SHANNON
Shannon

Etichetta: Anvil.corp
Anno: 2003
Durata: 59 min
Genere: glam/melodic rock


"Oh yeah! Come on girls, look at me, I'm your lovin' man!" Era da parecchio che non si sentiva in giro del sano e fottuto glam, con la rara eccezione dell'ultimo Poison. L'ex singer di Janny Lee, Olivier del Valle, si e' posto l'obiettivo dichiarato di far tornare in auge le sonorita' all'apice a cavallo degli anni '90 in America, puntando sul mix di ritmiche semplici e dirette con i ritornelli catchy e trascinanti. Se la funzionalita' di un genere come questo e' quello di divertire senza troppi fronzoli, l'esordio dei Shannon non pecca assolutamente sotto questo punto di vista: i brani filano via lisci, ben radicati nei cliché del glam, egocentrici e finalizzati al massimo della goduria.
I problemi saltano fuori sotto altri profili e sono essenzialmente due. Il primo riguarda la durata: un'ora e' tanta. Non che ci si stufi da ascoltare interamente l'album, anzi, ma il proporre brani in piu' senza aggiungere praticamente nulla al resto del disco e' controproducente, anche se la qualita' rimane inalterata.
Il secondo e' un difetto di attitudine, che, facendo una profonda analisi, e' l'anima del genere. Se i Motley Crue mi raccontano di aver fatto party che durano settimane a base di sesso droga e rock'n roll ci credo, se me lo racconta Olivier no. Il desiderio del cantante e' quello di poter inserire certe caratteristiche europee nell'ambito degli stilemi dominati oltreoceano, ma le inflessioni melodiche del suo cantato e delle composizioni non sono ancora abbastanza definite per poter costituire un marchio di fabbrica ben impresso nelle sonorita' proposte. Insomma, manca il graffio felino dei Poison, l'arrogante sfrontatezza dei Motley, l'arrembaggio sonoro dei Twisted Sister, ovvero, come gia' detto prima, i Shannon pagano la carenza di vera attitudine nella vita quotidiana, e si sente benissimo quanto c'e' di vero in "Jet set, sex party is the life that I live day by day".
Una certa personalizzazione la trovo in "Scared Of War", ma andiamo a muoverci verso altri lidi, attingendo bene dal metal classico, anche se l'intera release risente della ricerca di classe che anima "Turbo" dei Judas Priest. Il discorso attitudinale di cui sopra trova conferma nella due tracce seguenti a quella appena citata: il fatto di spostarsi su lidi neo-power con una canzone dall'originalissimo titolo di "Reach For The Sky", oppure abbracciando il filone class/AOR con "Father" la dice lunga sulla ricerca di assestamento del gruppo. Non che si tratti di brutti pezzi - sono perfetti nel genere - ma stonano con il resto.
Alla fin fine e' davvero un bel dischetto e il voto risente del divertimento che ha animato gli ascolti, tra brani perfettamente suonati che poco hanno da invidiare al meglio della produzione ("One In A Million", "Billion Dollars Babies" sono tra i migliori), auspicando la definitiva maturazione di un gruppo che ha molte qualita' dalla sua parte.
(Melix - Dicembre 2003)

Voto: 7.5


Contatti:
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Sito Anvil.corp: http://www.anvilcorp.net/