SHADOW OF SOUL
The Hidden Memories (MCD)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 26 min
Genere: progressive metal con influenze heavy, black e death


Dopo un primo full-length intitolato "Whisper From A Shadow" tornano a farsi sentire i calabresi Shadow Of Soul, questa volta con un MCD autoprodotto di cinque canzoni. Ripercorriamo brevemente la loro storia prima di addentrarci in questo nuovo lavoro: la band, composta da Francesco Valente (voce), Andrea Iorfino (batteria), Rocco Spinoso (chitarra) e Carlo Capocasale (basso), nasce nel 1998 a Vibo Valentia dalla fusione dei Masterdoom e degli Unscriptural. Nel 1999 il gruppo registra un primo demo, "Whisper", seguito poco dopo da "Mystic". Dopo queste prime esperienze gli Shadow Of Soul arrivano al tanto sospirato full-length, che però non riesce a concretizzare al meglio le aspettative del gruppo, tanto da farli tornare alla decisione di autoprodursi un MCD che, questa volta, raggiunge dei livelli davvero degni di nota.
La musica degli Shadow Of Soul si è decisamente evoluta, raggiungendo quella maturità che contraddistingue una band consapevole delle proprie capacità. Il quartetto non si limita a scopiazzare lo stile di altre band, ma raccoglie tutte le proprie influenze, impossessandosene e fondendole in una miscela che, alla fine, risulta comunque personale. Alla base del loro sound troviamo un heavy metal possente e micidiale, un mix tra influenze classiche, la perizia esecutiva e la varietà del progressive metal, un riffing chirurgico e tagliente dal sapore thrashy e, infine, numerose incursioni negli ambienti estremi, con una trama melodica che ricorda alcune cose dei Cradle Of Filth e dei Dimmu Borgir.
Il MCD si apre con "Evil Mother Nature", un buon pezzo che viene introdotto da un pregevole lavoro di chitarre acustiche per poi esplodere in un climax di chitarre elettriche. La band suona con abilità e tecnica, mantenendo una struttura classica, senza però dimenticare dinamica e variazioni melodiche. L'unica cosa che non mi convince molto devo dire che è la prova del cantante, tecnicamente dotato e molto versatile, ma spesso un po' sopra le righe, come se cercasse di dimostrare di essere bravo con linee vocali altisonanti.
Il secondo pezzo, "The Hidden Memories", spinge ancora di più sull'acceleratore, puntando ulteriormente sulla potenza e sul lavoro di chitarre, arrivando ad integrare uno stacco ai limiti del death metal e concludendo con un ottimo assolo di Rocco Spinoso.
Molto bella "Ode To Loneliness", una sorta di power ballad ricca di pathos, che però non scimmiotta le classiche coordinate del lento melenso, ma mantiene ancora la giusta dose di grinta ed energia, pur senza rinunciare a quella malinconia di fondo che traspare benissimo dal titolo. Anche in questo caso la voce non mi suona benissimo, anche se forse può essere colpa della registrazione, dato che la copia arrivata al mio indirizzo aveva qualche problema di lettura.
Con gli ultimi due brani, invece, si cambia nuovamente stile, puntando ancora di più sulle atmosfere oscure. Si parte con "Black Blood" che, nella prima parte, richiama fortemente i Cradle Of Filth di "Ebony Dressed For Sunset" (non nella voce, naturalmente), evolvendosi poi come un pezzo dinamico e potente, con la voce pulita a stagliarsi sopra un tessuto musicale tirato e rabbioso. Il secondo pezzo, invece, intitolato "Demon's Lullaby", parte con leggerezza con un arpeggio sinistro, per poi trasformarsi in un pezzo metallico in cui l'approccio vocale e le musiche sinistre mi hanno ricordato il sempre immenso King Diamond e i Mercyful Fate.
Insomma, come potete vedere l'opera degli Shadow Of Soul è varia e ricca di spunti. A mio parere questa band ha dell'ottimo potenziale e già ha dimostrato di saper creare dei pezzi molto interessanti. Sono convinto che con la prossima uscita questi ragazzi riusciranno anche a dosare al meglio tutti gli ingredienti, arrivando a quell'equilibrio tra le parti su cui ancora bisogna lavorare. Li aspetto quindi con il prossimo album, magari un full-length, per vedere come si evolveranno. Per adesso consiglio a tutti gli amanti delle sonorità meno abusate l'ascolto di questo personale e intrigante MCD.
(Danny Boodman - Gennaio 2007)

Voto: 7.5


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