SEVEN 13
Unleashed

Etichetta: What Matters Records
Anno: 2002
Durata: 49 min
Genere: Theatrical Rock Metal


Bisogna subito dire una cosa, i Seven 13 hanno molti pregi, ma uno spicca su tutti: sanno come farsi notare. Pensate che il CD è arrivato accompagnato da una biografia di cinque pagine, una foto a colori in formato A4, un biglietto da visita e, per finire in bellezza, un CD aggiuntivo contenente il video di "Drink!" (canzone dell'album); vi ricordo che sono un gruppo esordiente, quindi valutate voi la cosa.
Spostandoci nell'area musicale, che poi è quella più importante, diciamo che l'aggettivo "Theatrical" usato dal gruppo per definire cosa propongono è riferito più che altro alla presenza, durante i concerti, di una ballerina/coreografa (a dire il vero poco affascinante e con qualche chilo di troppo) che interpreta insieme al cantante i testi delle canzoni, ne danno un esempio nel video di cui vi parlavo prima "Drink!". Questa canzone è posta in apertura, e punta tutto sulla melodia creata dalla fantasiosa tastiera di Amanda Adams (molto meglio della ballerina!!!), che a quanto pare è la leader del gruppo, che vi catturerà dopo soli pochi ascolti.
La cosa incredibile di "Unleashed" è che non manca di energia, nonostante contenga in undici tracce solo due o tre pezzi diciamo veloci. Prendiamo come esempio la meravigliosa "Haunted", un lento toccante, guidato come sempre da Amanda, che crea le fondamenta dove si adagiano delicatamente la voce (una via di mezzo tra James Hetfield e Ville Laihiala dei Sentenced, con le dovute proporzioni) graffiante ma ancora acerba di Kenneth, la chitarra e la sezione ritmica. Questa strada è seguita quasi in tutti i brani, da quelli lenti a quelli più rock, infatti chi spicca maggiormente è sempre Amanda (ANCORA!!!), credo (non è specificato), che sia anche la maggior compositrice del gruppo, tanto che anche la produzione la mette in risalto, tenendo un po' in ombra il resto. Questo è insieme al libretto del CD, troppo scarno, l'unico difetto importante che il gruppo si porta dietro, sono sicuro che con una produzione più corposa, specialmente per le chitarre, il già ottimo risultato raggiunto avrebbe portato il disco su un livello ancora superiore.
Capisco che vi ho dato poche coordinate sul genere proposto, ma possiedono una forte personalità, loro per esempio citano tra le maggiori influenze Harem Scarem e Metallica, che già di per sé è un accostamento improbabile, e in più parti si ritrovano, solo che sono due delle tante influenze che ho riscontrato, e che messe insieme formano la musica dei Seven 13.
Io comunque, a parte il consiglio di un acquisto quasi obbligatorio, prevedo per il gruppo un successo che non tarderà a venire, viste le premesse.
(carma1977 - Febbraio 2003)

Voto: 8.5


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