SIEGES EVEN
Sophisticated
Etichetta: Under Siege Records
Anno: 1995
Durata: 57 min
Genere: techno-metal (prog metal)
A quattro anni dal precedente "A Sense Of Change" i tedeschi Sieges Even tornarono sul mercato con questo quarto album. Gli unici due membri rimasti dall'album precedente sono i due fratelli Holzwarth (Alex alla batteria ed Oliver al basso). A loro si sono uniti Greg Keller alla voce e Wolfgang Zenk alla chitarra.
Questo lavoro, oltre al fattore cronologico e alla line-up rivoluzionata, si differenzia da "A Sense Of Change" anche e soprattutto per la musica proposta. Lo stile è passato ad un techno-metal propriamente detto, ossia un metal altamente tecnico con molti spunti fusion. Siamo dalle parti dei WatchTower di "Control And Resistance" per intenderci, però questo lavoro ha un impatto molto diverso dal secondo album dei texani. Qui non si sbatte di fronte al muro intricato dei WatchTower, tutt'altro, le canzoni sono immediate e si lasciano canticchiare già dal primo ascolto. Per me in questo caso si può parlare di "finto pop-metal". "Pop-metal" perché è un metal di presa immediata ("Dreamer" la potete cantare sotto la doccia senza problemi). "Finto" perché le canzoni sono tutto tranne che banali: basta fare caso alle tonnellate di tempi dispari usati per farsi passare l'idea che i Sieges Even si siano messi a suonare cose semplici. Alcuni fan per questo album ed il successivo "Uneven" parlano della "fase commerciale" dei Sieges Even, una definizione che ci può stare se pensiamo a come erano i due album della fase precedente: erano ostici all'eccesso, mentre questi restano molto più diretti.
Nell'album sono comprese 11 canzoni, la cui struttura è quasi regolare, visto che molte sono dotate dei classici bridge e ritornelli. Questo è l'aspetto superficiale dell'album, usato dai Sieges Even per dare più immediatezza alle loro canzoni. Un grosso aiuto lo dà il cantante Greg Keller, dotato di una voce melodica e molto espressiva, adattissima a sottolineare gli umori dei testi. Il chitarrista Wolfgang Zenk porta un approccio più diretto sia per i riff che per gli assoli: sa andare veloce, sa destreggiarsi sia tra riff class metal che tra spunti puramente fusion, però pensa sempre allo sviluppo della canzone, senza esagerare con le sboronate. Idem per la sezione ritmica: i due fratelloni dimostrano ancora una volta di essere delle bestie, ma riescono a rendere le loro trame assimilabili senza tanta fatica, seppur si tratti di cose belle toste da suonare. Qua e là ci sono anche delle tastiere, sempre e solo in accompagnamento, suonate da tale Markus Grützner, e con lo zampino di tali Sascha Paeth e Miro (conoscete?).
La produzione è ottima, i suoni sono pulitissimi e potenti, e d'altronde il produttore è Charlie Bauerfeind. La confezione è strana ma azzeccatissima secondo me. La copertina è scarnissima, c'è un disegno stilizzato di un omino che si gratta la tempia. A prima vista può sembrare una copertina merdosa, però a guardar bene si adatta a perfezione a questo album. Il contrasto tra il titolo "Sophisticated" e la copertina sempliciotta è lo stesso che c'è anche nella musica: le canzoni sono semplici a prima vista, ma sofisticate.
In conclusione questo album secondo me è molto buono. Nulla da dire dal lato materiale, le canzoni sono suonate in maniera esemplare, e sono registrate anche meglio. Però non mi colpisce in pieno: canzoni come "Trouble Talker" e "Dreamer" sono strafighe, sono il primo a dirlo. Però in complesso lo trovo stancante questo album, perché non ci sono grosse variazioni tra le varie canzoni, e la seconda parte ne risente un bel po' di questo. Alla fine preferisco i due lavori precedenti, molto più ostici da digerire, ma se li si ascolta con attenzione non ci si stanca di certo, cosa che invece mi accade con questo "Sophisticated" se lo ascolto di fila.
(teonzo - Dicembre 2003)
Voto: 8.5
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Sito internet: http://www.siegeseven.com/