SHEDIM
The Great Black Goat
(MCD)
Etichetta: Inferno
Anno: 2004
Durata: 20 min
Genere: black/death melodico e sinfonico
Dal Brasile, ecco gli Shedim. Un quintetto agguerrito, arrabbiato, come
si vede dalle fotografie presenti nel libretto di "The Great Black
Goat": cuoio nero, capelli lunghi, borchie e facce ostili! Unite
all'immagine di copertina, la pittura di una specie di caprone cornuto
che spaventa vecchie signore, ed al titolo del MCD, è facile intuire
come le tematiche negative e sataniche siano importanti per la band.
"The Great Black Goat" è stato registrato allo studio Satanic
Holocaust, ad esclusione della batteria che è stata incisa allo studio
Megafone. In questo, il MCD ricalca pari pari un'altra uscita della
Inferno: "Black Order Of Fire" degli Evil Empire. Rimando il lettore
all'apposita recensione, sottolineando però il fatto che probabilmente
i due gruppi hanno dei membri in comune.
Gli Shedim consistono in Lucinaldo Lopez alla voce ed al basso, i
chitarristi Eric Souza e Alexander Perera, Keylla Cristian alle
tastiere e Josenildo Rufino alla batteria.
La qualità di registrazione è discreta, nitida e funzionale. Forse
il tutto manca di quell'espressività che una produzione ottima avrebbe
potuto dare, ma non credo sia il caso di lamentarsi.
Il MCD contiene quattro canzoni più un'introduzione (che porta il
titolo dell'album) per un totale di 20 minuti circa. Si tratta di
composizioni di media lunghezza, dai tre ai cinque minuti di durata. La
struttura dei brani è variabile, in genere relativamente complessa:
parecchi cambi di ritmo, di riff e di atmosfera. Stilisticamente
parlando, nonostante alcuni particolari siano senza dubbio di matrice
black, è il death melodico (con qualche sprazzo di thrash) a farla da
padrone. Chitarre e basso si incrociano in figure melodiche molto
suggestive, suonate con cattiveria ed attitudine. La batteria è potente
e puntuale. L'unico strumento un po' sottotono è la tastiera, a mio
modo di vedere: la sua prova è superflua, ed incide poco nell'economia
globale del suono del gruppo.
Lucinaldo è un vocalist devastato, di impostazione black. Proprio per
questo la sua prova risulta più convincente nei brani in cui questo
genere è predominante: la cadenzata, interessantissima "Kill Again The
Nazarene" e la conclusiva "Devilish Kingdom". "Evil Light Invocation" e
la thrashona "Wolves Of Satan" insistono molto sulla melodia, ed il
cantante sembra meno a suo agio. O, perlomeno, il suo timbro è meno
efficace.
"The Great Black Goat" è un MCD che si lascia ascoltare. Un difetto
però c'è. Nonostante la buona tecnica ed il notevole gusto compositivo,
gli Shedim suonano come tantissimi altri gruppi. Manca l'originalità o,
almeno, quel qualcosa in più che potrebbe fargli fare il salto di
qualità. Se gli Shedim non si evolvessero in futuro, dubito che
riusciranno a farsi strada tra le tante band che suonano una musica
simile. Scritto questo, è anche vero che sarebbe sbagliato non degnarli
di attenzione. Ragion per cui, se pensate che il genere proposto dagli
Shedim venga incontro ai vostri gusti, comprate pure "The Great Black
Goat": un lavoro onesto e sincero.
(Hellvis - Maggio 2005)
Voto: 7
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