SIEGES EVEN
Life Cycle

Etichetta: SPV
Anno: 1988
Durata: 43 min
Genere: techno-thrash


Questo è il primo album dei tedeschi Sieges Even, ed il primo commento che viene da fare è che i WatchTower hanno raccolto dei seguaci, hehehehe! Infatti questo "Life Cycle" è fortemente influenzato da "Energetic Disassembly", alcuni dicono addirittura che li hanno scopiazzati. Per me non è proprio una copia sputata, però è innegabile che il gruppo texano abbia avuto una forte influenza su questi 4 tedeschi. Lo stile è quindi definibile come techno-thrash, in quanto ci troviamo di fronte ad un thrash molto ragionato e tecnico, in cui la complessità delle canzoni ha un ruolo più importante rispetto all'impatto violento delle stesse. Ci sono sempre dei sani riff violenti ed incazzati, ma sono ingabbiati nelle strutture complesse delle canzoni, restando quindi in secondo piano.
Nell'album sono comprese 6 canzoni più un'outro strumentale. Tutte le canzoni sono sullo stesso livello, a parte "Straggler From Atlantis" che è per me la più bella dell'album e la più difficile da digerire (dura 12 minuti!). Per tutta la durata del disco non c'è un momento di tregua, non c'è la minima parte tranquilla e che lasci respirare l'ascoltatore... ma dico questo non nel senso degli Slayer, che ti spaccano il collo dall'inizio alla fine a furia di farti fare headbanging, ma in senso cervellotico, "Life Cycle" è veramente ostico da seguire e serve sempre il massimo della concentrazione. La parte da leone la fa la sezione ritmica, composta dai fratelli Alex (alla batteria) ed Oliver Holzwarth (al basso), che si divertono ad incasinare tutto con passaggi astrusi ed assurdi, tempi dispari, controtempi e tutto quello che gli passava per la testa. Se vi aspettate delle parti mosh in 4/4 allora resterete totalmente delusi... "4/4??? Troppo banale, hahahahaha! Mosh? Noi ti spappoliamo il cervello nel tentativo di capire cosa facciamo, altro che spaccarti il collo e la testa a furia di headbanging, hahahah!" Credo proprio che pensassero questo quando hanno composto l'album!
La line-up è completata da Markus Steffen alla chitarra (pure questo una bestia) e da Franz Herde alla voce (un cantante dalla voce molto acuta, nulla di clamorosamente personale, ma sa fare il suo lavoro). Tecnicamente quindi non si può dire nulla a questi tedesconi: sanno suonare e lo dimostrano ampiamente! Ma per me il difetto dell'album sta tutto qua: vogliono dimostrare un po' troppo quanto sono bravi, dimenticando che le canzoni devono avere anche un po' di tiro! La differenza con "Energetic Disassembly" è che le canzoni di ED sono sì ultratecniche, ma mantengono sempre quella carica che mantiene viva l'attenzione dell'ascoltatore e non gli fa pesare tutte le finezze tecniche, mentre questo LC invece fa pesare un po' troppo l'enorme quantità di passaggi intricati al suo interno.
La produzione ad opera di Kalle Trapp è buona, nulla di clamoroso perché i suoni non sono perfetti, ma si lascia ascoltare senza particolari problemi. La confezione è buona, io ho la versione su CD e nel libretto ci sono i testi. La copertina è un po' strana, c'è raffigurato un cervello collegato ad un cuore attraverso un circuito elettronico, in effetti rappresenta bene lo spirito dell'album.
In conclusione questo per me è un album molto buono che però non raggiunge l'eccellenza, e questo perché l'unico modo per seguirlo è concentrarsi al 100% nel suo ascolto, se vi distraete un solo istante non ci capite più un cazzo. Quindi se vi piacciono i lavori ipermegatecnici e con un po' di aggressività allora fate vostro questo album, cercando in qualche catalogo lo si trova ancora ed a prezzi vantaggiosi. Se invece vi piace il thrash diretto e pensate che "...And Justice For All" sia troppo freddo e tecnico, allora segnate questo LC nella lista nera degli album da rifuggire come la peste.
(teonzo - Settembre 2002)

Voto: 8.5


Contatti:
Sito internet: http://www.siegeseven.com/




La suite finale "Straggler From Atlantis" è, in verità, il migliore degli inizi. Dodici minuti di gustosi cambi di tempo, di raffinatissimi stacchi e contro-stacchi, di spigoli pronunciati, ma alleggeriti della più tipica aggressività metal, attraverso un lavoro certosino, ad ogni strumento. E' il techno-thrash made in Germany dei Sieges Even (qui giovanissimi), al contempo così vicino e così distante dai capiscuola WatchTower, techno-thrash che sarà solo una rampa di lancio per quel sound che, a breve, diverrà progressivo, nel suo significato più puro ed incontaminato (a Petrucci e Portnoy fischieranno le orecchie?). Una prima marcia entrata con notevole scioltezza.
(Orion - Novembre 2002)

Voto: 8