti da altri gruppi locali: Angel (percussioni, tamburello), Martin Roznovjak (improvvisazioni col flauto) e Blackie (chitarre, nonché produttore).
I cambiamenti della musica sono quelli che ci si potrebbe aspettare da un gruppo che registra il suo secondo album: ora hanno un controllo maggiore degli strumenti, e con l'esperienza hanno anche affinato le composizioni. Le basi sono le stesse di "Iron": quell'album aveva buone idee, ma erano espresse in maniera acerba. Ora siamo di fronte ad un gruppo veramente maturo. Anche stavolta la definizione "folk/doom metal" è solo di comodo. Gli elementi folk sono ben presenti, sia nelle melodie delle chitarre sia grazie all'apporto di violino, violoncello e flauto. Gli elementi doom sono dati dalla lentezza delle canzoni e dalle astmosfere cupe (a tratti quasi gothic) delle canzoni. Ma attenzione che il risultato finale è puro stile SSOGE, non assomiglia a nessun gruppo folk metal o a nessun gruppo doom.
L'album comprende 12 canzoni, di cui 2 sono strumentali (hanno dei vocalizzi femminili, ma niente testi); "Summoning Of The Muse" e "Cantara" sono delle cover dei Dead Can Dance (dall'album "Within The Realm Of A Dying Sun"). L'ultima "I Come And Stand At Every Door" (cover di James Waters) è segnata come bonus track sul CD ma non sul sito del gruppo, non ne conosco il motivo, probabilmente non era stata inclusa nella versione su cassetta.
Le canzoni del gruppo sono belle compatte, ci sono molte differenze tra di loro (specie tra le strumentali e quelle cantate), ma mantengono tutte uno spirito unitario. I ritmi, come detto sopra, sono spesso lenti, ed il ruolo principale è dato dai chiaroscuri di strumenti e voci. Stavolta chitarre e strumenti ad arco non suonano più melodie all'unisono, ma ognuno ha una sua parte ben precisa. Gli strumenti ad arco danno il tocco triste e malinconico, mentre le chitarre si lanciano in melodie solenni e pompose. Il cantato si alterna tra quello imponente e forzato maschile, e quello etereo e sognante femminile. Questi contrasti sono il punto forte dell'album, visto che sono bilanciati in maniera ottimale. Come dicevo prima all'interno di ogni canzone ci sono elementi diversi, ma proprio la maniera con cui sono usati rende questo lavoro compatto ed unico. Ai primi ascolti superficiali qualcuno potrebbe pensare che sia monotono, ma se lo si ascolta attentamente si notano degli arrangiamenti di gran classe.
La produzione è molto buona, è la classica produzione in stile Redblack: suoni naturali, non troppo grezzi e nemmeno troppo artificiali, proprio per dare quel tocco vivo alla musica. La confezione è strana, è in pratica il CD rosso del gruppo: rosso è l'artwork, e rossa è anche la custodia (plastica trasparente rossa per i due pezzi esterni, e plastica completamente rossa per il porta CD). La grafica è minimale ma d'effetto. Il libretto contiene tutti i testi, stampati su semplice carta bianca, sembra quasi un libretto di poesie. I testi trattano temi pagani, introspettivi e basati sul rapporto con la natura.
"Behind The Shadows" è il classico CD che cresce con gli ascolti. All'inizio sembra un album un po' pesante e ripetitivo, ma poi pian piano si dischiude e si fa apprezzare in pieno. Si tratta di un ottimo esempio di come si possano sposare la semplicità con la cura per gli arrangiamenti: un musicista in gamba è in grado di scrivere melodie semplici ma d'impatto, e di costruirci sopra una canzone personale e profonda. I SSOGE ci sono riusciti in pieno, questo per me è il loro album migliore pubblicato finora (ossia 3 in tutto). Se vi piacciono i gruppi con atmosfere oscure e che usano strumenti tradizionali, allora compratevi questo album, scoprirete un'altra gemma della Repubblica Ceca.
(teonzo - Luglio 2004)
Voto: 9
Contatti:
Sito Silent Stream Of Godless Elegy: http://www.ssoge.com/
Sito Redblack: http://www.redblack.cz/