SHRINE
The Final Asylum

Etichetta: Corvus Records
Anno: 2007
Durata: 38 min
Genere: dark industrial ambient


"The Final Asylum" vi porterà in un vuoto rifugio che giace tra le rovine invase dalle erbacce di città deserte, poi su campi sterminati di ruggine, attraverso un'isolata prigione criogenica, fino al cuore della macchina, la sorgente da cui parte la storia futura dell'umanità. Al confine tra ambient e industrial, le cinque tracce ci narrano storie lontane nel tempo, un mondo di piante di ferro e uccelli meccanici, irreale, silenzioso nel suo stesso frastuono, in attesa sotto i raggi si un sole morente e artificiale. Un mondo che potrebbe esistere. Forse.
Con queste parole la Corvus Records introduce all'ascolto del lavoro degli Shrine, un progetto nato in Bulgaria e di cui non sono riuscito a trovare alcuna informazione, quasi a voler aumentare il senso di mistero intorno all'artista (o agli artisti, anche se sembrerebbe più probabile il caso di un'opera solitaria). Di certo l'obbiettivo che questo "The Final Asylum" vuole raggiungere non è dei più facili e, personalmente, non credo nemmeno che sia stato raggiunto in pieno. Tuttavia queste parole aiutano effettivamente a immaginare l'opera di Shrine: le cinque tracce del CD partono proprio dai dettami della musica ambient, con tappeti dilatati e interminabili di sintetizzatori, che costruiscono l'ossatura portante del lavoro. Ciò che differenzia "The Final Asylum" dagli altri lavori del genere, invece, è la presenza di una forte componente industriale, che si sposa alla perfezione con l'immaginario proposto nell'introduzione. Loop, stridii, rumori, rintocchi metallici ed altri accorgimenti sonori rievocano quell'idea di civiltà moderna in decadenza, in cui la vita umana ormai è scomparsa e tutto ciò che rimane è il lento e meccanico movimento dell'intelligenza artificiale e della natura che torna a reclamare ciò che è suo di diritto.
In generale, quindi, ci sono tutte le premesse per la creazione di qualcosa di unico e affascinante, eppure devo dire la verità: non sono riuscito ad entrare esattamente nello spirito dell'album. L'atmosfera è quella giusta e agli Shrine bisogna riconoscere il merito di aver creato un contorno davvero notevole, curato ed evocativo; ciò che manca, però, è proprio la sostanza. A conti fatti "The Final Asylum" mi appare come un ammasso sonoro in cui difficilmente si riesce a vedere un vero e proprio percorso: la sensazione che mi rimane non è quella di avere a che fare con delle composizioni, ma piuttosto quello di un 'sound', che funziona, magari, ma comunque solo un 'sound'. Certo, in casi come questo non si può fare una vera e propria analisi oggettiva, dato che la musica punta soprattutto al lato emotivo, ma la mia sensazione è stata questa. Sicuramente diversi ascoltatori potrebbero non esserne infastiditi: la musica degli Shrine non è un percorso che nasce, si evolve e giunge alla sua conclusione; è più una fotografia sospesa nel tempo, eterea e sfumata, senza centro né principio. Qualcuno potrebbe rimanere affascinato da questa informe massa sonora, perché no?
In conclusione, quindi, non posso che ribadire ancora questo concetto: gli Shrine hanno certamente dei meriti nella creazione del loro paesaggio musicale, nella cura dei dettagli e nell'idea di fondo. Manca ancora quella maturità artistica che porta ad un vero compimento questa idea, lasciandola ancora in una fase embrionale. Speriamo che il prossimo capitolo porti un'ulteriore evoluzione; intanto, se non vi spaventa questo universo senza vita e artificiale, provate a visitare "The Final Asylum".
(Danny Boodman - Maggio 2007)

Voto: 7


Contatti:
Sito Corvus Records: http://www.corvusrecords.com/