SIDERIS NOCTEM
Wait Till The Time Is R.I.P.e

Etichetta: Bad Mood Man Records
Anno: 2010
Durata: 51 min
Genere: gothic doom


Che la Bad Mood Man sia una delle etichette più apprezzate dal sottoscritto pare evidente nel leggere le varie recensioni in cui si parla di questa interessante realtà proveniente dalla Russia; allo stesso tempo, però, siccome si cerca di essere il più seri ed obbiettivi possibile, devo ammettere che nel corso delle ultime uscite i ragazzi della Solitude e della Bad Mood Man stanno un po' cercando di pubblicare tutto quello che ha a che fare con il loro mondo, soprattutto se provenienti dall'area russa, senza stare troppo a sottilizzare sulla qualità che, spesso, è molto alta, ma talvolta invece è piuttosto povera, come nel caso degli ucraini Sideris Noctem. Questa formazione, infatti, mette in tavola TUTTI i cliché più abusati del gothic doom, mescolando secondo i canoni della tradizione tutto quello che va dai soliti My Dying Bride e primi Anathema, ai Katatonia (omaggiati con la cover di "Without God"), passando per Therion, Tristania e Draconian. Di per sé questo non sarebbe sufficiente a bocciare una proposta, trattandosi di un genere in cui ormai non si sperimenta quasi più e la differenza viene fatta dalle atmosfere e dalla qualità della scrittura, ma è proprio qui che i Sideris Noctem inciampano pesantemente, finendo per comporre una manciata di canzoni pesanti, lamentose e prive di spessore. Così a conti fatti ci troviamo di fronte ad un album che non solo non aggiunge niente alle tonnellate di dischi che vengono regolarmente prodotti sulla falsa riga seguita dai Sideris Noctem, ma oltretutto la qualità delle canzoni non è sufficiente a far sì che si possa perlomeno fare affidamento su quell'aura così maledettamente intrigante che avvolge i lavori migliori di questo genere.
Non è difficile introdurvi all'universo sonoro dei Sideris Noctem perchè, come dicevo, basteranno poche parole a farvi capire i binari percorsi da questi ragazzi: abbiamo la classica introduzione romantica ("First Day"), in cui le tastiere dominano la scena tra il suono di un pianoforte e il lamento malinconico del violino; poi si entra nel vivo dell'album con la title track e quello che abbiamo è il classico dualismo tra luce ed ombra che si riflette sia nei duetti scontatissimi tra la voce femminile e quella maschile in growling, sia nelle partiture musicali, che alternano la pesantezza (si fa per dire... niente di estremo in assoluto) delle chitarre elettriche ai passaggi più atmosferici in cui la band cerca di disegnare panorami solitari e desolati. Di tanto in tanto, fortunatamente, la band riesce a regalare qualche passaggio di buona fattura, come nel caso della piacevole "Binary", brano fortemente caratterizzato dal lato più romantico della band, oppure "Moonlight Snakes", anch'essa impreziosita abilmente da buoni momenti acustici. Il problema, invece, si ripresenta con tutta la sua forza nei brani dove la band si lascia prendere la mano dai luoghi comuni, affossandoli oltretutto in una durata abbastanza elevata (sebbene mai fuori controllo), come "Behind The Mirror Of The Winter's Fall", tanto scontata nella musica quanto nel titolo, oppure la lunga "Lost In The Wreckage Of The Past", con i suoi dieci minuti che non lasciano mai spazio ad un sussulto, trascorrendo nell'anonimato di passaggi sentiti decine e decine di volte. Discreta la cover dei Katatonia, che non renderà giustizia all'originale ma perlomeno lavora su una materia prima preziosa che rende il risultato finale comunque apprezzabile, mentre, naturalmente, l'album non poteva concludersi che con un outro intitolato "Last Day", che chiude il cerchio con la dovuta nota malinconica.
Niente di indimenticabile, quindi, ma se siete dei fan accaniti del genere potreste provare ad ascoltare qualcosa dei Sideris Noctem, tanto tra MySpace e il sito della Bad Mood Man dovreste riuscire a farvi da soli un'idea. Personalmente mi auguro che l'etichetta si concentri molto di più sulla ricerca di artisti che siano davvero capaci di dare qualcosa in più rispetto ad una pedissequa riproposizione di canoni musicali già percorsi con ben altri risultati dai maestri. Ai Sideris Noctem, comunque, un in bocca al lupo e una esortazione a dare di più di quello che si è visto in "Wait Till The Time Is R.I.P.e".
(Danny Boodman - Gennaio 2011)

Voto: 5


Contatti:
Sito Sideris Noctem: http://www.myspace.com/siderisnoctem

Sito Bad Mood Man: http://www.myspace.com/badmoodman