SHRINE OF SCARS
Violence Is The Answer
Etichetta: Disfigured Records
Anno: 2003
Durata: 39 min
Genere: death/thrash
"La violenza è la risposta. Ucciditi ora". Non penso che queste due frasi necessitino di una spiegazione. La poetica lirico-musicale degli Shrine Of Scars è riassunta in esse. Senza fronzoli, diretta ed estremamente misantropica. D'altro canto cosa aspettarsi da un CD che in copertina ritrae la testa di un soldato carbonizzata dal napalm con due cannoni nello sfondo? Violenza pura, sangue e una totale noncuranza del politically correct! Beh, il mercato metal è svezzato da anni a queste tematiche e ci vuole molta qualità per sferrare un pugno allo stomaco che faccia veramente male. Gli Shrine Of Scars ci sono riusciti? Lo vedremo a breve.
Prima di tutto è necessario scrivere due parole su di loro. Sul sito ufficiale della band non c'è uno straccio di biografia ma qualche notizia riesco a darvela lo stesso. Gli Shrine Of Scars sono un quartetto di Sacramento, California. La line-up vede Dave Levya (voce e chitarra), Jon Wells (chitarra), Larry Santiago (basso) e James McLeod (batteria). Al loro attivo un demo intitolato "Deathbed For A Weakening Spirit" del 2002, che si può ordinare presso il loro sito.
"Violence Is The Answer" è il loro album di debutto, sotto l'egida della piccola Disfigured Records.
Si parte con la title-track. Si tratta di un brano velocissimo e brutale. La voce di Dave è acuta ed isterica. "Violence Is The Answer" porta fede al suo titolo: è la classica canzone sparata in faccia! Le trame sonore sono molto serrate e complesse. Nessun particolare è lasciato al caso.
In "Reflection Of Human Wreckage" la componente più thrash della band si fa largo tra il riffing pesante. Qui gli Shrine Of Scars dimostrano che non è necessario pigiare costantemente sull'acceleratore per essere aggressivi. Anzi, il quartetto dimostra un buon talento compositivo. Riescono infatti a trovare il giusto equilibrio tra la violenza e la bellezza della canzone.
"In Memory..." è una cavalcata veloce e molto marcata. La pulizia strumentale dei musicisti non si può mettere in discussione. Il finale è rallentato. In questi frangenti l'ascoltatore non può rilassarsi perché la musica è così strisciante che non fa che aumentare la tensione. Nella vena degli Obituary.
Più lenta è la successiva "Strangled By The Hand Of Fate". Le lunghe note del ritornello sono discordanti e danno un tocco di originalità alla proposta. Quando interviene l'assolo, la traccia si fa improvvisamente melodica ed è una gradita sorpresa. A quanto pare gli Shrine Of Scars non vogliono porsi dei limiti espressivi in nome della violenza più cieca.
"Practice Random Acts Of Killing" ha un incipit che fa molto hardcore. L'alternarsi tra deflagrazioni sonore e pause colora di rosso questi 53 secondi di intensità.
"Mental Warfare" è un brano severo che non disdegna qualche richiamo agli Slayer. D'altro canto, visto l'immaginario bellico della band...
Un arpeggio delicato di chitarra introduce "Dimensional Terror". La voce di Dave dilania questa traccia dai tratti quasi soft. Un'improvvisa accelerazione ravviva la composizione spostandola su territori thrash. Anche in questo caso si tratta di un'ottima canzone. Nel finale si sentono echi degli At The Gates, donato soprattutto dal riff più acuto della chitarra, così melodico. Un possibile hit per il gruppo di Sacramento.
"Vulture's Circle" è un brano selvaggio con parti più cadenzate. E' molto vicino ai dettami più tradizionali del death. Sebbene la band sia in possesso di un'ottima tecnica il loro suono è grezzissimo e sguaiato. Ideali per gli amanti di qualunque tipo di death.
Tanto quieto è l'inizio, tanto pesante è la prosecuzione della lenta "Children Of A Lesser God". Un'altra traccia che promette molto bene sul futuro degli Shrine Of Scars.
Sulle stesse coordinate si muove "Awaken To Conflict". Non c'è una parte cantata: Dave si limita a un parlato.
Molto incalzante è "Divide Dissect Destroy". L'elemento thrash è preponderante ma la cattiveria è propria del death più sanguinolento! E' sicuramente impossibile resistere al tiro della band. Il quartetto possiede tutte le carte in regola per dire la sua.
Dopo il caotico grind di "No Sympathy" ecco la traccia conclusiva. Si intitola "Death Attack". Questa sì che è una mazzata! Un brano grezzissimo, senza compromessi ed assolutamente efficace. Chiude l'album in gloria!
Bene, ora posso rispondere alla domanda posta ad inizio recensione. Sì, gli Shrine Of Scars sanno far male e parecchio! Ma senza correre ai triti trucchi del brutal o alle capsule di odio del grind. I californiani lo fanno con classe, con belle canzoni e senza dimenticare il passato glorioso della Bay Area.
Forse non si tratta della "next big thing" ma sicuramente di una band molto promettente! Complimenti ragazzi!
(Hellvis - Settembre 2003)
Voto: 8
Contatti:
Shrine Of Scars
2201 Howe Ave #76
Sacramento, CA 95825
USA
Mail Shrine Of Scars: shrineofscars@hotmail.com
Sito Shrine Of Scars: http://www.shrineofscars.com/
Sito Disfigured Records: http://www.disfiguredrecords.com/